Dop e Igp olio extravergine d’oliva: una salvaguardia più mirata per salvarle.

E’ il condimento per eccellenza della dieta mediterranea, il più utilizzato nei nostri piatti e sulle nostre tavole, ma quanto noi italiani siamo consapevoli dell’importanza di un prodotto d’eccellenza come l’olio extravergine d’oliva di produzione peninsulare? Nella coscienza collettiva del consumatore medio italiano, i prodotti dove più si sofferma l’attenzione sono sicuramente i formaggi, i vini, i salumi, il pescato fresco, il tutto dettato da una tradizione che vede poi gli stessi prodotti addobbare i menù più  ricercati dalla cucina casalinga al ristorante stellato. Bene, numeri alla mano, l’olio extravergine d’oliva in Italia rappresenta un comparto che vale 3 miliardi di euro, ossia il 3% del fatturato totale dell’industria agroalimentare italiana, in un ventaglio di prodotti di altissima qualità dove lo stesso, con le sue proprietà organolettiche e poliedriche rappresenta un profilo di altissimo rilievo con le sue 42 DOP e 3 IGP sparse come medaglie al valore su tutto lo stivale. Dal punto di vista tecnico però, l’olio extravergine necessita di una salvaguardia effettiva maggiore e soprattutto mirata che operi autonomamente rispetto i dettami comunitari vedasi la recente legge europea 2015/16 apportante modifiche in tema di etichettatura. Una vera e propria stangata, dal momento che con la stessa si è eliminato il limite massimo di scadenza di 18 mesi eliminando la dicitura  della data di imbottigliamento e conseguentemente ammettendo la commercializzazione di oli “vecchi” accompagnati da un mera data consigliabile per il consumo, perdendo in tal modo la stragrande maggioranza di tutte le loro preziosissime proprietà. Fortunatamente, quantomeno a livello nazionale, sono giunte in ultima istanza risposte forti e decise per la tutela di questo prodotto unico nel suo genere. La prima, è di sicuro la storica condanna per frode in commercio e associazione per delinquere a Valpesana, dove la procura di Siena ha disposto gli arresti per sei tra imprenditori e operatori locali nonchè il sequestro di 9 mila tonnellate di olio adulterato, ottenuto dalla illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore (quali oli di oliva lampanti e vergine) e di olio extravergine di oliva, dichiarato al 100% italiano, ottenute invece dalla miscelazione indistinta di prodotti di origine spagnola e greca. Il Consorzio Nazionale Olivicoltori, costituitosi parte civile nel processo come unica associazione di filiera olivicola, dovrà essere risarcito dai sei imputati condannati in primo grado. Si tratta di una sentenza dall’intrinseco valore simbolico poiché rappresenta un precedente giurisprudenziale di rilievo col quale, finalmente, la magistratura italiana riconosce l’associazione a delinquere in campo oleario. La seconda risposta, forse ancor più istituzionale, è giunta dal MIPAAF che in concomitanza con l’inaugurazione del Sol&Agrifood all’interno del Vinitaly 2017 ha presentato la campagna di comunicazione istituzionale “Olio Extra Vergine. La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna” per promuoverne il consumo e sensibilizzare i consumatori su un’attenta analisi dell’etichetta riflesso delle varietà, delle caratteristiche nutrizionali, dell’origine e, soprattutto della tracciabilità del prodotto. In realtà, l’attenzione per questo delicato e particolare prodotto agroalimentare dovrebbe focalizzarsi anche sul recupero varietale delle molteplici coltivazioni olivicole nazionali già citate in questo articolo ed applicate ad una adeguata attività di ricerca e sviluppo delle stesse anche in una prospettiva di sostenibilità ambientale ed economica. La realtà agroalimentare del nostro Paese ha innanzitutto bisogno di ciò, non solo di risposte posticce, magari dettate da un trend politico orientato da dettami tempistici in prospettiva elettorale a medio – breve termine.

Jacopoantonio Ciccarelli
Jacopoantonio Ciccarelli

Laureato in Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, è specializzato in diritto agroalimentare. In particolare, esperto di tutte le dinamiche e le procedure inerenti la registrazione delle attestazioni di specificità dei prodotti agroalimentari di alta qualità (DOP.IGP,STG per citarne alcune), analizza tutte le problematiche relative la produzione, la commercializzazione e la veicolazione dei prodotti agroalimentari nel mondo secondo i dettami europei ed internazionali. Inoltre, assiste imprese agroalimentari di primissima fascia, analizzando tutti i profili di rischio in relazione alle leggi che regolano ogni forma di comunicazione con il consumatore (etichettatura, presentazione, pubblicità, igiene e sicurezza di alimenti e bevande). Cura al contempo tutti gli assets aziendali volti alla tutela dei marchi dei prodotti nonché delle attestazioni di specificità della qualità degli stessi.

Non ci sono ancora commenti

I commenti sono disattivati