Birra e Accise: la tassazione stritola un fiorente Mercato.

birre e accise

Birra e Accise.

Molte persone si indignano nel sapere che più di metà del costo della benzina sono tasse!

Ma ci siamo mai chiesti quante sono effettivamente le tasse sulla birra?

In un mercato stimato dall’ultimo report di Assobirra valere 7,8 miliardi di euro e con una produzione ai massimi storici di 14,52 milioni di ettolitri, viene naturale chiedersi quanto il fisco ci guadagni;

ebbene la risposta è tantissimo!

Infatti la birra da sola paga il 50% delle accise presenti sugli alcolici in Italia, rappresentando però solamente il 20% del consumo di bevande spiritose del bel paese.

birra e accise

L’insieme delle tasse a cui la birra deve sottostare ne determinano un aumento del prezzo al consumatore quasi del 33%; come sintetizzò bene lo slogan della campagna di sensibilizzazione “Salva la tua birra”: un sorso su tre se lo beve il fisco!

Birra e Accise.

Il costo elevato delle accise (0,37 cent/litro) è tra i più alti d’Europa, basta compararlo con la Germania dove la tassa di immissione al consumo della birra è di appena 0,09 cent/litro. Se si pensa poi che il vino in Italia non paga nessun’accisa allora ci si dovrebbe veramente chiedere perché il fisco si accanisca su un mercato in così forte crescita e legato a doppio filo alla piccola e media impresa italiana.

Birra e accise: i microbirrifici.

I piccoli microbirrifici infatti sono i più danneggiati da questa elevata tassazione, in quanto pagano l’accisa sui litri che vengono trasferiti dal bollitore della sala cottura al fermentatore e, conseguentemente, sono a loro carico tutte le perdite dovute alla sfecciatura del lievito e quelle che si hanno durante le fasi di packaging (si conti che in genere in un birrificio di piccole/medie dimensioni queste possono andare dal 7 al 10% del volume di mosto prodotto in una cotta).

Birra e accise: i birrifici industriali.

I birrifici industriali invece hanno dei sistemi di conteggio più costosi e sofisticati che, essendo posti sulle linee di imbottigliamento, riescono a verificare effettivamente i litri realmente imbottigliati e di conseguenza l’accisa viene pagata su quelli.

In conclusione la pressione fiscale italiana sulla birra è davvero molto elevata e purtroppo questo è uno dei principali motivi per cui il prezzo che il consumatore finale deve pagare per una birra artigianale e di qualità risulta essere molto salato.

Ci si dovrebbe quindi chiedere se magari non fosse il caso di proporre una unificazione delle accise per quanto riguarda le bevande alcoliche di tutta l’Europa abbattendo costi inutili ed elevati, come è stato recentemente fatto per la telefonia mobile.

Infine una riflessione per quanto riguarda l’Italia, un paese giustamente a vocazione principalmente vitivinicola, unico paese in Europa in cui l’accisa sul vino è pari a 0.

Perché il florido mercato della birra artigianale dovrebbe venire stritolato e vessato in questo modo dalle spire del fisco?

Rifletteteci la prossima volta che degusterete la vostra birra preferita.

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Andrea Felician
Andrea Felician

Andrea Felician nasce a Trieste nel 1992. Dall'età di 18 anni comincia ad appassionarsi al mondo della birra e, dopo aver conseguito il diploma di liceo classico, si iscrive al corso di Scienze e Tecnologie Alimentari a Udine. Consegue la laurea triennale nel 2014 e la laurea magistrale come primo del corso e con il massimo dei voti e lode nel 2016. Entrambe le sue tesi sono state pubblicate sotto la supervisione del professor Stefano Buiatti, docente di tecnologia della birra presso l'ateneo. Dopo una breve esperienza in un liquorificio oggi lavora come consulente professionista e mastro birraio.

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