Riconoscimento Facciale: tutto ruota attorno alla sicurezza.

riconoscimento facciale di mezzo volto di donna con capelli rossi

Riconoscimento Facciale.

Parliamo di riconoscimento facciale. Una volta esistevano le chiavi per aprire una porta. Esisteva il biglietto cartaceo per fare check-in in aeroporto o la banconota un po’ stropicciata per pagare il caffè al banco. E ora?

Ora sembra che non serva più nessuna chiave, nessun biglietto, nessuna banconota, nessun oggetto fisico. Basta il proprio viso, un po’ assonnato, un po’ arrabbiato, ma basta lui.

Basta un riconoscimento facciale.

L’avanzamento di questa nuova tecnologia del “riconoscimento facciale” è in corso, ma già quest’anno si iniziano ad intravedere i primi sviluppi, e sono sempre di più le aziende che la stanno impiegando sui propri dispositivi.

Come funziona?

Si tratta di strumenti che, come ad esempio le impronte digitali, permettono di sbloccare un device, verificando l’identità della persona sulla base di alcuni elementi biometrici unici. Nel caso del riconoscimento facciale, sono i tratti somatici i fattori considerati dai sensori e dagli algoritmi della macchina.

Questi algoritmi intelligenti funzionano eseguendo delle azioni graduali. In primo luogo, il software deve identificare la posizione del viso della persona inquadrata. Successivamente, il programma necessita di mappare il volto, determinando la distanza che intercorre tra i punti facciali più importanti.

Ad esempio, il computer traccia la distanza tra gli occhi, le dimensioni della mascella, la posizione del naso oppure la distanza tra gli zigomi. Dopo questo passaggio, i punti sono trasformati in coordinate, che contengono le informazioni sul viso della persona. I dati sono confrontati con altri volti e tipi di facce. In questo modo, il programma è anche in grado di stabilire se il volto appartiene a una donna oppure a un uomo. Inoltre, può anche capire l’umore della persona inquadrata.

Ma quali sono i campi d’applicazione?

Riconoscimento facciale di una bambina con i capelli rossi

Dopo la novità del lettore per le impronte digitali, gli smartphone di ultima generazione stanno cominciando ad arrivare sul mercato con questa nuova tecnologia. Samsung, ad esempio, ha annunciato il Galaxy Note 8, un phablet che integra, accanto alla scansione dell’iride, anche il riconoscimento facciale. Ma l’azienda sudcoreana non è l’unica.

Pochi giorni fa, Apple ha annunciato e rilasciato il suo fantastico e unico iPhone X (neanche si percepisce che sono di parte), lo smartphone del futuro che introduce per la prima volta il riconoscimento facciale, il Face ID. La prima volta che viene usato, Face ID realizza una mappa tridimensionale della faccia, individuando 30 mila diversi punti del viso attraverso la fotocamera e altri sensori, e la interpreta con sistemi di intelligenza artificiale.

Una volta impostato, per sbloccare iPhone X con Face ID è sufficiente guardare lo schermo, e quasi istantaneamente il telefono dà l’accesso alle ultime notifiche e alle altre schermate dello smartphone. Semplice ed immediato: sguardo, riconoscimento e sblocco. Un utilizzo che sicuramente velocizza un meccanismo che, a volte, può sembrare lento.

Ma è sicuro?

Sicuramente (scusate il gioco di parole) ci sono persone che stanno pensando “Magari con una foto del mio volto, il mio telefono può essere sbloccato”. In realtà non è cosi easy, perché questa tecnologia fa affidamento su quattro componenti: un ricevitore di luci, un trasmettitore di luce, un sensore di prossimità e ovviamente la stessa fotocamera frontale.

L’integrazione complessa delle informazioni derivanti da queste quattro componenti permette uno sblocco sicuro. Probabilmente ancora di più del codice pin.

Sicurezza è la parola chiave.

Non si tratta solo di dare agli utenti la possibilità di sbloccarsi il telefono, ma anche direttamente di pagare. E qui la sicurezza deve essere la base. Non vorrei citare sempre Apple come esempio, però mi “tocca”: grazie al nuovo iPhone X il proprio volto può essere utilizzato anche per pagare con Apple pay. Se il colosso di Cupertino ha deciso di sfruttare questa tecnologia per un’azione cosi sensibile, significa che si tratta di un sistema complesso, strutturato e sicuro.

In Cina si sono già posti questi “problemi” e sono già un passo più avanti di noi: ci sono banche virtuali che danno la possibilità agli utenti di  fare pagamenti online e ritirare i propri stipendi cercando di prevenire le frodi, c’è Alibaba che fa entrare i suoi dipendenti in ufficio semplicemente mostrando il volto o ci sono stazioni che sfruttano il riconoscimento facciale per far entrare i passeggeri nei treni.

E noi ci preoccupiamo di sicurezza?

Tra un po’, in alcuni paesi basterà uscire solo con il “proprio viso”, senza portafoglio o documenti.

Un altro uso molto interessante, che ha sempre a che fare con la sicurezza, consiste nella possibilità di riconoscere i visi anche coperti, ad esempio con occhiali, cappelli, passamontagna. Si tratta ancora di uno studio e non c’è nulla di certo, ma sembra che questa tecnologia integrata con sistemi di deep learning possa imparare a riconoscere volti coperti , utilizzando i punti chiave facciali (distanza tra occhi, naso, bocca, ecc.). Ottimo per riconoscere criminali o ricercati.

Saranno contente la CIA o l’FBI.

Siamo passati da un’azione semplice di sblocco telefono al set di una puntata di NCIS (passando anche per le vie di Pechino). Ma in fin dei conti, la cosa fondamentale non è tanto cosa puoi fare ma come lo puoi fare. Con semplicità e soprattutto sicurezza. #showyourface

“il Progresso online”

Ilaria Giacomello
Ilaria Giacomello

PRODUCT E PROJECT MANAGER APPASSIONATA D'ARTE E TECNOLOGIA. NATA NEL 1989 A VICENZA, LAUREATA IN ECONOMIA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE A VERONA. DOPO UN PERIODO DI STAGE IN GERMANIA, SI E' LANCIATA (ORMAI DA 4 ANNI) NEL MONDO LAVORATIVO DELLE TELECOMUNICAZIONI E PAGAMENTI ELETTRONICI. AMA COLLEZIONARE LONELY PLANET E VIAGGIARE. ADORA PARLARE, SPERIMENTARE E SCRIVERE DI TECNOLOGIA, PER QUESTO STA SVILUPPANDO UNA PROPRIA IDEA DI BUSINESS NEL MONDO DIGITALE. MA LA PASSIONE PIU GRANDE E' LA DANZA CLASSICA, UN'ARTE CHE PER PIU DI 20 ANNI E' STATA COME UNO SFOGO, UN MONDO DI EMOZIONI E SENSAZIONI. ARTE E TECNOLOGIA, UN DUALISMO CHE CREA UN MIX DI ENERGIA PERFETTO. UN MIX CHE CERCA DI PORTARE NELLA VITA QUOTIDIANA, NEL LAVORO E NEGLI ARTICOLI CHE LEGGERETE. STAY TUNED!

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