Che effetto hanno le proteine sul processo di invecchiamento?

C’è un modo per rallentare il processo di invecchiamento e mantenere il nostro organismo giovane il più a lungo possibile?

Supponiamo che il nostro corpo sia una macchina e noi vogliamo trovare il sistema che la faccia camminare il più a lungo possibile senza pregiudicarne le prestazioni. Potremmo fornire più carburante e più manutenzione. Oppure trovare una tecnologia più avanzata per ridurre l’usura a parità di carburante e manutenzione.

Pensando al nostro organismo, possiamo pensare di usare il cibo, il nostro carburante, in un modo innovativo. Così da preservarci il più a lungo possibile dall’ usura e far sì che il nostro corpo funzioni bene e per più tempo. Il cibo è quindi la chiave della “nuova tecnologia” che vogliamo mettere a punto per vivere meglio e più a lungo.

Esistono diversi fattori di rischio che possono innescare le malattie o causare la morte: cattiva alimentazione, vita sedentaria e fumo sono importanti fattori di rischio ormai noti. Ma il più importante fattore di rischio in assoluto è proprio l’invecchiamento. Se quindi possiamo controllare l’invecchiamento del nostro organismo possiamo pensare di controllare la manifestazione o meno di certe malattie.

Diversi studi e ricerche, tra cui quella dell’Università della California di Los Angeles (UCLA) condotta dal ricercatore Valter Longo, a cui si aggiungono gli studi sull’ invecchiamento condotti dal  del MIT di Harvard, e diverse altre, hanno dimostrato come esistano dei geni nel nostro organismo che sono responsabili dell’invecchiamento. Questi geni sono attivati da zuccheri, aminoacidi e proteine. Zuccheri e proteine, e di conseguenza aminoacidi, influenzano quindi i geni ritenuti acceleratori dell’ invecchiamento.

Questi studi, eseguiti sui topi e scimmie, dimostrano come l’elevato consumo di proteine sia associato al cancro e ad altre cause di mortalità comuni anche nell’ uomo.

Al contrario, sottoponendo topi e scimmie a restrizione calorica, in particolare un regime alimentare con pochi zuccheri e proteine, si va a ridurre sensibilmente l’attività del recettore del loro ormone della crescita. Rallentando il processo di invecchiamento e delle conseguenti malattie.

Tali studi sono stati applicati anche all’ uomo e sono tuttora in corso di applicazione. In particolare su malati di cancro e diabete, con risultati sorprendenti.

Quindi il nesso tra eccesso di proteine/zuccheri e invecchiamento è molto forte, e la nostra dieta dovrebbe tenerne conto.

La ridotta quantità di proteine da assumere giornalmente (circa 0,7-0,8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo) dovrebbe per lo più provenire da pesce e proteine vegetali. Mentre gli zuccheri dovrebbero provenire prevalentemente dai carboidrati complessi delle verdure. Anche la frutta infatti va consumata moderatamente, vista l’alta quantità di zuccheri che contiene.

Tutto questo per evitare gli zuccheri e i grassi “cattivi” per il nostro invecchiamento.

I grassi buoni, quelli insaturi, vanno assunti dal pesce azzurro, salmone o dalla frutta secca, insieme a vitamine e sali minerali di cui siamo carenti. Meglio assumerli da integratori alimentari di alta qualità piuttosto che alterare il nostro regime alimentare assumendo troppa frutta o troppe proteine.

Francesca Gargaro
Francesca Gargaro

Francesca Gargaro è laureata cum laude in Ingegneria Meccanica presso La Sapienza di Roma e ha conseguito un MBA presso la SDA Bocconi di Milano. Ha lavorato per anni come consulente di management, sviluppando competenze in gestione del cambiamento e re-ingegnerizzazione dei processi aziendali in diversi settori, soprattutto nella Pubblica Amministrazione e Sanità. Poi il suo interesse si è spostato verso la ricerca e la progettazione di studi finanziati dalla Comunità Europea. Ora sta sviluppando un suo progetto imprenditoriale nel campo della salute e del benessere.

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