AVVOCATI MINACCIATI IN TURCHIA

avvocati minacciati

AVVOCATI MINACCIATI IN TURCHIA

E’ STATO ABOLITO LO STATO DI DIRITTO

Qualche volta mi sento sfortunato a essere nato a Istanbul, città logorata e decaduta, in preda alla miseria e alla tristezza, rimasta sotto le rovine che sprofondano sempre di più, fra le ceneri di un impero crollato

 

Orhan Pamuk, Istanbul

 

Parole profetiche quelle di Orhan Pamuk, scrittore turco, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006.

CHD

Nei pressi di Istanbul, a Silivri, in un compound militare che ospita una prigione e una corte di massima sicurezza, è stato celebrato il processo contro il presidente, Selcuk Kozagacli, e 19 avvocati dell’associazione CHD, l’associazione dei giuristi progressisti.

Vengono comminate pesanti condanne fino a diciotto anni di carcere.

Quale il delitto commesso?

Credere nella professione di avvocato.

Difendono questi avvocati (minacciati), membri di organizzazioni ritenute illegali dal regime turco, minatori vittime di disastri sul lavoro, chi si oppone al progetto di devastazione urbanistica denominato Gezi Park.

Il governo turco, dopo il fallito tentativo di golpe del 15 luglio 2016, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha adottato una serie di decreti legge che minacciano gravemente i diritti umani e lo stato di diritto in tutto il paese.

STATO DI EMERGENZA

Lo stato di emergenza  revocato nel luglio 2018, non impedisce che molti dei decreti legge vengano convertiti in legge e la persecuzione nei confronti degli avvocati continua, con arresti di massa, processi iniqui e irrogazione di pene severe.

Secondo gli ultimi dati disponibili, a partire dal luglio 2016:

  • 1546 avvocati sono stati perseguiti;
  • quasi 600 avvocati sono stati arrestati;
  • 274 avvocati sono stati condannati a lunghe pene detentive, con una media di 7 anni di reclusione.

Gli avvocati (minacciati) vengono presi di mira unicamente per il fatto di svolgere la loro attività professionale, con l’accusa di sostegno alle organizzazioni terroristiche.

E, pertanto, se nel nostro Paese abbiamo un presidente del Consiglio che si è autodefinito l’avvocato del popolo, in Turchia chi effettivamente fa l’avvocato del popolo è costretto a trascorrere molti anni detenuto in carcere, in isolamento.

UN PROCESSO BEFFA, UNA MERA PARODIA DELLO STATO DI DIRITTO

L’assenza di un capo di imputazione preciso non impedisce l’arresto degli avvocati minacciati dell’associazione CHD.

Sono colpevoli di aver esercitato con indipendenza il loro mandato, consigliando ai loro clienti di avvalersi della facoltà di non rispondere e di esercitare le facoltà previste dalla legge.

A settembre 2018 un giudice scarcera gli avvocati (minacciati) imputati al termine della prima udienza. Il risultato? Destituzione dall’incarico e sostituzione con altro magistrato ritenuto più affidabile dal regime: Akain Gurlek.

DIRITTO DI DIFESA E STATO DI DIRITTO

E le prove dell’accusa consistono in testimoni anonimi o altri che la difesa non ha avuto neanche la facoltà di sottoporre al contro esame.

Senza parlare di documenti dall’origine del tutto incerta di cui non si è potuta verificare la provenienza. Un processo, quello agli avvocati turchi, che viola apertamente l’art. 16 e l’art. 18 dei Principi delle Nazioni Unite sul ruolo degli avvocati.

Governments shall ensure that lawyers (a) are able to perform all of their professional functions without intimidation, hindrance, harassment or improper interference; (b) are able to travel and to consult with their clients freely both within their own country and abroad; and (c) shall not suffer, or be threatened with, prosecution or administrative, economic or other sanctions for any action taken in accordance with recognized professional duties, standards and ethics.

Art. 16 Basic Principles on the Role of Lawyers

La prima norma vieta le intimidazioni, le persecuzioni e gli altri ostacoli volti a rendere più difficile l’esercizio della professione, mentre la seconda, di identificare gli avvocati con i loro clienti.

Ed il presidente del tribunale in alcune fasi del processo ha escluso senza una ragione plausibile tutti gli avvocati dall’aula.

Di conseguenza questo processo ha violato tutti i principi elementari dello Stato di diritto: l’indipendenza della magistratura, il giusto processo, la salvaguardia del contraddittorio e il diritto alla difesa.

Infatti, questo è ciò che emerge dalla Dichiarazione emessa alla fine del processo da varie organizzazioni di giuristi europee e internazionali.

Recep Tayyip Erdoğan

Sicuramente questa brutale repressione è segno di debolezza da parte del regime stretto intorno ad Erdogan. Regime di cui fanno parte il MHP e lo “Stato profondo” che comprende la maggior parte dei vertici di polizia, Forze armate e servizi segreti.

