Perché non è più tempo dell’impresa faidate

Business intelligence e manager qualificati: come deve cambiare l’ impresa familiare per crescere.

Aziende piccole, a conduzione familiare, con pochi dipendenti che utilizzano nella maggior parte dei casi il lavoro dei titolari e dei membri della famiglia. Questo l’identikit dell’impresa media italiana.

Analizzando i dati europei (fonte repubblica.it) è possibile notare come il modello d’impresa europeo non si discosti in maniera così significativa da quello italiano. E’ possibile notare come anche nell’ area UE la percentuale di aziende a conduzione familiare si attesti intorno all’80%.

La significativa differenza con il nostro Paese riguarda, tuttavia, il management. Nelle aziende europee la famiglia si affida a manager e dirigenti esterni qualificati. In Italia resiste in maniera considerevole (66% contro 25% della media europea) la presenza dei componenti della famiglia nei ruoli decisionali e di responsabilità.

“Chi meglio di chi l’ha fondata” verrebbe da dire. Ma il problema potrebbe essere proprio questo: la concezione italiana del proprietario/manager/lavoratore mostra tutte le sue lacune. Con lo sviluppo e la radicalizzazione di diversi fattori, tra cui la globalizzazione, lo sviluppo tecnologico e delle discipline di gestione del management attraverso i dati.

Mercati sempre più aperti a concorrenze estere, orientamento al cliente e ai servizi accessori sempre più di importanza centrale costringono le aziende italiane ad una profonda riflessione sull’ impiego delle risorse nella raccolta, organizzazione e interpretazione dei dati di business.

E’ qui che si evidenza il difficile rapporto delle imprese italiane con la managerialità e in particolar modo con la Business Intelligence.

La Business Intelligence non è altro che un sistema che rileva i dati significativi aziendali. Li organizza per estrarre le informazioni necessarie e li elabora per presentare i risultati in relazione agli obiettivi aziendali. Necessita di risorse adeguate e di un lavoro di pianificazione iniziale che permette anche di avere un quadro generale della propria azienda. Elemento affatto scontato nella routine lavorativa in cui si trova normalmente il dirigente dell’azienda familiare.

In questo senso, un forte messaggio viene lanciato dalla nuova normativa ISO 9001:2015. Che rivede tutto il suo vecchio impianto di stampo burocratico. Spostando il focus sulle registrazioni di interesse aziendale e sui sistemi di monitoraggio basati sull’ analisi degli indicatori di processo.

In particolar modo il punto 9 della normativa ISO 9001:2015 ,“Valutazione delle prestazioni”, entra maggiormente nel dettaglio dei sistemi di monitoraggio dei processi aziendali in linea con gli obiettivi prefissati.

Punto 9.1.3: I risultati dell’analisi devono essere utilizzati per valutare:

  • La conformità dei prodotti e dei servizi
  • Il grado di soddisfazione del cliente
  • Le prestazioni e l’efficacia del sistema di gestione
  • L’efficacia della pianificazione
  • L’efficacia delle azioni intraprese per affrontare i rischi e le opportunità
  • Le prestazioni dei fornitori esterni
  • L’esigenza di miglioramenti del sistema di gestione

In sintesi: monitoraggio delle proprie attività (processi aziendali); delle attività degli stakeholders in entrata (input dei processi aziendali); focus principale sulla soddisfazione del cliente (output dei processi aziendali).

È chiaro quindi come gli indicatori diventino lo strumento principale della direzione. Da porre come base di partenza per instillare nell’ azienda il concetto di miglioramento continuo (punto 10 della norma ISO 9001:2015).

L’azienda deve quindi procedere ad aumentare la sua cultura manageriale affidandosi anche a consulenti esterni che curino l’impostazione, l’avvio e il controllo della Business Intelligence. Costruendo, grazie ai sistemi informatici, delle vere e proprie prassi aziendali focalizzate sul massimizzare le informazioni utili per la pianificazione futura.

I sistemi informatici devono quindi avere la caratteristica di essere al servizio dell’impresa. Fornendo sia alert immediati che, anche graficamente, attirino l’attenzione dei titolari, sia dati strutturati da utilizzare come base per le riunioni periodiche. Affinchè penetrino nelle informazioni generali per scoprire le cause dei rischi, individuare soluzioni e cogliere le opportunità non palesi.

Non è più il tempo delle sensazioni da imprenditore artigiano, è ora il tempo di valutare ogni aspetto aziendale su basi concrete e oggettive. Sviluppate grazie ai dati e alle informazioni utili che ci sono anche oggi in azienda. Ma che vengono sottovalutati lasciando all’ esperienza diretta le decisioni più importanti.

Articolo in collaborazione con Elio Palumbieri.

Alberto Zanoni
Alberto Zanoni

Appassionato di innovazione e management, laureato in Economia e Gestione Aziendale, vivo nel paradiso del Lago di Garda (VR) dove dirigo un'azienda di consulenza per la gestione dei sistemi qualità e business intelligence. Musica elettronica, sperimentazione culinaria e creazione drink le mie passioni per staccare la spina.

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