Bari si prepara al G7 finanziario: cittadini in sicurezza o in gabbia?

Dall’11 al 13 maggio Bari ospiterà il G7 dell’economia, il summit internazionale riunirà i potenti della Terra per parlare di crescita, occupazione e diseguaglianza. A complicare il tutto, però, è l’allerta terrorismo ed il rischio della presenza dei black bloc e della conseguente guerriglia urbana.

L’intelligence italiana lavora da settimane in stretto contatto con la prefettura e la questura di Bari al fine di garantire la sicurezza dei partecipanti alla convention e dei cittadini, a questo scopo ha messo in pratica le seguenti precauzioni: la sospensione dell’accordo di Schengen; il dispiego di numerosi uomini di polizia e carabinieri, con rinforzi provenienti dal resto d’Italia e con l’impiego di corpi speciali già in azione in importanti appuntamenti internazionali; blindate con l’installazione di barriere speciali, blocchi in cemento armato le strade che conducono al Teatro Petruzzelli e al Castello Svevo; e poi l’installazione di telecamere di videosorveglianza aggiuntive; restrizioni della viabilità e chiusura delle scuole.

La piaga che più si teme è l’arrivo dei black bloc, “personaggi” che intendono unicamente creare orrore e devastazione nelle città che ospitano eventi internazionali come quello barese, non si possono dimenticare gli atti vandalici a carico di questi ultimi alla vigilia di Expo 2015 a Milano o i fatti del G8 di Genova. Proprio per prevenire e ridurre la conta dei danni sono stati previsti doppi turni negli ospedali, autoambulanze supplementari e vigilanza in tutti i quartieri della città, per non parlare poi dei residenti della città vecchia che hanno dovuto affrontare cavilli burocratici per ottenere posti auto provvisori lontani dalle proprie abitazioni e che si sono risvegliati con strutture d’acciaio dinnanzi alle proprie porte per arginare eventuali fenomeni dolosi dei manifestanti.

Dalle misure di sicurezza, che sarebbe opportuno chiamare restrizioni, si evince che i cittadini più che essere sicuri e circolare liberamente nella propria città e godere del summit che essa ospita, saranno sottoposti e sorveglianza e limitazioni della vita quotidiana, insomma saranno loro “in gabbia” invece dei vandali che potrebbero rovinare l’atmosfera dell’evento.

Dalila Monachino
Dalila Monachino

Classe 92, laureata in Scienze dell'Informazione Editoriale Pubblica e Sociale curriculum Comunicazione d'Impresa, ha lavorato come esperta monitoraggio e analisi dati linguistici presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Passioni collaterali: viaggi e animali.

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