Intervista a David Ballerini, autore di Acqua Morta

David Ballerini autore di Acqua Morta

DAVID BALLERINI

David Ballerini scrive e dirige il film del 2006 Il Silenzio dell’allodola, ispirato alle vicende del prigioniero politico irlandese Bobby Sands. Come autore esordisce nel 2002 per Falsopiano con il saggio Steadicam: Una rivoluzione nel modo di fare cinema.

Pubblica poi in self-publishing nel 2013 Edipo Re e Medea di P.P. Pasolini: Mito, Visione e Storia di due Sfortune e nel 2018 Acqua Morta, un romanzo che dal suo esordio rimane stabile nei primi posti della classifica di vendite di Amazon nella categoria “thriller soprannaturale”.

«Di cosa parla il suo romanzo Acqua Morta?».

Il mio romanzo ha molti strati. Può essere goduto come un semplice thriller o come storia di fantasmi, insomma come un lavoro di puro intrattenimento. Scavando appena un pochino più in profondità si può però scoprire una storia archetipi e di assoluti: l’acqua, il sangue, amore, vendetta, ossessione, perdizione e, soprattuto, redenzione.

Libro di David Ballerini

Al cuore però direi che Acqua Morta parli soprattutto del Tempo con la T maiuscola, del rapporto che gli esseri umani hanno col tempo, perché vivere vuol dire essenzialmente fare esperienza del tempo e il tempo lineare, semplice, profano – quello comodo e pratico per lavorare, prendere appuntamenti ecc., non è che un’illusione: il Tempo è molto di più.

«Il soldato triste Gustaf, la debole Clara, la “Wunder” Anna, il tormentato Marzio, la coraggiosa Patrizia, l’agghiacciante uomo in nero.

Qual è stato il personaggio del romanzo Acqua Morta più difficile da caratterizzare, e perché?».

Direi che Clara sia stata la più difficile da delineare. Nelle primissime bozze della storia, era molto più piatta. Ad ogni successiva revisione ha acquisito più corpo. Non posso rivelare molto a riguardo di Clara, perché si finirebbe per rivelare troppo – ma trovare le sue debolezze, i suoi rancori, la sua tristezza nello specifico della società del suo tempo è stato un processo lungo che si è concluso solo con le ultimissime revisioni del romanzo

«Quali sono state le fonti di ispirazione per il suo romanzo?».

Molte e variegate! Dal punto di vista del contenuto le fonti di ispirazione sono state soprattutto cinematografiche, a partire da Shining – specificamente il film di Kubrick, non il romanzo di King. Nella stratificazione simbolica del romanzo hanno pesato molto i miei studi di antropologia – Eliade, Paolini, Von Frantz. Da un punto di vista letterario, ci sono influenze di Pavese, Murakami, Pascoli, Omero, Montale, Dante.

«L’ambientazione dell’albergo che diventa un luogo di dolore e violenza, abitato da ombre che chiedono vendetta e da persone che anelano a una redenzione impossibile, ricorda la trama del film Shining.

Oltre ad essere uno scrittore lei è anche un regista. Ha in mente di trarre un film dal suo romanzo?».

C’è indubbiamente un rapporto di inspirazione tra il mio libro e il film di Kubrick, che è per altro mio regista preferito, ma se leggerà il mio libro penso che troverà che Acqua Morta ha un senso molto diverso da Shining. L’idea di Acqua Morta era nata per il cinema. Adesso è un “oggetto” squisitamente letterario, ma nulla vieta che ritorni ad essere cinema. Chi vivrà, vedrà…

«C’è una colonna sonora che consiglia da tenere di sottofondo mentre si legge Acqua Morta, o magari da ascoltare semplicemente per rievocare le atmosfere del romanzo?».

No in verità no. Consiglierei  però di vedere l’opera di M.C.Escher che è anche citato più volte nel libro ed è senz’altro da annoverare tra le fonti di ispirazione

«Dal suo romanzo: “Fuggire da questo labirinto ostinato e crudele è impossibile – l’unica speranza di sopravvivenza per Patrizia e per i pochi cari che le sono rimasti, è scoprire cosa successe e perché.

Gli spiriti del passato hanno molto da raccontare e molto da nascondere, e nessuno è senza colpa – c’è sangue, tanto sangue, nell’acqua”.

La figura del labirinto ritorna spesso all’interno del romanzo Acqua Morta. L’albergo stesso diventa un dedalo ingannevole che scompagina la realtà e sovverte il tempo.

Qual è il significato profondo del labirinto nella sua opera?».

Direi che il labirinto non sia che la rappresentazione fisica del tempo – uno Spazio Sacro circolare dentro a cui si dipana il Tempo Sacro, altrettanto circolare e labirintico. Uno spazio-tempo perfetto tanto per perdersi quanto per ritrovarsi – come (tra i personaggi del libro) sa bene Anna: perché Anna è speciale!

«Di cosa tratterà il suo prossimo progetto letterario?».

Non lo so ancora. Sto lavorando a due diversi progetti e non so quale dei due finirà con lo scriversi per primo. Uno è un noir cupissimo, ambientato in una grande città portuale del Nord Europa, una casba fredda e grigia. L’altro è una strana favola dedicata che parla di alcuni amici immaginari: lo sa un amico immaginario di essere solo fantasia? E se lo scopre cosa gli succede?

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Titolo: Acqua Morta

Autore: David Ballerini

Genere: Thriller soprannaturale

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: 360

Codice ISBN: 978-1727683424

A cura di Gianluigi Bonomi

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