Un Pesce-trullo nelle campagne Pugliesi.

L’opera battezzata

Pesce-trullo.

Pesce-trullo: quando una visione inedita di architettura può generare un’idea inedita di paesaggio.

Non solo uliveti secolari e accesi fazzoletti di terra rossa nel luminoso Alto Salento. L’odierna espressione architettonica, quella sempre pronta a volgersi verso orizzonti nuovi, dice la sua.

Lo fa provando a incontrare e raccontare luoghi e culture storiche consolidate nel tempo attraverso un inedito punto di vista, offrendo una nuova immagine dei famosi trulli pugliesi.

Siamo in un ettaro di uliveto immerso nella campagna di Carovigno, proprio a ridosso della città bianca di Ostuni (BR).

Accanto ad un candido trullo saraceno ristrutturato compaiono colorati corpi di fabbrica dalla forma irregolare, definiti Pesce-trulli.

Due dei quattro volumi che si ergono tra gli ulivi assumono con ironia le sembianze di un uomo e di una donna. Riconoscibili ‘cubi-visi’ rivestiti di poliuretano e provvisti di grandi occhi che si affacciano sulla rigogliosa campagna mediterranea.

Ciocche di piante aromatiche per capelli profumati dalla primavera all’autunno; finestre irregolari e ad oblò, proprio per guardare il mondo fuori con assoluta discrezione. La scelta dei colori dei due cubi è intuitiva: azzurro per un lui e rosa per una lei.

Le scale per salire sul terrazzo sono rosse, un probabile rimando alle scarlatte antiche masserie pugliesi.

Realizzazione Pesce-trullo.

L’opera realizzata è firmata da Gaetano Pesce che ha curato il progetto insieme a Gabriele Pimpini e Caterina Tognon, la quale ha commissionato l’opera, rappresentando la sua galleria d’Arte Contemporanea; completando un lavoro di studio e ricerche eseguito negli anni sulle arti visive contemporanee.

Alla realizzazione e progettazione esecutiva ha partecipato anche l’architetto, Cosimo Cardone.

Un “Pesce-trullo” per abitare e vivere.

Una domus fuori dal comune, dagli interni sobri e funzionali e dai pavimenti di cemento scuro che risaltano contro il colore chiaro delle pareti, luminose soprattutto in estate.

Uno sguardo veloce in cucina si posa sul lavello di plastica; il richiamo al design industriale è evidente. Le finestre asimmetriche sono a ribalta e nelle camere i mobili e i letti sono in legno di pino marittimo e molti elementi d’arredo riportano il rosso.

Vista con gli occhi di un visitatore, smarritosi per caso durante una fresca passeggiata d’autunno, tra i campi e i muretti a secco che delimitano gli appezzamenti di terra, la suggestiva conformazione dei “pesce-trulli” è un colpo d’occhio che disorienta.

Pesce-trullo.

Pesce-trullo

Le sporgenze irregolari dei due nuclei abitativi sembrano lasciare spazio alla vegetazione circostante, composta da alberi di mandorlo, fico e ulivo pronti ad affrontare le intemperie dell’inverno.

I bagni sono fuori dai due nuclei principali. Costruiti in legno e interamente rivestiti in modo irregolare da piccoli specchi quadrati rispecchiano l’ambiente circostante, scomparendo del tutto nel paesaggio naturale.

L’acqua azzurra della lunga piscina a una corsia, posta più avanti, risalta sulla terra rossastra.

Pesce-trullo e piscina

Queste “scatole viventi” sono frutto dell’evoluzione incessante dell’arte contemporanea schiusasi al mondo e soprattutto al paesaggio. Ospiti sui generis di uno scenario tipico dell’Alto Salento, possono a loro volta ospitare.

L’uso di un materiale come il poliuretano, per la costruzione dei Pesce-trulli, si collega ad alcune opere realizzate dall’architetto e designer Gaetano Pesce presentate all’interno del Pink Pavillion della Triennale Design Museum 2007. Tra le opere spiccano il tavolo Fish Table, che rimanda con la sua forma all’immagine di un pesce e l’armadio Puglia, che presenta come elementi figurativi la P di Puglia ed il tipico albero di ulivo.

Il pesce-trullo può accogliere oltre ai legittimi proprietari chiunque volesse vivere una vacanza particolare. Nel mese di luglio 2018, per festeggiare il decennale della sua inaugurazione, i suoi ospiti potranno vivere un’esperienza del tutto sui generis.

Senza elettricità, con l’acqua contingentata, usando il fuoco per cucinare e le candele per illuminare.

Un vero tuffo nel passato per vivere in pieno l’essenzialità di quella che era un tempo la vita contadina pugliese, in una dimora del tutto diversa dalla tipica domus mediterranea.

Parliamo di un trullo che non è più un trullo ma del quale ancora è riconoscibile l’essenza.

“il Progresso online”

Marilena Locorotondo

Marilena Locorotondo, classe '83. Laureata in Scienze della Comunicazione e specializzata in Scritture Giornalistiche e Multimedialità presso l'Università del Salento (2009). Ha svolto un Master in Visual Design (2011/2012) e attualmente si occupa di progetti di grafica e comunicazione. Blogger per passione. Ama viaggiare, leggere e visitare musei d'arte.

1 Commento
  1. Bellissimo articolo. Descrizione del nuovo e del vecchio meravigliosa e veritiera. Complimenti a chi ha scritto l’articolo e a chi ha progettato un sogno nell’aspra e rossa campagna publiese.

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