Frutta secca attivata: cos’è?

La frutta secca è stata per millenni parte della nostra alimentazione; gli esseri umani ne mangiavano ancor prima di iniziare a coltivare.

Semi di piante che contengono tutto ciò che la vita con la sua evoluzione richiede.

Ci danno il pieno di energia sotto forma di acidi grassi essenziali della serie omega 3 e omega 6. Il giusto equilibrio tra questi due tipi di acidi grassi (presenti in tutta la frutta secca, ma in particolare nelle noci) agendo sul metabolismo del colesterolo e regolando gli stati di infiammazione dell’organismo, diventa uno strumento di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Contengono molte fibre, che fanno sì che lo stomaco si svuoti più lentamente e il senso di sazietà duri più a lungo: fibra alimentare, soprattutto insolubile, con azione antiossidante, formante massa nell’intestino e con dimostrata azione anticancro. Anacardi, mandorle, cocco e noci pecan sono le tipologie di frutta secca più ricche in fibra.

Inoltre la frutta secca contiene proteine di alto valore, proteine vegetali (in particolare in arachidi e mandorle), ferro (in pistacchi e anacardi), rame (in tutta la frutta secca) e zinco (in anacardi e noci). Per questo motivo la frutta secca, insieme ai legumi, può essere considerata un’ottima fonte di proteine per chi non mangia cibi di origine animale come carne, pesce, uova, latte e latticini.

Altre preziose sostante contenute nella frutta secca sono la vitamina E (in particolare in mandorle e nocciole) che è un potente antiossidante e protettiva contro degenerazioni di ogni qualsiasi tipo, siano esse patologie o invecchiamento.

Alcuni studi dimostrano che il consumo di frutta secca non farebbe solo dimagrire: l’assunzione di 20-30 grammi di frutta secca al giorno abbassa anche il colesterolo LDL (colesterolo ‘cattivo’). Se consumiamo frutta secca moderatamente e ci premuniamo di seguire una dieta sana e bilanciata accompagnata da una regolare attività fisica, riduciamo considerevolmente il rischio di incorrere in diabete e malattie cardiovascolari.

Ma la frutta secca può essere tossica e creare intolleranza per la presenza di acido fitico.

L’acido fitico (o acido inositol-esafosforico) è la principale forma di deposito di fosforo in molti tessuti vegetali, specialmente nella crusca, nei semi e appunto nella frutta secca. L’acido fitico e i fitati non sono digeribili per gli esseri umani, quindi non costituiscono una fonte di nutrimento se mangiati direttamente. Inoltre rendono addirittura inassorbibili alcuni importanti microelementi come zinco e ferro, e in misura minore anche macroelementi come calcio e magnesio.

Per questo effetto, i fitati sono considerati antinutrizionali, cioè ad effetto contrastante la nutrizione. La cosa migliore sarebbe togliere acido fitico e fitati dai cibi che mangiamo.

Un procedimento naturale che rende migliore e più digeribile e perfino meno tossica la frutta secca è l’attivazione, con cui si va a togliere proprio l’acido fitico.

I nostri antenati già sapevano che i benefici della frutta secca aumentano quando la si immerge in un liquido prima di consumarla. Questa immersione in acqua per almeno 12-24 ore, chiamata appunto attivazione, attiva il processo di germinazione. Durante la germinazione la frutta rilascia delle sostanze vegetali protettive, una delle quali è proprio l’acido fitico, che inibisce il riassorbimento del calcio e del magnesio nel nostro corpo e può causare intolleranze (allergia alla frutta secca). Dopo l’ammollo la frutta secca deve poi subire una lenta asciugatura al sole.

L’attivazione serve a separare le sostanze non gradite come l’acido fitico dalla frutta cruda, così da farla diventare più digeribile e benefica.

I benefici dell’attivazione della frutta secca sono riassumendo:

  • un’aumentata attività enzimatica;
  • un migliore assorbimento dei nutrienti;
  • maggiori proteine, vitamine e minerali;
  • una migliore digeribilità;
  • riduzione di acido fitico ed anti-nutrienti;
  • riduzione di potenziali intolleranze e allergie;
  • risoluzione di tutti i fastidi digestivi e infiammazioni.

Quindi scegliamo per la nostra alimentazione la frutta secca attivata, anche tutti i giorni, fino a 30-40 grammi al giorno. E facciamo in modo che sia proveniente da coltivazioni biologiche.

 

Francesca Gargaro
Francesca Gargaro

Francesca Gargaro è laureata cum laude in Ingegneria Meccanica presso La Sapienza di Roma e ha conseguito un MBA presso la SDA Bocconi di Milano. Ha lavorato per anni come consulente di management, sviluppando competenze in gestione del cambiamento e re-ingegnerizzazione dei processi aziendali in diversi settori, soprattutto nella Pubblica Amministrazione e Sanità. Poi il suo interesse si è spostato verso la ricerca e la progettazione di studi finanziati dalla Comunità Europea. Ora sta sviluppando un suo progetto imprenditoriale nel campo della salute e del benessere.

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