BACC GALLERY Ceramic Sculpture and Contemporary Art

Guarda la galleria 14 Foto

E la BACC GALLERY va…

Nell’ottocentesco Palazzo Sturbinetti Cassetta Lugari, sito al culmine di una irta scalinata – al n 38 di via XX Settembre, Frascati – si trova la BACC Gallery, Ceramic Sculpture and Contemporary Art.

La galleria è stata inaugurata il 30 marzo 2019 con una prima collettiva di ceramisti, delineando immediatamente il connotato estetico-filosofico, esponendo opere di ceramica contemporanea in quanto la galleria segue la scia della conoscenza acquisita nel corso della Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea delle Scuderie Aldobrandini di Frascati, che vede tra i suoi ideatori Sandro Conte, socio della BACC Gallery.

Ai neofiti galleristi Gianfranco Marchetta, Sandro Conte, Juan Carlos Garcìa Alía, non basta sedurci esponendo opere d’Arte Contemporanea e di Ceramica Contemporanea di alto profilo; nell’indagine sofisticata s’insinua l’eclettismo culturale accogliendo alla BACC Gallery, la musica, la poesia, la letteratura, la scienza (quest’ultima per lo scambio intellettuale con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati).

Target alto e di ampio respiro che rientra nel desiderio di cogliere i diversi aspetti dall’esistenza e farli divenire “evento” in cui ognuno di noi può riconoscersi e trovare se stesso. Si tratta d’intessere un dialogo ‘aperto’ capace di ri-generarsi nella commistione e per questo rapire nel divenire altro!

Se andiamo a ritroso nel tempo già il filosofo greco Simonide di Ceo nel V secolo a. C. scrive:

la pittura è una poesia muta e la poesia è una pittura parlante;

ripreso poi dal poeta romano Quinto Orazio Flacco che sintetizza il concetto in:

Ut pictura, poesis.

Delineando entrambi la possibilità d’estensione dell’arte e andare oltre il visibile, il convenzionale.

Tutto ciò costituisce audaci intuizioni con le Avanguardie di fine ‘800, contagiando tutto il Novecento con l'”Arte-Evento” in veste di Performance, Happening, Installazioni, Concettual Art, Video-art ecc… cifra di nuove forme di comunicazione dell’arte e di ampie esigenze socio-culturali.

Ma, la Bacc Gallery esponendo opere di Arte Ceramica tiene conto anche del “manufatto artistico”, sembra un ossimoro e in antitesi con l’Arte Contemporanea,  al contrario; se torniamo a quel movimento rivoluzionario di fine Ottocento “Art and Craft” nato in Gran Bretagna da William Morris, si apre una fitta analisi sul significato dell’oggetto e la riforma delle arti applicate come reazione colta e politica di artisti e intellettuali.

L’artigianato dunque si eleva ad arte come espressione del lavoro dell’uomo, ma soprattutto come valore distinguibile dalla bassa qualità del prodotto industriale confuso, nel miscuglio, per stile.

E la BACC va… è il mio personale elogio per le scelte raffinate dei galleristi.

Il desiderio di relazionare pittorura, scultura, musica e poesia, scivola dalla materia e precipita in altra dimensione, diviene indi evocazione, metafora, trasfigurazione.

Tutto questo è connaturato nella BACC Gallery Ceramic Sculpture and Contemporary Art. 

Ad inaugurare l’apertura della BACC Gallery le opere di alcuni tra i più rappresentativi ceramisti contemporanei: Michele Cossiro; Alfredo Aguilera e Sophie Aguillera; Juan Carlos Albarran; Luigi Belli; Franco Ciuti; María De Andés; Massimo Luccioli; Sabine Pagliarulo; Paolo Porelli; Nuria Torres; Antonio Taschini.

Se da una parte correre lungo la linea del tempo sembra essere il leitmotiv filosofico della BACC, capace d’innestare il contemporaneo linguaggio artistico nell’antico senza conflitto e con sapiente leggiadria; anche Palazzo Sturbinetti Lugari – sede della Galleria – fa la sua parte.

Durante gli scavi per la costruzione del piccolo ma prezioso palazzo sono stati rinvenuti oggetti archeologici d’identità romana.

Nel recente restauro degli interni, al piano terra, l’estetica assume a tratti carattere e sembianze in stile romano – nei colori e nelle decorazioni a grottesche delle vele di alcune volte a crociera di gusto raffaellesco -. Mentre ai piani superiori si abbandona il classicismo in virtù di un design più aderente e congeniale al contemporaneo modus operandi e procedendi della Galleria.

Cenni storici di Palazzo Sturbinetti Cassetta Lugari (Treccani)

L’antico palazzo appartenne all’avvocato della Sacra Rota e uomo politico Francesco Sturbinetti (Roma 28 aprile 1807 – Frascati 26 aprile 1865) il quale esercitò la sua professione con abnegazione.

