Tennis : i volti nuovi. Andrea Pellegrino, il più giovane Italiano al Foro Italico

Ogni anno migliaia di spettatori accorrono ad assistere a quello che è sicuramente il più importante evento Tennistico d’Italia. Siamo a Roma, e il Foro Italico si trasforma in una grande festa dove appassionati di tutte le età possono ammirare marmorei tennisti che si sfidano sfoggiando tutta la loro eleganza e rendendo semplice ogni singolo colpo. Migliaia di persone sognano di poter essere al loro posto, vederli così sereni e spensierati spostarsi da un’area relax a un campo da tennis dove praticare questo sport apparentemente così semplice, fatto di continui viaggi in località da sogno dove svolgere tornei con montepremi milionari .

Ma è proprio questa la vita di un tennista? E’ così semplice raggiungere i vertici?

Il tennis è praticato da circa 400 milioni di persone in tutto il mondo; solo 100 sono coloro i quali riescono a vivere grazie al Tennis. Tra tutti gli atleti professionisti che tentano di entrare a far parte dell’élite, ovvero i primi 100, solo 5/6 ogni anno riescono nell’impresa. Scalare la vetta è difficilissimo. Comporta una vita ricca di sacrifici e di rinunce.

Intervistiamo Andrea Pellegrino, pugliese classe 1997, il più giovane atleta Italiano a competere nella settimana Romana con i Big del circuito.

 Si parla di tennis come sport tecnico ma allo stesso tempo fisico e mentale, secondo te quale è la caratteristica principale per entrare nei top 100?

Sicuramente oggi la continuità fa la differenza, tecnicamente giocano bene in tanti ma solo i più forti riescono a giocare ad un livello molto alto e per lunghi periodi e, sicuramente l’aspetto mentale è alla base.

Quali i sacrifici da affrontare per raggiungere l’obiettivo?

I carichi di lavoro a cui siamo sottoposti sono molto pesanti, non ci sono sabati e non ci sono domeniche. Bisogna svegliarsi ogni giorno e trovare sempre la forza di migliorarsi anche quando si vorrebbe rimanere nel letto perché , in quel momento, c’è qualcun altro in qualche parte del mondo che sta cercando di superarti.

Quale è la tua giornata tipo?

Quando sono a Tirrenia (Centro Nazionale di preparazione Olimpica), dove mi alleno da circa 3 anni, la sveglia suona alle 7:30, dopo una lunga colazione inizio le mia prima seduta di palestra da circa 1 ora e 30 minuti seguita da 2 ore di allenamenti tennistici. Dopo una breve pausa pranzo riprendo gli allenamenti di circa due ore in campo, per terminare  con un’ulteriore seduta atletica. Come potete ben capire dopo circa 7 ore di allenamenti mi rimane solo il tempo per cenare e ,se non crollo prima, di vedere un po’ di televisione.

Quanto tempo trascorri in giro per il mondo e quanto a casa?

Circa 30 settimane le trascorro viaggiando in posti anche non molto comodi da raggiungere, per numero di ore di volo o di attese in aeroporto, come per esempio il viaggio in Cina dello scorso anno durato quasi due giorni.

Sono fortunato perché a soli 19 anni ho visitato tantissimi paesi (o per essere più preciso circoli), come Australia, America, Sud America, Africa e tanti spero ancora di visitarne. Vi assicuro che capita molto spesso di non avere nemmeno un giorno per fare il turista poiché devi subito ripartire per il successivo torneo. Considerando le 20 settimane circa di allenamento, suddivise in vari periodi dell’anno, il tempo da trascorrere a casa è davvero poco;  per fortuna la mia famiglia, quando gioco in Italia, spesso viene a fare il tifo per me.

Questa settimana eri il tennista italiano più giovane nel torneo ATP Romano, come è stata questa esperienza?

E’ stata un’esperienza bellissima, mi sono molto divertito, ed essere accanto a giocatori come Murray, Djokovich, Nadal e tanti altri mi ha permesso di crescere come giocatore e come persona.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Per il momento entrare tra i primi 50 giocatori del mondo ma spero di poter sognare presto un nuovo traguardo.

Augurando ad Andrea di realizzare il suo sogno attendiamo di rivederlo il prossimo anno al Foro Italico.  Magari nei giorni finali.

 

Adriano Cassano
Adriano Cassano

Pugliese classe 1982, dopo una carriera nel mondo del tennis juniores e professionistico decide di trasformare la sua passione in lavoro.Inizia nel 2002 la sua esperienza di Istruttore raggiungendo nel 2011 la qualifica di Maestro Nazionale della Federazione italiana tennis con la quale collabora in qualita' di Fiduciario nazionale. Nel 2005 diventa coofondatore dell'AccademiaTennisBari riconosciuta come TOP school tra le piu' importanti d'Italia. Responsabile del settore professionistico dell'Accademia matura la sua esperienza in giro per il mondo confrontandosi con i migliori coach a livello internazionale come Nick Bollettieri,Emilio Sanchez,Renzo Furlan,Gianluca Pozzi ,Michelangelo Dell'edera. Il lavoro di allenatore lo porta a vivere quotidianamente il sogno dei suoi allievi.

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