Il pentitismo societario: programma di clemenza.

Pentitismo societario.

Quando si discute di Pentitismo, subito la nostra mente evoca i collaboratori di giustizia in ambito mafioso. Ciò di cui pochi sono a conoscenza è che tale fenomeno si verifica anche in ambito societario.

Difatti, come i mafiosi possono ottenere uno sconto di pena ove decidano di confessare e fornire alla magistratura informazioni circa l’organizzazione criminale di appartenenza, le imprese che abbiano fatto parte di un cartello anticoncorrenziale hanno la possibilità di collaborare spontaneamente con l’autorità pubblica garante del mercato ed ottenere, quale contropartita, una sanzione minore o, persino, completa immunità.

Programma di clemenza.

Tale do ut des tra autorità pubblica e soggetto privato viene denominato programma di clemenza (o leniency programme). Si tratta di un istituto d’origine statunitense, il quale ha fatto ingresso in Europa nel 1996 ed in Italia nel 2007.

Si tratta dell’applicazione in materia antitrust di un notorio modello microeconomico della teoria dei giochi, ossia il “dilemma del prigioniero”. In presenza di una leniency policy, infatti, ogni impresa colludente deve fare i conti con il medesimo set decisionale: da un lato, autodenunciarsi in cambio di un trattamento sanzionatorio favorevole, o dall’altro, rimanere nell’omertà e rischiare una sanzione piena.

La scelta è dilemmatica in quanto l’utilità conseguibile da ogni alternativa dipende dal comportamento degli altri membri del cartello, il quale di regola resta ignoto.

Adottando tale modello, alle autorità garanti del mercato non resta altro che rendere la confessione la scelta razionalmente ed egoisticamente più conveniente.

Accordo tra autorità pubblica e impresa cartellista.

La matrice microeconomica, pertanto, assume le vesti della sempreverde formula “divide et impera: l’offerta premiale mina i rapporti di fiducia che fungono da fondamenta ad ogni cartello (divide) e presenta l’autodenuncia quale scelta preferibile (impera).

Considerando come, ad oggi, il 58 per cento dei casi di cartelli sanzionati dalla Commissione europea siano stati scoperti esclusivamente grazie ad una domanda di clemenza, deve giocoforza concludersi che lo strumento generato dal connubio di diritto premiale e game theory rappresenti la chiave di volta del public antitrust enforcement.

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Jacqueline Marcon
Jacqueline Marcon

Neo-laureata in Diritto comparato europeo e transnazionale presso l'Università degli Studi di Trento, appassionata di politiche antitrust, lingue straniere e condivisione di idee. Valorizzo l'innovazione eclettica e l'approccio critico.

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