I maggiori Trend Tecnologici che devi conoscere.

The Future Is Now

Il progresso tecnologico avanza più veloce che mai. Nuove tecnologie, rigorosamente denominate da inglesismi, appaiono ogni giorno sui nostri giornali. Sebbene esse siano descritte ancora meramente come trend tecnologici – ovvero tendenze – le sue applicazioni stanno rivestendo sempre di più un carattere di omnipresenza nella nostra quotidianità.  Ad ogni modo, la pervasività di tali tecnologie non è sempre facilmente percepibile.

Qui di seguito viene fornito un elenco dei principali trend con una relativa descrizione ed applicazione pratica degli stessi.

Big Data.

Questo è un termine che fa riferimento alla grande e complessa base di dati disponibile al giorno d’oggi. Se la numerosità di essi sia di precipua importanza, questa non è la principale caratteristica di questa tecnologia. Infatti, con Big Data si intende la capacità di estrapolare utili informazioni da tali dati. Tramite strumenti di analisi predittiva e comportamentale degli utenti di un sistema. Le sue applicazioni sono rintracciabili nei più svariati settori.

Ad esempio, potremmo definire Netflix come una impresa di Big Data, capace di sfruttare le più disperate informazioni dei propri clienti. Con il fine ultimo di creare serie televisive di successo.

Artificial Intelligence(AI).

Per intelligenza artificiale si intende quella capacità cognitiva insita nelle macchine. In computer science, il campo della ricerca AI, si definisce come lo studio degli agenti intelligenti. Qualsiasi device il quale percepisce il suo ambiente circostante e compie azioni che massimizza le probabilità di successo nel raggiungimento di determinati obbiettivi. La tecnologia che ha permesso la crescita della AI è il machine learning (macchina che apprende). Ovvero quegli algoritmi che hanno la capacità di imparare, in massima autonomia, dall’ immensa base dati che viene loro somministrata. Senza essere specificamente programmati. Come è facilmente intuibile, AI e Big Data, sono strettamente correlati: non sarebbe possibile “educare” gli algoritmi con una esigua base dati.

Uno degli esempi con il quale ci interfacciamo spesso e volentieri è il sofisticato sistema di raccomandazioni. Che troviamo in servizi quali Netflix o Amazon.

Cloud computing.

Letteralmente, la nuvola informatica, è una metafora che allude al fatto che le proprietà di archiviazione e di computazione non avvengono in loco (nell’ hard driver del tuo computer), bensì attraverso Internet. Questo significa che è possibile affidare a terzi l’esecuzione di tali servizi. Se da un punto di visto del consumatore finale questo non sembrerebbe un grande affare il cloud ha rappresentato una rivoluzione nel mondo del business. Un tempo, per una impresa che operava online, era necessario investire ingenti capitali in hardware per i propri server (stanze stracolme di computer per intenderci). Mentre oggigiorno è possibile comprare server online con un paio di click da aziende terze specializzate.

Amazon Web Service (AWS) è l’azienda leader in questo settore. Ed anche giganti come Netflix hanno deciso di affidarsi ai suoi servizi. Così da poter concentrare le proprie forze sul core business.

Internet of Thing (IoT):

“L’ internet delle cose” sta ad indicare quella rete costituita da un insieme di oggetti, connessi ed intelligenti. I quali hanno la capacità di accumulazione e comunicazione di dati. In questo senso la “cosa” è un oggetto fisico, dotato di sensori, capace di collegare il mondo virtuale a quello fisico. IoT è possibile grazie alla capacità odierna di produrre chip sempre più piccoli e potenti e per merito degli avanzamenti nel campo della telecomunicazione. Questa tecnologia sta avendo grande impatto nel settore industriale. Dove le imprese si vedono costrette a modificare i propri processi produttivi per non rimanere indietro.

Alcune aziende automobilistiche hanno iniziato ad inserire alcuni sensori nelle proprie macchine. In modo da ricevere informazioni sull’ utilizzo della vettura utili ai fini delle produzioni future. Inoltre, tali sensori si prestano bene come strumento di controllo. Così da offrire, in caso di eventuali malfunzionamenti, un servizio di attenzione al cliente tempestivo e di massima qualità.                                                                                                 Un altro esempio di IoT sono gli wearables (braccialetti tecnologici). I quali sono capaci di tracciare alcune informazioni inerenti il nostro organismo e di convertirli in dati digitali.

 AR e VR:

Augmented Reality (AR) è quella tecnologia capace di unire il mondo reale e “augmentarlo” (migliorarlo) con il mondo virtuale. Gli utenti di questa tecnologia sono capaci di interagire con elementi virtuali creati su un mondo realmente esistente. Un esempio eclatante di AR è PokemonGo.

Al contrario, Virtual Reality (VR) concerne la creazione di un mondo completamente nuovo – un mondo virtuale – con il quale gli utenti interagiscono attraverso l’uso di occhiali speciali. Un’applicazione diffusa di tale tecnologia è collegato all’uso di consolle come Play Station Home. E, allo stesso modo, anche Facebook sta correntemente lavorando con VR per dotare il social network di un mondo virtuale.

 Blockchain:

E’ un registro aperto e distribuito che è capace di registrare le transazioni tra due differenti controparti in modo verificabile e non cancellabile. La tecnologia si basa  su un network peer-to-peer. Dove tutti i partecipanti – in modo anonimo – hanno la possibilità di vedere le varie transazioni e verificarle. Allo stesso tempo, una volta registrato nel  block, quel dato non può essere alterato in modo retroattivo. Questo ultimo aspetto, quello della sicurezza, è ciò che rende blockchain la grande scommessa del futuro.

La sua più auspicata applicazione concerne la sfera dei pagamenti: blockchain renderà superfluo l’organo bancario il quale si pone, attualmente, come organo centrale nella trasmissione di dati in valuta. La robustezza e sicurezza di tale tecnologia potrebbe creare un sistema decentralizzato. Dove sono gli stessi utenti a validare i passaggi di moneta e non più le banche.

Ciò consentirebbe non solo trasferimenti più veloci ed economici. Ma anche accesso alla moneta virtuale a coloro i quali attualmente, vertendo in situazione di povertà, non possono beneficiare del sistema bancario. Curiosamente, nel timore che tale minaccia si possa concretizzare, le maggiori banche del mondo hanno deciso di unirsi in un consorzio ed investire in prima persona in tale tecnologia.

Su tale tecnologia è basata la criptovaluta Bitcoin.

Alessandro Favia
Alessandro Favia

A seguito della laurea conseguita presso l’Università Cattolica di Milano in Economia e dopo aver vissuto a Milano, Sydney, Barcellona, Berlino e aver viaggiato per svariati paesi, Alessandro Favia risiede attualmente a Madrid. Qui è alle prese con un Master in International Management della IE Business School. Grande appassionato del progresso tecnologico – tanto da un punto di vista economico che sociale - decide di specializzarsi in Digital Business. Inoltre, grazie ad una sua idea, Alessandro vince una startup competition che gli ha garantito l’accesso all’acceleratore T-ZIR, un progetto per il settore Fashion/Retail in collaborazione con Telefonica.

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