Regime che vanta una storia di repressione lunga millenni che risale all’impero ottomano ed ancor prima a quello bizantino. Ma questa debolezza si limita al piano interno, perché su quello internazionale Erdogan ha dimostrato abilità e spregiudicatezza.

Il presidente turco si è riavvicinato a Russia e Cina. Perché?

Le ragioni possono essere sia il crollo verticale del potere statunitense nel mondo e la supposizione che la CIA fosse dietro al tentativo di golpe contro di lui.

La posizione dell’Unione Europea

Certamente l’Unione Europea dovrebbe mostrare un maggior rigore nei confronti di Erdogan, tollerato solo perché accoglie i rifugiati provenienti dalla Siria e dovrebbe pretendere il rispetto dei principi dello Stato di diritto.

Deve esigere la liberazione dei migliaia di prigionieri politici, tra cui vi sono avvocati, magistrati, medici, intellettuali, accademici, giornalisti e sindacalisti. Deve invitarlo a riprendere il dialogo con il popolo kurdo per giungere alla pace e al ripristino della democrazia nel Paese.

Arresti in massa di avvocati

Dal 2013 in Turchia  si registrano arresti di massa di avvocati appartenenti alle associazioni degli avvocati progressisti (Chd) e degli avvocati per la libertà (Ohd), poi sciolte e dichiarate fuori legge.

Tra le centinaia di colleghi arrestati vi sono almeno 14 presidenti di Ordini, in un crescendo repressivo che vede l’identificazione dell’avvocato con il cliente e l’affermazione del diritto penale del nemico.

Nel nostro Paese il Consiglio Nazionale Forense nel 2016 ha fondato l’Osservatorio internazionale degli Avvocati in pericolo (Oiad) insieme ai Consigli nazionali francese e spagnolo e all’Ordine di Parigi.

Per quanto riguarda in particolare le procedure penali, non disponiamo più di una struttura istituzionale che si possa definire giudiziaria nel senso classico del termine. Il sistema giudiziario penale è stato completamente assegnato agli usi pratici del potere politico. Non di rado assistiamo praticamente alla sospensione delle convenzioni internazionali sui diritti fondamentali di cui il nostro Paese è Parte contraente, della Costituzione e delle leggi di procedura. In altri termini, il nostro Paese è divenuto l'”anello debole” del sistema giudiziario europeo di cui fa parte. Anello debole in entrambi i significati dell’espressione.

Selçuk Kozagaçli, avvocato, prigione di alta sicurezza Silivri, Istanbul, Turchia

20 MARZO 2019:

FINE DEL PROCESSO AGLI AVVOCATI MINACCIATI

Il 20 marzo 2019, ultimo giorno del processo, compaiono in aula solo due imputati non detenuti mentre non compare nessuno degli altri 16 e nessuno dei difensori. In aula sono presenti solo una quindicina di osservatori internazionali e circa 150 soldati in vero e proprio assetto di guerra.

Anche in Turchia la legge non consente di compiere atti processuali senza la presenza del difensore. Di conseguenza il processo avrebbe dovuto essere rinviato per consentire la presenza di almeno un difensore di ufficio e concedergli termine a difesa.

Al contrario il presidente della corte è di diverso avviso. Sospende l’udienza e annuncia la sentenza di lì a un’ora, che arriva implacabile: tutti condannati.

La Corte condanna i due imputati liberi presenti, a poco più di 3 anni, esclusa l’aggravante di terrorismo. Gli altri 16 a pene che oscillano fra i 5 e i 18 anni con l’aggravante del terrorismo.

Avvocati minacciati, durezza delle pene

 Per Selgiuk, che è il presidente del CHD, la condanna è a circa 11 anni. Certamante è una sentenza che indigna e lascia attoniti, che necessita di un impegno collettivo per cambiare la situazione in Turchia. Probabilmente si tratta di un progetto ambizioso e difficile da realizzare nell’attuale regime turco in cui la giustizia è funzionale all’autoritarismo statuale. 

Se riusciremo a mantenere una forte rete di lotta comune la nostra professione di avvocati potrà continuare a portare speranza e salvezza alle persone oggi soggette a violenza e coercizione aperta.

Spero che questo sia l’ultimo 24 gennaio dedicato a noi. Sentiti omaggi e affetto per tutta la rete di solidarietà.

Selçuk Kozagaçli

Ma a volte  i miracoli accadono.

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Maria Teresa De luca
Maria Teresa De luca

Avvocato cassazionista. Si occupa di diritto civile e, in particolare, di diritto bancario ed esecuzioni immobiliari. Svolge la funzione di Professionista delegato alle vendite immobiliari presso il Tribunale di Taranto. Autrice di volumi e contributi su riviste giuridiche e portali on line.

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