Visioning, mercato: le “mucche da mungere” nella disintermediazione dei mercati

Per molti anni ci hanno raccontato che la catena del valore fosse un’aggregazione di passaggi. Tali da giustificare un prodotto finale ad un prezzo.

La catena del valore, parola desueta, partiva dalle componenti insite rielaborate nell’ impresa. Si completava con la parte commerciale contraddistinta da intermediari e box mover. La moltiplicazione del valore aumentava in ogni passaggio. Lasciando a questo meccanismo di spostamento perverso il modello di vero business dei prodotti.

E’ così che hanno fatto tanti soldi le catene di distribuzione. Dove, attraverso un metodo poco ordotosso e mal digerito, osavano far pagare il contributo di listing ed il contributo volantino per stare a scaffale. Un’azienda doveva pagare per essere presente in una gondola di un supermercato. Pagare per vendere.

Oggi per fortuna tutto è in nuova declinazione. La mole di persone che si reca presso un punto di vendita, di qualsiasi tipo, è notevolmente inferiore. A breve sarà così soprattutto per i beni di prima necessità. Esistono le applicazioni che disintermediano la vendita e ce ne saranno ancora di più.

Il problema però si ripete quando le applicazioni si pongono come grossi intermediari dalle commissioni esose per i clienti. Si pensi ai portali di prenotazione alberghiera che guadagnano troppo rispetto all’ automazione che offrono. Lì per fortuna il mercato sta cambiando. Ma si sa, il mercato dei primi arrivati è il mercato a maggior reddito. Perché è un mercato dove pochi operano per un periodo limitato di tempo. Finirà anche questo.

La concezione secondo cui vivere è diventato oneroso dal punto di vista dei consumi, porterà sempre più a fare la spesa in economia. O in sharing piuttosto che all’ utilizzo di sistemi di co-abitazione, co-esistenza, con-divisione…
Il tema principale è l’abbattimento dei costi fissi e l’eliminazione degli intermediari.

Se hai lanciato un app non puoi farti pagare le commissioni come se fossi un rappresentante in esclusiva del ’15/’18. Devi moderare il giusto equilibrio fra lo scotto del tuo investimento iniziale (un app costa poco), l’investimento di mktg (on line costa poco) e l’intelligenza del tuo modello di business. Che prima o poi farà tac tac tac come un orologio.

C’è bisogno di una pletora di nerds, esperti di marketing, di pensatori di stile e persone sensibili. Con un forte pensiero laterale pronunciato molto a sinistra (parlo della sinistrorsa lateralità emotiva) che cominci a disintermediare il mondo con il risultato di far pagare il minor prezzo possibile.

Lì ci sono praterie sconfinate di mercato da sottrarre a chi ancora per poco ‘stuprerà i prodotti’. Venendoli con tanti passaggi e poco vero valore aggiunto.
Vi siete mai chiesti il vero ricavo di un agricoltore per un pomodoro biologico? O il costo di un mango in Brasile? ‘Mango lo dovete dire’.

Basta un briciolo di visione per comprendere che dove i Governi hanno fallito con le politiche economiche di aumento del potere di acquisto (che invece si è ridotto), la vera Via sarà quella di ottenere un potere d’acquisto maggiore. Fermo restando il reddito disponibile e quindi la riduzione del prezzo medio di acquisto.

Se tutto costasse meno, fermo restando il reddito medio di una persona, aumenterebbe il potere di acquisto.
Le “mucche da mungere” sono nella catena dell’intermediazione dove domanda ed offerta devono incontrarsi ‘su di un telefono in una applicazione geo-localizzata’. Così andrà il mondo fra qualche anno.

E poi non dite che non ve l’avevo detto.

Francesco Iannone
Francesco Iannone

Ci sono problemi di Visione e verifiche di lungo corso perché le sfere di cristallo sono esaurite. I folli, i visionari ed i nerds stanno modificando il mondo mentre tutto il resto delle palle universali girano su di una americana topolin car (non sto parlando della 500L). Se avete bisogno di chiarezza su dove stiamo andando vi basta provare a prendere i comandi del treno su cui siete seduti come alligatori.

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