Encelado: potrebbe ospitare Vita extraterrestre.

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Encelado: potrebbe ospitare Vita extraterrestre.
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Possibile ricostruzione interna di Encelado

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Encelado: potrebbe ospitare Vita extraterrestre.
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Geyser

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Encelado: potrebbe ospitare Vita extraterrestre.
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Oceano sotto la calotta Ghiacciata

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Encelado: potrebbe ospitare Vita extraterrestre.
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interno del Satelliite

Vita su Encelado: missione Spaziale Cassini-Huygens.

La missione Spaziale della sonda Cassini-Huygens potrebbe porre le basi per la più grande scoperta della Storia:  la prova che non siamo soli nell’Universo.

Cassini-Huygens è stata una missione robotica interplanetaria congiunta NASA/ESA/ASI, lanciata il 15 Ottobre del 1997 con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli.

Nel Febbraio del 2005 durante lo studio del campo magnetico di Saturno, vengono rilevate perturbazioni magnetiche date da una grande nube neutra proveniente dalla vicina luna Encelado. Il giorno dopo, la sonda effettua il primo volo ravvicinato su Encelado e durante i successivi sorvoli si scopre la presenza di pennacchi di gas emessi dal satellite in corrispondenza dell’emisfero Meridionale.

Encelado.

Le Dimensioni di Encelado possono essere paragonate a quella del Regno Unito. Encelado, in realtà, è un satellite relativamente piccolo, con un diametro medio di 505 km, solo un settimo del diametro della Luna e su di esso, sono stati identificati  almeno cinque tipi diversi di terreno.

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Possibile ricostruzione interna di Encelado

Oltre ai crateri, ci sono pianure lisce, estese fessure lineari e catene montuose. Una parte della superficie è relativamente giovane, probabilmente meno di 100 milioni di anni di età. Questo significa che Encelado è stato recentemente attivo con qualche tipo di criovulcanismo o altro processo di rinnovamento della superficie.

Spettacolo di Geyser, Acqua e Ghiaccio su Encelado.

In varie occasioni, gli strumenti di bordo hanno fotografato potenti geyser che fuoriuscivano dal polo meridionale: nei pennacchi sono poi stati rilevati molti elementi chimici, tra i quali anidride carbonica, ammoniaca e composti organici come metano e idrogeno molecolare.

Quanto alla struttura della luna di Saturno, è convinzione condivisa che, sotto alla sua spessa pelle di ghiaccio, Encelado nasconda un oceano globale, che lo ricopre per intero  e protegge un nucleo caldo.

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Geyser

Nonostante le basse temperature di superficie, che vanno da -128 a -240 °C, molti pensano che le acque di profondità possano trovarsi a temperature di diverse decine di gradi centigradi sopra lo zero.

Ulteriori analisi sulla composizione dei pennacchi conferma che la loro origine sia un oceano salato sotto la superficie, o comunque una serie di cavità contenenti acqua salata. In aggiunta, Cassini ha trovato tracce di componenti organici in alcuni granelli di polvere, Encelado potrebbe quindi ospitare vita extraterrestre.

La presenza di acqua liquida al di sotto della crosta implica che ci sia una sorgente interna di calore  utile a mantenerla in tale stato: si pensa sia una combinazione tra il decadimento radioattivo e il riscaldamento mareale.

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Oceano sotto la calotta Ghiacciata

Da studi effettuati sulle analisi gravitazionali attraverso la sonda Cassini, gli astronomi affermano quindi che esiste nell’emisfero meridionale del pianeta un oceano 30–40 km sotto lo strato superficiale di ghiaccio, profondo 8 km e la cui massa totale è paragonabile a quella del Lago Superiore della Terra. Come il nucleo della luna, il fondale marino potrebbe essere roccioso, e questo creerebbe un ambiente favorevole ad alcune forme di vita.

Tutto ciò alimenta un’ipotesi affascinante: quell’Oceano nascosto sembra avere tutti i numeri per sostenere una qualche forma di vita… C’è vita su Encelado?

Inoltre, si può menzionare un esperimento condotto da ricercatori delle università di Vienna e Brema (Germania), riportato su Nature Communications, dimostrante che piccole colonie di microrganismi, che normalmente vivono in prossimità dei camini idrotermali sui fondali oceanici del nostro pianeta, sopravvivono anche in un ambiente simulato di Encelado.

Protagonisti dell’esperimento sono gli archei Methanothermococcus okinawensi, che si nutrono di idrogeno molecolare e producono metano (CH4). Il Methanothermococcus okinawensi sulla Terra vive in un ambiente idrotermale a circa 1.000 metri sotto la superficie del mare in prossimità di Okinawa (Giappone).

Il microrganismo usa l’anidride carbonica come fonte di carbonio e l’idrogeno molecolare per produrre energia, e come elemento di scarto produce metano. Tutti questi elementi sono presenti nei geyser della luna di Saturno, in concentrazioni percentuali probabilmente compatibili con la Vita.

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Fabrizio Serrentino

Nato a Napoli, appassionato e laureato in Scienze Naturali, attività preferite: viaggiare, navigare, fotografia naturalistica e praticare sport

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