Ritorno al futuro: arriva la spesa 3.0

“Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto”.

Basterebbe questa celebre citazione per spiegare cosa The Moby Mart rappresenta nel suo nuovo modo di intendere l’acquisto di prodotti di prima necessità, ma significherebbe semplificare eccessivamente qualcosa che eccessivamente semplice non è affatto. The Moby Mart è molto di più.

Immaginate di prendere il concept di AmazonGo (qui per chi se lo fosse perso https://www.youtube.com/watch?v=NrmMk1Myrxc), di impiantarlo su un taxi ed avere una app dedicata per poterlo condurre verso di voi nel momento in cui desiderate comprare anche una sola bottiglia d’acqua: mescolate gli ingredienti ed otterrete il giusto mix per il futuro del retail!

Questo incredibile concept futuristico è già realtà ed è già stato testato in fase beta qui a Shanghai, dove al momento vivo, nel mese di Giugno (sfortuna ha voluto che io sia atterrato qui con qualche giorno di ritardo rispetto alla suddetta fase) seppure con qualche feature non ancora sviluppata (la guida ad esempio non è difatti ancora autonoma, bensì affidata a personale “umano”).

Sembrerà strano ma vi è necessità di specificare personale “umano”, in quanto il suddetto programma (in collaborazione fra la startup svedese Wheelys Inc, l’Hefei Technical University in Cina e Himalafy), oltre a proporre un sistema completamente autonomo e ad alto contenuto tecnologico, tra le sue principali caratteristiche sta sviluppando “assistenti alla spesa” sotto forma di ologrammi dotati di IA, che interverranno durante il processo di acquisto solo quando saranno chiamati in causa dal cliente. Eliminato il fattore umano anche per quanto riguarda la consegna chiaramente: saranno i droni a consegnare la spesa eventualmente richiesta a domicilio.

 

Se giunti a questo punto iniziate a credere che The Moby Mart sia un qualcosa di fantascientifico e complicato, allora dovreste leggere come i creatori descrivono l’intero processo di acquisto: “Devi solo entrare nel negozio, prendere ciò che desideri e uscire”.

Niente più code in cassa, niente più problematiche legate alla ricerca di un parcheggio, niente più orari o luoghi da rispettare (h24 ovunque tu voglia) e niente più “cash” (il pagamento avviene tutto tramite piattaforme come WeChat, AliPay e prossimamente forse anche WhatsApp).

What else?

Il vero punto sarà capire se il modello proposto sia sostenibile dal punto di vista economico (le stime dell’azienda svedese parlano di $100000 per sviluppare ciascuna unità) ma anche e soprattutto da quello logistico (Come avverrà la gestione delle prenotazioni? Quanti clienti potrà ospitare volta per volta la stazione mobile? Come rifornire la stazione senza interrompere il servizio?) Queste ed altre domande non troveranno risposta sino a quando il concept non vedrà la luce con il suo debutto commerciale, previsto per il secondo semestre del 2018.

Nel frattempo è bene cominciare a chiedersi se siamo pronti per abbandonare i vecchi supermercati e lanciarci a capofitto in questa nuova esperienza retail, magari cominciando proprio dalle nostre nonne: cosa penseranno quando vedranno supermercati mobili transitare per le strade pronti a portar loro la spesa? Sarebbe il caso di far guardare loro il video del concept e sapere cosa ne pensano!

Articolo in collaborazione con Elio Palumbieri

 

Vittorio Sileo
Vittorio Sileo

INTERN COME BUSINESS ANALYST IN UN'AZIENDA "DIGITAL" IN QUEL DI SHANGHAI. LAUREATO IN ECONOMIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE, FREQUENTA ATTUALMENTE UN MASTER IN "INTERNATIONAL BUSINESS IN CHINA". APPASSIONATO DI INNOVAZIONE, IMPRENDITORIA, DIGITAL E START UP E' ALLA CONTINUA RICERCA DELL'IDEA DEL SECOLO (FINO AD OGGI SOLO IDEE DEL SECOLO SCORSO PERO').

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