Voluntary disclosure bis…in idem

L’attesa voluntary disclosure riapre i battenti. Il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, pubblicato lo scorso 24 ottobre, ha riaperto i termini di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, introdotta dalla legge 15 dicembre 2014, n. 186, volta a regolarizzare gli investimenti detenuti illecitamente all’estero e gli imponibili di fonte italiana.

Poche, anzi, pochissime le novità rispetto alla versione precedente di disclosure. Le più rilevanti riguardano la cd. procedura di autoliquidazione e la facoltà di poter regolarizzare anche contanti o valori al portatore depositati in cassette di sicurezze (non a caso il nuovo meccanismo è stato volgarmente ribattezzato dagli addetti ai lavori, “ Voluntary cassette di sicurezza”).

Nel dettaglio, il D.L. n. 193 collegato alla legge di Bilancio 2017, ha esteso al 31 luglio 2017 la possibilità di poter regolarizzare le violazioni commesse entro il 30 settembre 2016 in materia di monitoraggio fiscale, imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, IRAP, IVA, dichiarazione dei sostituti d’imposta, nonché per investimenti illecitamente detenuti all’estero, includendo, rispetto alla prima versione di voluntary, anche le annualità 2014 e 2015.

La novità, come anticipato, riguarda la possibilità di poter regolarizzare il denaro contante e i valori al portatore depositati in cassette di sicurezza. I contribuenti che presenteranno richiesta di adesione sul contante interno, dovranno necessariamente procedere all’apertura della cassetta e all’inventario dei beni ivi contenuti, alla presenza di un notaio. Il contribuente dovrà, dunque, provvedere al versamento dei contanti e al deposito dei valori presso gli intermediari finanziari a ciò abilitati, per i quali restano fermi gli obblighi prescritti per finalità di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, di cui al Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni.

La procedura di adesione alla voluntary bis, in gran parte forgiata su quella prevista per la versione del 2015, contempla il versamento dell’importo dovuto a titolo d’imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni, entro il 30 settembre 2017, senza possibilità di avvalersi della compensazione, in un’unica soluzione ovvero in tre rate mensili di pari importo (la prima, comunque, entro il 30 settembre 2017). Diversamente dalla versione precedente, il D.L. fiscale introduce un nuovo meccanismo, di c.d. autoliquidazione, in base al quale spetterà al contribuente provvedere spontaneamente al pagamento del dovuto, optando per una delle due soluzioni di versamento prospettate. Nei casi in cui detto versamento sia insufficiente, l’Agenzia provvederà al recupero delle somme applicando una maggiorazione del 3% ovvero del 10%, in relazione all’entità della differenza non versata. Qualora, invece, il contribuente ometta del tutto il versamento, entro il 30 settembre 2017, lo stesso incorrerà in sanzioni pari al 60% ovvero all’85%, a seconda dello Stato in cui vengono trasferite le attività.

Mentre, dunque, per la procedura di regolarizzazione dello scorso anno, era previsto che l’Agenzia delle Entrate emettesse l’atto di accertamento per poi liquidare le somme dovute, nella voluntary bis, è affidata al contribuente la gestione dell’intera procedura adesiva, residuando in capo all’Agenzia il solo compito di comunicare l’avvenuto perfezionamento della stessa (fatto salvo il diritto di compiere i dovuti controlli).

Conseguentemente ad alcuni emendamenti approvati in sede di conversione del D.L. fiscale, inoltre, la procedura che, stando alla versione originaria del D.L., sarebbe dovuta essere preclusa ai contribuenti che avevano già aderito alla prima disclosure (anche per interposta persona) ha visto estendersi il proprio ambito soggettivo: il disegno di legge emendato lo scorso 9 novembre, infatti, concede agli aderenti alla prima edizione della voluntary nazionale, di aderire alla procedura internazionale e viceversa.

Ai fini di una corretta regolarizzazione, oltre alla documentazione necessaria già prevista per lo scorso anno (i.e. giustificativi delle movimentazioni operate sul conto corrente e sul conto titoli, estratti patrimoniali annuali, ecc.) il contribuente dovrà fornire all’Agenzia delle Entrate i calcoli e le dovute indicazioni utili alla quantificazione delle imposte, delle sanzioni e degli interessi.

Riguardo all’ambito temporale, infine, occorre sottolineare che l’emersione dovrà riguardare i periodi d’imposta per i quali non siano venuti meno i termini per l’accertamento o per la contestazione delle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale.

Si stima che la nuova regolarizzazione interesserà circa 30.000 contribuenti, garantendo all’Erario il rientro di quasi 2,5 miliardi di euro. Al di la del dato numerico, però, grazie all’approccio “collaborativo” dimostrato dai contribuenti aderenti alla prima versione della v.d., e grazie anche alla good practice che ha contraddistinto buona parte dell’attività di controllo degli uffici finanziari, è plausibile auspicare che la versione 2.0 della disclosure, risulti maggiormente appetibile permettendo l’estensione della platea di contribuenti interessati a collaborare.

Giancarlo Marzo e Corrado Gallo
Giancarlo Marzo e Corrado Gallo


Loconte & Partners Giancarlo Marzo, classe 82, laureato in Giurisprudenza è specializzato in Diritto Tributario di Impresa MDT alla Bocconi e nella Tutela e Trasmissione dei Patrimoni alla Business School gruppo 24ore. Cultore di diritto tributario internazionale è autore di numerose pubblicazioni su riviste di settore e quotidiani. Attualmente si occupa di contenzioso tributario, fiscalita' interna e internazionale, protezione e pianificazione patrimoniale. Partner at Loconte & Parners.

Loconte & Partners Corrado Gallo, classe 88, laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, attualmente collabora con il Team fiscale dello studio legale e tributario Loconte & Partners. Si occupa prevalentemente di contenzioso tributario e consulenza fiscale. È autore di alcune pubblicazioni su riviste di settore e quotidiani.

Non ci sono ancora commenti

I commenti sono disattivati