Netflix: una storia di continua innovazione.

Steve Jobs affermò che l’innovazione è ciò che distingue un Leader da un Follower; e quella che sto per raccontare è la storia di un’ azienda leader che ha saputo innovarsi costantemente.

Netflix nasce nel 1997, ed inizia ad operare due anni dopo con un modello di business basato su subrscription: gli utenti pagavano una quota mensile per ricevere comodamente a domicilio i DVD preselezionati, attraverso la propria email. Il servizio prevedeva una illimitata selezione di titoli (una sorta di all you can eat) e nessuna tipologia di costi aggiuntivi.

Nel 2000 Netflix introduce quello che diventerà il suo fattore critico di successo, ovvero il sistema di raccomandazione. Esso fu possibile grazie allo sviluppo dei primi algoritmi per far previsioni sulla valutazione degli utenti; che ha permesso – e permette tuttora – di suggerire show che rispecchiano i gusti degli users.

Nel 2002 decide di entrare nel mercato azionistico e lanno seguente dichiara un fatturato di $272 milioni con ricavi netti di $6,5 milioni.

Nel 2007 lazienda decide di diversificare la propria offerta e lancia linnovativo servizio di video streaming on demand; un servizio che diventerà la principale linea di business e che cambierà il modo in cui lutente consuma materiale multimediale. Lo stesso servizio che poterà in bancarotta lallora leader mondiale di noleggio DVD, Blockbuster. Il colosso americano declinò lofferta di Netflix di essere acquisita per soli 50 milioni di euro; offrendo al mondo un grande esempio di inerzia manageriale e incapacità di innovazione.

Netflix continua nella sua normale attività operativa negli anni seguenti, investendo costantemente in ricerca e sviluppo. Netflix è una di quelle aziende capaci di offrire una ricompensa di un milione di euro a colui il quale crei un innovativo algoritmo per migliorare il sistema di raccomandazioni. 

Dopo anni di successo, il 2010 si dimostra un anno difficile per Netflix: le aziende produttrici di contenuti multimediali quali HBO, consapevoli del successo dellazienda, iniziano ad aumentare i costi di licenza. Al tempo stesso, aziende concorrenti iniziano ad entrare nel mercato, ponendo pressione sulloperatività di Netflix.  

A seguito di questa scossa nelle dinamiche di mercato, Netflix decide di trasformarsi in un creatore di contenuti originali; ed inizia ad offrire prime visioni sulla propria piattaforma, eliminando così la dipendenza dalle case produttrici e prendendo il controllo della intera supply chain. Nel 2011 Netflix approva due serie complete di “House of Cards”, senza neanche testare le prime puntate sul mercato. La seria è un gran successo e Netflix ne era certa: questa è una rivoluzione per lindustria dello spettacolo.

Come da prassi, le prime puntate di una serie vanno in onda e, in base alla valutazione degli utenti, si decide se proseguire nella produzione o meno. Nel 2011, per esempio, due terzi dei 43 nuovi shows andati in onda, sono stati ritirati dal mercato per lo scarso riscontro ottenuto dallo stesso.

Come ha fatto dunque Netflix a prevedere il successo di tale serie? Mera propensione al rischio?

Non affatto. Questa è semplicemente lennesima esemplare applicazione di innovazione tecnologica che viene in soccorso del business. Grazie ai dati su gusti e preferenze degli utenti, costantemente raccolti ai fini di sempre più precise raccomandazioni, Netflix si è ritrovata con un database di preferenze immenso. La capacità di trasformare tali dati in informazioni preziose (ciò che oggi giorno viene chiamato BigData) ha consentito di segmentare un audience; che avrebbe sicuramente – o per lo meno con margini di certezza piuttosto elevati – apprezzato un remake di un show britannico degli anni 90 oggi diretto da David Fincher e con la star del cinema Kevin Spacey.

Come abbiamo visto, la tecnologia può essere una determinante importante nel cambiare le regole del gioco. Per tale ragione è necessario, soprattutto in questa era di progresso tecnologico esperenziale, soffermarsi a pensare alle conseguenza di tale progresso; sia da un punto di vista economico ma soprattutto sociale.

Alessandro Favia
Alessandro Favia

A seguito della laurea conseguita presso l’Università Cattolica di Milano in Economia e dopo aver vissuto a Milano, Sydney, Barcellona, Berlino e aver viaggiato per svariati paesi, Alessandro Favia risiede attualmente a Madrid. Qui è alle prese con un Master in International Management della IE Business School. Grande appassionato del progresso tecnologico – tanto da un punto di vista economico che sociale - decide di specializzarsi in Digital Business. Inoltre, grazie ad una sua idea, Alessandro vince una startup competition che gli ha garantito l’accesso all’acceleratore T-ZIR, un progetto per il settore Fashion/Retail in collaborazione con Telefonica.

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