Nikita Golubev: quando la polvere è la protagonista della street art

Nikita Golubev

Nikita Golubev

L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.

Pablo Picasso

Nel mondo dell’arte contemporanea anche i rifiuti, la polvere e lo smog possono essere trasformati in capolavori e raggiungere quotazioni astronomiche.

E chi l’ha detto che per dipingere sono necessari tele, pennelli e colori?

Nell’odierno olimpo dell’arte, infatti, sempre più sensibile ai mutamenti culturali,  è stato sdoganato l’impiego dei materiali più disparati: polvere, spazzatura, smog  ed ancora tanti altri.

E Nikita Golubev, alias ProBoyNick, è salito alla ribalta delle cronache, diventando una vera e propria star mondiale, in un modo molto semplice.

Quale?

Quello di sfruttare l’inespresso potenziale della polvere e dello smog.

Nikita Golubev, illustratore e pittore di professione, esprime la sua arte disegnando con le dita sullo sporco accumulato sui veicoli parcheggiati in strada nella sua fredda Mosca.

I soggetti che raffigura cambiano ma ProBoyNick rappresenta soprattutto animali, dai coccodrilli alle scimmie, dagli squali alle civette, e non disdegna raffigurare ritratti e surfisti.

«Dirty Painting»

Questo è il nome che ha dato a questa nuova forma d’arte che ha una durata limitata nel tempo. La sua iniziativa ha incontrato il favore del pubblico. In poco tempo, infatti, il suo profilo Instagram (#proboynick) ha raggiunto il numero di circa 90mila followers.

L’artista, avvalendosi della sua intuizione semplice e geniale è riuscito non solo a catalizzare l’attenzione del web, ma anche quella dei media a livello internazionale. Tanti sono gli articoli e i servizi tv che sono stati dedicati al suo modo originale di fare arte.

«Anche lo sporco luccica quando brilla il sole»

Goethe

La sua “dirty art”, si basa su questo principio: disegnare “togliendo” anziché “aggiungendo”.

Nikita Golubev in questo modo crea disegni in negativo, partendo dall’accumulo di sporco e polvere.

In verità, la sua idea di sfruttare la polvere per creare un’opera d’arte richiama alla mente l’iniziativa di William Kentridge a Roma, ovvero i Triumphs and Laments.

Il monumentale fregio realizzato da William Kentridge sugli argini del Tevere appare come una colonna coclide srotolata.

Le 80 immagini che si susseguono rammentano le scene incise sulla colonna Traiana. Non seguono una successione temporale né linearità di racconto, ma si tratta di simboli, archetipi e avvenimenti liberamente rivisitati dall’artista sudafricano per raccontare la storia di Roma a modo suo.

In questo ultimo caso l’opera è stata creata attraverso la rimozione della pellicola biologica depositata sulla pietra, che lentamente si riformerà fino a cancellare ogni segno, ogni traccia del grande lavoro.

Naturalmente le esperienze dei due artisti sono molto distanti tra loro, ma fondamentalmente l’idea di base è la stessa.

Opere d’arte temporanee

Anche quelle di ProBoyNick sono opere temporanee. L’artista non usa nessuna vernice, nessun materiale chimico, solo polvere e smog che vengono poi spazzati via da vento e pioggia.

Si tratta quindi di fragilissime opere d’arte dalla sconvolgente bellezza.

ProBoyNick ha disegnato i suoi primi graffiti su auto e camion all’inizio di Aprile del 2017 e da allora sul suo profilo Instagram vengono regolarmente postati nuovi “dipinti”.

Golubev è convinto che la visione dei suoi lavori migliori l’umore dei passanti e dei proprietari dei veicoli che si sentono persino più invogliati a continuare a non lavare la macchina.

I proprietari dei mezzi abbelliti da Nikita Golubev reagiscono nella quasi totalità in modo positivo alla trasformazione della propria macchina.

Non è facile però il lavoro di Golubev. Lo sporco, infatti, richiede una grande precisione e non lascia margini di errore anche perché cancellando il superfluo, la polvere naturalmente non ricompare.

Golubev lavora a mano indossando dei guanti oppure, a volte, utilizzando pennelli da imbianchino per tracciare i dettagli più fini.

Quanto tempo ci vuole per realizzare una sua opera?

Mezz’ora circa.

Ciò che lo impegna di più è la ricerca di un veicolo con sporco “di qualità” e per Golubev gli sportelli posteriori dei furgoni rappresentano le tele migliori per dar vita alle sue opere.

Si incammina presto al mattino ProBoyNick alla ricerca delle sue tele. In questo modo può lavorare in tutta tranquillità approfittando del fatto che a quell’ora in strada non ci sono i proprietari delle macchine.

Ispirazione e istinto

Nikita Golubev non ha una formazione professionale e, pertanto, si affida all’ispirazione e al suo istinto.

Firma le sue opere con lo pseudonimo “proboynick”  e siccome la vita delle sue opere è alquanto breve, durando sino alla prossima pioggia o visita all’autolavaggio, la fama dell’autore viene alimentata dalle foto e dai video postati sui social network.

Una delle opere più amate di Nikita Golubev dal popolo di internet sono Le mani in preghiera. Per realizzare quest’opera l’artista si è ispirato al famoso disegno di Albrecht Dürer degli inzi del ‘500.

E più di cinquecento anni dopo, quest’opera la vediamo  riprodotta sul retro di un furgone cabinato russo.

Arte sostenibile

Grazie alla diffusione attraverso il web, le sue opere davvero uniche nel loro genere, circoscritte nel tempo e lo spazio, oltre ai famosi 15 minuti di gloria alla Andy Warhol, conquistano anche un posto nell’eterno presente rappresentato dal tempo fluido del terzo millennio.

Ed alla fine i 500 anni che separano ProBoyNick  da Dürer rappresentano solo un attimo effimero che viene fissato temporaneamente nella polvere e nello smog del traffico caotico delle nostre città. 
Ammiriamo, quindi, le sue opere e i simboli e i significati che rappresentano, nelle gallerie d’arte sotto il cielo.

Non sarà difficile   vedere uno squalo sulla fiancata di un’automobile di grossa cilindrata o gli occhi di un rapace sul retro di un furgone.

Quella di Nikita Golubev è un’arte assolutamente sostenibile, perché lo sporco viene riutilizzato in maniera artistica al posto di colori.

Grazie a Golubev la polvere, non più quella delle città desolate descritte da John Fante nel suo più celebre romanzo, diventa un mezzo per esprimere il proprio potenziale creativo.

Chiedi alla polvere …anzi, ringrazia la polvere ProBoyNick.

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Maria Teresa De luca
Maria Teresa De luca

Avvocato cassazionista. Si occupa di diritto civile e, in particolare, di diritto bancario ed esecuzioni immobiliari. Svolge la funzione di Professionista delegato alle vendite immobiliari presso il Tribunale di Taranto. Autrice di volumi e contributi su riviste giuridiche e portali on line.

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