Fusione FCA e Renault: il colosso franco-americano

Fiat Chrysler Automobiles e Renault

Fusione Fiat Chrysler Automobiles e Renault

Già cinque anni fa Sergio Marchionne ex ceo di Fca tentava una fusione con gli americani di General Motors. Oggi Fiat Chrysler Automobiles e Renault progettano una maxi fusione che darà vita  a uno dei giganti globali dell’auto.

Il fatturato sarà pari a 170 miliardi di euro e 8,7 milioni i veicoli prodotti all’anno. Il 27 maggio scorso Fca, con un comunicato diffuso prima dell’apertura delle Borse europee, ha annunciato di aver inviato alla Renault una lettera non vincolante con la proposta di una fusione 50/50.

Il Gruppo francese ha riferito che il suo consiglio d’amministrazione si è riunito per “esaminare con interesse la proposta amichevole” di fusione alla pari avanzata da Fca.

Secondo il presidente di Fca, John Elkann, “l’Italia avrà grandi benefici se questa opportunità andrà avanti. Abbiamo voluto agire con coraggio, come abbiamo fatto nel 2009 e abbiamo imparato da allora. Ho imparato che queste operazioni si possono fare, che sono benefiche“.

Fusione FCA e Renault:

Nessun impianto chiuderà

La fusione non prevede la chiusura di nessun impianto e la società risultante dalla fusione stessa sarà detenuta per il 50% dagli azionisti di Fca e per il 50% dagli azionisti di Groupe Renault. La società avrà una struttura di governance paritetica e una maggioranza di consiglieri indipendenti.

L’aggregazione verrebbe effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese e la società capogruppo sarà quotata sulla Borsa Italiana (Milano), Euronext (Parigi) e al New York Stock Exchange.

Fca e Groupe Renault condividerebbero al 50% i benefici derivanti dalla fusione. Se si considera il punto di vista geografico, e sulla scorta delle vendite globali di Fca e di Groupe Renault del 2018, la nuova società sarebbe la quarta nel Nord America, la seconda in Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) e la prima in America Latina.

Inoltre ha la potenzialità necessaria per accrescere la propria presenza nella regione Apac (Asia Pacifico).

Nissan e Mitsubischi

Nell’alleanza ci sarebbero anche Nissan e Mitsubischi. Da ciò deriverebbe la più grande alleanza OEM al mondo con una produzione di più di 15 milioni di veicoli annui. Dopo la negoziazione i cda di Fca e di Groupe Renault sottoporranno all’esame finale e all’approvazione gli accordi definitivi. Le Borse sembrano aver gradito il progetto di fusione.

L’opinione degli analisti

Secondo gli analisti questa operazione presenta più pro che contro. Equita parla di un’operazione “sicuramente accrescitiva, con buona integrazione geografica e di prodotto (limitate sovrapposizioni)” e sinergie “a prima vista superiori a quelle classiche“. Anche Banca Imi ha alzato il rating  a buy da hold.

“Buon deal”, commentano gli analisti di Mediobanca Securities. Porterà vantaggi per Fca in termini di vetture elettriche/ibride, mentre il gruppo francese trarrebbe vantaggio dall’ingresso nei brand premium, senza contare l’accesso alla rete distributiva di Fca in Nord America.

MB ritiene vi siano comunque alcuni ostacoli. Potrebbero verificarsi ostacoli dalla politica francese e una probabile  opposizione al deal da parte di Nissan, che ha il 15% in Renault e che potrebbe vedere la propria quota diluita in un “potenziale futuro scenario di merger” a tre.

Vedremo quale spazio troverà questa fusione in Italia, che oggi ha una produzione di automobili ridotta ed il cui potenziamento richiede azioni incisive.

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Maria Teresa De luca
Maria Teresa De luca

Avvocato cassazionista. Si occupa di diritto civile e, in particolare, di diritto bancario ed esecuzioni immobiliari. Svolge la funzione di Professionista delegato alle vendite immobiliari presso il Tribunale di Taranto. Autrice di volumi e contributi su riviste giuridiche e portali on line.

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