Ritorno all’orto e al cibo a Km0.

Ci saranno solo benefici?

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un mutamento dei consumi alimentari. Non solo in termini di riduzione dell’acquisto di carne e latte animale in favore di equivalenti vegetali, pesce e verdura. Si sta verificando un “ritorno alle origini”. Con l’incremento del consumo di prodotti Km0, privilegiando la produzione locale rispetto alla grande distribuzione.

I prodotti a Km 0 stanno acquisendo fascino. Si ritiene che il produttore realizzi maggiori guadagni saltando l’anello della distribuzione e che così il consumatore possa degustare prodotti sani, freschi e di qualità a prezzi convenienti. Riducendo anche l’emissione di C02 nell’ambiente grazie alla diminuzione dei trasporti.

Ma occorre ridimensionare questa visione idilliaca. Se è vero che da un lato si valorizza il rapporto di conoscenza, fiducia e promozione della produzione agroalimentare locale, dall’altro non si registra un particolare calo dei livelli di inquinamento.

Infatti, secondo uno studio condotto dal Barilla Center for Food & Nutrition in collaborazione con alcune Università italiane, l’equazione:

cibo a Km 0 = prodotto a basso impatto ambientale risulta semplicistica

Utilizzando l’approccio dell’analisi del ciclo di vita:  lo studio ha messo in relazione gli impatti legati al trasporto degli alimenti con quelli relativi alla loro produzione a partire dalle materie prime. Analizzando i diversi prodotti alimentari, i trasporti si sono dimostrati rilevanti, ai fini dell’impatto, solo per i prodotti alla base della piramide alimentare e non per frutta e verdura. Addirittura si sostiene nel dossier che i prodotti a Km0 non abbiano per forza un minor impatto ambientale.

Pertanto, pur valorizzando il settore agroalimentare locale, bisogna tener conto che si fa uso della grande distribuzione per i prodotti alla base dell’alimentazione. Quindi l’impatto ambientale è inevitabile in una società globalizzata che spesso integra culture alimentari differenti.

Dalila Monachino
Dalila Monachino

Classe 92, laureata in Scienze dell'Informazione Editoriale Pubblica e Sociale curriculum Comunicazione d'Impresa, ha lavorato come esperta monitoraggio e analisi dati linguistici presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Passioni collaterali: viaggi e animali.

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