Corea del Nord: l’arma della minaccia nucleare.

Le recenti tensioni tra l’America di Trump e la Corea del Nord non sono certo una novità. Sono poche le relazioni bilaterali nel mondo difficili quanto il rapporto che storicamente intercorre tra gli Stati Uniti e Corea del Nord. Svincolato dalle norme che regolano la diplomazia internazionale, la leadership di Pyongyang, attualmente guidata dall’imprevedibile Kim Jong-un, scoraggia la risoluzione pacifica della questione nucleare; che ha tenuto banco per decenni, coinvolgendo in linea diretta gli Stati Uniti.

Nel 1986, fonti intelligence americane, rilevarono la presenza di un reattore per l’arricchimento di plutonio e un impianto di ritrattamento a Yongbyon, entrambi sfuggiti al controllo internazionale. Nei primi anni novanta, dopo aver accettato e poi ostacolato i controlli degli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), la Corea del Nord annunciò l’intenzione di ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare (TNP).

Forti tensioni generarono la «prima crisi nucleare nordcoreana», che si concluse con la stipulazione di un accordo quadro (U.S.-North Korean Agreed Framework, 21 ottobre 1994); che sancì la sospensione del programma nucleare nordcoreano, finalizzato alla produzione di materiale fossile, necessario ai fini della costruzione di armi atomiche. Il documento tracciò, inoltre, il percorso verso un rapprochment delle relazioni diplomatiche ed economiche; sebbene i punti fondamentali dell’accordo non furono attuati.

Tuttavia, l’annuncio della Corea del Nord di espellere gli ispettori dell’AIEA dal sito di Yongbyon e di ritirarsi dal TNP, al fine di riavviare il programma nucleare, aprì una nuova fase di stallo. Sotto l’amministrazione George W. Bush, nell’agosto del 2003, iniziarono i “Colloqui delle Sei Nazioni” (Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone, Corea del Nord e Corea del Sud); ma il  tira-e-molla con AIEA e Stati Uniti non impedì alla Corea del Nord di effettuare il suo primo test.

Nell’ottobre del 2006, ripresero i colloqui e nel febbraio del 2007 fu siglato un nuovo accordo. Gli Stati Uniti avrebbero fornito alla Corea del Nord circa 400 milioni di dollari in petrolio; in cambio la Corea del Nord avrebbe messo fine al programma nucleare. Nel 2008, la decisione dell’amministrazione Bush di cancellare la Corea dall’elenco degli Stati dell’asse del male, non favorì certo un esito positivo dei negoziati; e la Corea del Nord riprese il processo di arricchimento dell’Uranio.

Le provocazioni coreane proseguirono.

Infatti, malgrado agli inizi del 2012 il nuovo leader Kim Jong-un avesse annunciato la sospensione di test e programma nucleare, immagini satellitari attestarono la costruzione di un nuovo reattore per la produzione di Plutonio per le armi nucleari. A seguito delle esercitazioni congiunte Stati Uniti – Corea del Sud, inoltre, l’11 Marzo 2013 Kim Jong-un ha dichiarato nullo l’armistizio del 1953; che pose fine alla guerra contro la Corea del Sud, nel 1950.  Dichiarazioni già avvenute e ripetute nel 1994, 1996, 2003, 2006 e nel 2009. Una minaccia che anche oggi appare strumentale al fine di attirare l’attenzione e, soprattutto, aiuti economici.

Federica Fanuli
Federica Fanuli

Federica Fanuli si laurea con lode in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università del Salento, dove consegue anche la Laurea specialistica in Scienze Politiche, Studi Europei e Relazioni Internazionali presso la stessa Università. Junior Consultant per Agriconsulting spa, Federica collabora con il Centro Studi Internazionali di Roma e successivamente frequenta il corso di Analisi di Politica Estera di Equilibri, muovendo i primi passi nel settore come Editorial board Member di Rassegna Stampa Militare e poi, come Editorial board Manager di Mediterranean Affairs. Editor-at-large di IndraStra Global, Editorial Board Member di Cosmopolismedia.it, Analista Desk Sud e Sud-est asiatico dell'Institute for Global Studies (IGS) e Guest Contributor del Middle East Institute di Washington, Federica attualmente frequenta il Master in Giornalismo internazionale presso l'IGS e il Master di II livello in Intelligence e Sicurezza della Link Campus University, presso cui lavora come Responsabile gestionale Master dell'Ufficio Postgraduate.

2 Commenti
  1. Mi sembra scorretto inserire la foto di una centrale nucleare in un articolo, peraltro molto ben scritto, lucido e puntuale, che illustra la crisi Corea del Nord – USA concernente il nucleare militare.

    Prof. Ettore Ruberti

    1. Gentile Prof. Ruberti, l’immagine rappresenta l’impianto di Yongbyon. La scelta è ricaduta su quella solo per una questione di copyright.