Internet: informazione, svago e dipendenza

L’identità dell’uomo di oggi è fondata sull’uso del web.

Internet, mail, contatti, informazioni, video, social network. Ancora, blog, chat, giochi, consulenze e compravendite online. Internet mobile e molto altro ancora. Ci affidiamo alla rete anche solo per velocizzare una ricerca, una transazione bancaria, una comunicazione con chi è lontano.
Internet rappresenta un feticcio quotidiano, chiunque sia in possesso di uno Smartphone, un Tablet, o un PC non può far a meno ogni giorno di navigare in rete. Che sia per svago, per lavoro o per informarsi di qualsivoglia argomento.

Il limite tra il desiderio di conoscere, la curiosità e la necessità morbosa di accedere alla rete è sottile. Soprattutto quando quest’ultima in pochi clic offre consulti medici, assicurativi, testi di studio, alimenti, consigli di lifestyle e finanza. Recensioni o la possibilità di prenotare le vacanze.

Ciò che sociologi, psicologi ed antropologi sottolineano, però, è il crescente numero di persone affette da Internet Addiction Disorder (I.A.D.). Ovvero dipendenza da internet. Provocata principalmente dall’ elevata accessibilità di quest’ultimo e dall’ eccitazione determinata dagli innumerevoli stimoli che offre.

Le Dipendenze da Internet sono più frequenti in persone che presentano una fragilità emotiva di base.

Si attivano in soggetti che vivono già difficoltà psicologiche come depressione, disturbi ossessivi-compulsivi, disturbi d’ansia. 
In queste persone l’uso di Internet viene vissuto come un tentativo di compensare le problematiche relazionali reali. Di evadere dalle difficoltà e dalla sofferenza emotiva.

Pertanto gli esperti consigliano, che, salvo per esigenze strettamente connesse al lavoro, l’utilizzo di internet deve essere un hobby. Effettuato per poche ore al giorno cercando di gestire gli impulsi e i comportamenti problematici.

 

Dalila Monachino
Dalila Monachino

Classe 92, laureata in Scienze dell'Informazione Editoriale Pubblica e Sociale curriculum Comunicazione d'Impresa, ha lavorato come esperta monitoraggio e analisi dati linguistici presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Passioni collaterali: viaggi e animali.

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