Minibot, il governo gioca a Monopoli con i nuovi titoli di Stato

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Minibot, il governo gioca  a Monopoli

Titolo di Stato e moneta di scambio insieme, i minibot sono un surrogato di buono ordinario del Tesoro. La sua particolarità? Non viene però assegnato in un’asta del Ministero dell’Economia, con un prezzo deciso dal mercato. Il minibot è un titolo infruttifero e privo di scadenza.

E mentre i titoli di Stato sono i dematerializzati, il minibot, nelle intenzioni dei suoi ideatori, è destinato alla circolazione cartacee.

Imita cromaticamente e nel formato le regolari banconote in euro

Ed è per questo motivo che gli operatori di mercato lo considerano come un passo verso l’uscita dell’Italia dall’euro.

Soprattutto dopo che una mozione approvata in maniera bipartisan dalla Camera  li ha considerati come un mezzo  per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione, scatenando il panico sui mercati.

A differenza dei Bot, che hanno un valore minimo di 1.000 euro (e che hanno a che fare anche con creditori più grandi), questi avrebbero dei tagli molto più ridotti, tra i 5, 10, 20, 50 e 100 euro.

Moneta parella

Sia la Banca d’Italia che la Bce, hanno messo in evidenza i rischi della creazione di una ‘moneta parallela’. Lapidaria la dichiarazione del presidente Mario Draghi: “i minibot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale“.

Questa impostazione viene condivisa anche da Confindustria che li ha assimilati “ai soldi del Monopoli”. Secondo il leghista Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, loro sostenitore da anni, “non sono una moneta” e “sono debito“.

Sono nuovi debiti?

Ma i minibot non li considera nuovi debiti, “perché  derivano da debiti già esistenti che lo Stato ha verso i fornitori e i cittadini”.

Secondo Borghi i minibot daranno unaspinta alla domanda interna” ed “essendo cartacei non possono essere spesi in giro per il mondo o su Amazon, ma saranno impiegati per l’acquisto nel commercio al dettaglio: negozi, bar, ristoranti“.

I minibot verrebbero assegnati senza formalità e volontariamente a tutti i creditori dello Stato in qualsiasi forma.

I minibot sono una favola

Tommaso Monacelli, docente della Bocconi in un articolo su  La Voce li definisce “una favola“. L’economista  spiega che se sono emessi “per pagare le tasse”, “sarebbero del tutto identici a un taglio delle imposte o, in modo equivalente, a un incremento di debito pubblico”.

Invece, se vengono  “utilizzati per i crediti con la Pa, sarebbero del tutto inutili”. “Lo Stato starebbe scambiando una passività (i pagamenti dovuti), con un’altra passività (i buoni del tesoro emessi per finanziarsi).

Minibot, parere negativo del Mef dal G 20 in Giappone

Lo stesso ministro dell’Economia Tria ha scartato questa soluzione perché provocherebbe un ulteriore aumento del debito. “Già dato parere negativo”, ha ribadito di recente il titolare del Mef dal Giappone.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini concordano un doppio attacco al ministro dell’Economia Giovanni Tria sul tema dei minibot. “Se lo strumento per pagare le imprese non è il minibot”, scrive Di Maio in un post,  il Mef ne trovi un altro”. 

E Salvini afferma:

Sullo strumento si può discutere, è una proposta, ma sul fatto che sia urgente pagare le decine di miliardi di euro di arretrati e di debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di imprese e famiglie deve essere chiaro a tutti, in primis al ministro dell’Economia. È una questione di giustizia“.

Ma la battuta più sarcastica è quella di Marco Gay, ex presidente dei giovani di Confindustria e imprenditore digitale.

Il parere di Conte

Il premier osserva che “è una iniziativa parlamentare che non ho ancora discusso con i promotori della Lega, ma da giurista mi sembra evidente che presenta diverse criticità

Usiamoli per pagare lo stipendio ai parlamentari

“I minibot? Li usino per pagare lo stipendio dei parlamentari. Gli imprenditori hanno bisogno di soldi veri, possibilmente euro”. E se le due anime del governo avevano trovato un accordo, ecco che si apre un nuovo fronte.

Ormai instradato lo sblocca cantieri questa volta motivo del contendere sono i minibot.

Non essendo però moneta reale, c’è da chiedersi in cosa si differenzierebbero dalle «banconote del monopoli»

Giancarlo Giorgetti

Assisteremo nei prossimi giorni all’evolversi della situazione.

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Maria Teresa De luca
Maria Teresa De luca

Avvocato cassazionista. Si occupa di diritto civile e, in particolare, di diritto bancario ed esecuzioni immobiliari. Svolge la funzione di Professionista delegato alle vendite immobiliari presso il Tribunale di Taranto. Autrice di volumi e contributi su riviste giuridiche e portali on line.

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