Quando Pio IX concesse la guardia civica, lo Sturbinetti ebbe il grado di capitano (6 aprile 1847), e poco dopo, avvenute le altre riforme pontificie, fu nominato conservatore nel consiglio comunale.

Costituito il primo ministero laico (12 febbraio 1848), fu chiamato a dirigere il dicastero dei Lavori pubblici, poi quello di Grazia e giustizia. Ebbe gran parte nella preparazione dello statuto del 14 marzo e a lui fu commesso l’indirizzo al pontefice (3 maggio) per incarico del senato e del consiglio comunale, dopo l’allocuzione del 29 aprile, in seguito alla quale il ministero di cui faceva parte si era dimesso.

Eletto il 18 maggio al consiglio dei deputati, quando già cinque giorni prima Pio IX lo aveva chiamato al Consiglio di stato, ne fu vicepresidente (12 giugno), quindi (3 agosto) presidente; e nell’alta funzione diede prova di abilità e di energia, specialmente dopo che Pio IX abbandonò Roma.

Eletto deputato all’assemblea costituente, nella seduta del 9 febbraio 1849 votò per l’abolizione del potere temporale dei papi e per la repubblica. Il 26 febbraio fu promosso tenente colonnello della guardia nazionale, di cui assunse il comando generale il 4 aprile.

Nel frattempo (18 marzo), egli era nominato ministro dell’Istruzione. Membro del consiglio municipale e senatore della repubblica (27 aprile), durante l’assedio fu incaricato di rappresentare l’assemblea costituente presso l’Oudinot, insieme con C. Agostini e R. Audinot, e quando Roma fu occupata dai Francesi, F.

Sturbinetti rimase al suo posto fino al 13 luglio, adoprandosi a rendere meno gravose le condizioni della resa della città. Andato in esilio, visse a Ginevra, a Genova, a Firenze, finché gli fu concesso il ritorno (7 settembre 1857), ma gli fu imposto il soggiorno a Frascati.

Il Palazzo, dopo un lungo e accurato lavoro di restauro e ripristino è stato restituito all’antico fasto ottocentesco; si riscoprono gli spazi che furono di Sturbinetti e dei suoi nipoti cardinale Cassetta e cardinale Lugari e dei loro ospiti che frequentarono la residenza, da Luigi Canina a Giuseppe Lunati.

Leggi anche: Omar Galliani: dal DNA del disegno l’esegesi del contemporaneo

Mariaimma Gozzi
Mariaimma Gozzi

Mariaimma Gozzi è un critico d'arte di raffinato senso estetico. Elegante ed estroverso il linguaggio che la contraddistingue nell'indagine concentrata sul mondo dell'Arte Contemporanea. Eclettica e sensibile vive a stretto contatto con gli artisti nei loro studi in modo da conoscere sin dalla fase embrionale il processo creativo che risiede nell'opera d'arte. Autrice di numerosi articoli, testi critici e interviste a personaggi di spicco dell'arte, della cultura e della politica per la Rivisita d'Arte, Cultura e Scienza EQUIPèCO e per Il PROGRESSO. Inizialmente intraprende una carriera votata all’architettura, in cui determinate è la vicinanza allo zio - l' ingegnere Barnaba Gozzi - edificante modello di professionalità, già Cavaliere del Lavoro. La personalità ecclettica la conduce a viaggiare per lavoro e a frequentare l'ambiente culturale europeo del teatro, della letteratura, della musica e dell'arte sviluppando proprio verso quest'ultima una passione esclusiva. Preziosa è la formazione all’Accademia Belle Arti di Roma; allieva di docenti protagonisti dell’arte del ‘900: Maria Teresa Benedetti, Giovanna Dalla Chiesa, Armando Nobili, Francesco Cosentino. E più avanti nel tempo emerge irruente la passione in particolare per la Storia dell’Arte, approfondisce gli studi frequentando la facoltà di Storia dell’Arte all’Ateneo di Tor Vergata, conseguendo la Laurea Magistrale. Allieva di docenti protagonisti dell’arte del XXI sec.: Barbara Agosti, Maria Beltramini, Simonetta Prosperi Valenti, Franco Gallo; Attualmente vive a Roma, cura mostre per gallerie in Italia e all’Estero; È docente di Storia dell’Arte; Scrive per la Rivisita d'Arte, Cultura e Scienza EQUIPèCO di cui cura la rubrica delle interviste e per Il Magazine Il PROGRESSO. Formazione : Università Tor Vergata, Roma - Laurea Magistrale di Storia dell’Arte Accademia Belle Arti di Roma - Laurea di Scenografia Liceo Artistico - Roma Contatti : e-mail : gozzimariaimma@libero.it Sito Uff. : www.mariaimmagozzi.it

Nessun commento per ora.

Non è possibile commentare