Cinema

Pulp Fiction | Tarantino diventa cult

Si tratta del secondo film del noto regista statunitense e ha subito conquistato critica e pubblico

Il 21 maggio 1994 Pulp Fiction di Quentin Tarantino ha ricevuto la Palma d’Oro al Festival di Cannes. La pellicola, diventata presto un cult, è interpretata da Tim Roth, Uma Thurman, Bruce Willis, John Travolta e Samuel L. Jackson. L’intero cast ha fatto vedere subito al grande pubblico il proprio talento. Samuel L. Jackson, infatti, ha ricevuto la nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista. La stessa sorte è capitata a Uma Thurman, con la candidatura come miglior attrice non protagonista.

E a John Travolta, nominato nella categoria di miglior attore protagonista. I riconoscimenti a Pulp Fiction, inoltre, non sono finiti qui. Ha conquistato, infatti, anche la candidatura come miglior montaggio a Sally Menke, come miglior sceneggiatura originale di Roger Avary e Quentin Tarantino. E ancora, nomination per il miglior film a Lawrence Bendere e per la miglior regia a Tarantino. L’opera narra la storia di una coppia di amanti e rapinatori, Yolanda (Coniglietta) e Ringo (Zucchino) che, dentro un locale, stanno progettando un colpo.

I due delinquenti stanno effettuando la rapina; nello stesso tempo, Jules Winnfield e Vincent Vega (Vince) raggiungono un palazzo popolare. Devono ritirare una valigetta di Marsellus Wallace, il loro capo, portata via da alcuni ragazzi. Nell’appartamento in cui entrano, Jules recita un passo della Bibbia, diventato famosissimo:

Ezechiele 25.17. ‘Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. La mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta. E furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te’.

Tarantino non si pone nessun problema a rappresentare la violenza

Questa citazione, però, non proviene proprio dalla Bibbia. Al capitolo 25, versetto 17 del libro di Ezechiele (Antico Testamento), le parole, infatti, sono differenti. ‘Eseguirò su di loro grandi vendette, li riprenderò con furore. Essi conosceranno che io sono il Signore. Quando avrò fatto loro sentire la mia vendetta.’ Il monologo in ‘Pulp Fiction‘ non è da imputare al profeta Ezechiele. Perché Tarantino, amando le citazioni postmoderne, ha voluto fare un omaggio a Karate Kiba. Un B-movie di arti marziali del 1976, in cui era presente questo testo della Bibbia. Il protagonista è Sonny Chiba, la star giapponese.

La storia della pellicola continua con una struttura particolare. Quattro racconti di violenza si mescolano in modo circolare; finisce ritornando all’inizio della narrazione. Lo spettatore segue la rapina nella tavola calda e la riconquista della valigetta. Inoltre, Jules e Vince, colti dalla fame, entrano proprio nel dinner della rapina. Un sicario porta a ballare la moglie del capo MarsellusMia. Quest’ultima va in overdose, perché viene scambiata l’eroina per cocaina. Alla fine, Butch, il pugile, riesce a vincere un incontro che era costretto a perdere e scappa con tutto il denaro.

In Pulp Fiction, Tarantino ha mischiato dialettica, humour nero e ironia. Ha unito momenti tragici e momenti grotteschi. Rappresenta con originalità tutte le caratteristiche dei personaggi. Anche se significa approfondire la forza del male. Nel film, inoltre, sono presenti citazioni appartenenti alla cultura pop. L’universo che Tarantino ama da quando era molto giovane. Non esistono, inoltre, nella pellicola, le autorità capaci di controllare le gesta dei personaggi. È Wallace che comanda su tutti e sulla storia. 

La pellicola ha il pregio di raccontare personaggi particolari, interpretati da attori di altissimo livello

Tarantino ha dichiarato che si è ispirato ai grandi cineasti come Jean-Luc Godard, Don Siegel e Alfred Hitchcock. Per il regista, Pulp Fiction ha avuto questo grande successo, perché è stato capace di sorprendere il pubblico. Tarantino, poi, si era scelto il personaggio di Jimmie Dimmick. Dando, così, gli altri ruoli agli attori professionisti seguendo un metodo particolare. Se ne Le Iene Steve Buscemi interpretava Mr. Pink, un uomo che odiava le mance, qui veste i panni di il cameriere, Buddy Holly.

Tim Roth, per esempio, ne Le Iene, personificava un poliziotto infiltrato; qui interpreta un rapinatore. Si ribaltano, così, i principi dei vecchi personaggi. Prima, doveva essere Michael Madsen a interpretare Vincent Vega. Poi, è arrivato John Travolta. Per il personaggio di Zucchino, erano il lizza Dave Gahan, Christian Slater e Johnny Depp. Per quanto riguarda, Pam Grier, una delle attrici che più apprezza Tarantino, avrebbe dovuto interpretare la moglie di Lance, Jody.

Il regista, inoltre, ha riscritto il ruolo di Jules per Samuel L. Jackson. All’inizio, c’erano dei dubbi su quale attore doveva interpretare Butch Coolidge. Tarantino doveva scegliere tra Bruce Willis, Michey Rourke, Matt Dillon e Sylvestrer Stallone. Alla fine, ha scelto Willis; nel copione originale, però, Butch era un pugile di vent’anni. Così, per far combaciare il racconto al fisico dell’attore, il personaggio è diventato un pugile nel tramonto della propria carriera. Per il personaggio di Mia Wallace, infine, Uma Thurman si trovava in lizza con altre colleghe.

La colonna sonora è formata da brani famosi degli anni ’70

Erano Halle Berry, Isabella Rossellini, Joan Cusack, Meg Ryan e Michelle Pfeiffer. Per quanto riguarda la famosa colonna sonora, è formata da canzoni di genere differente. Si passa dalla musica blues, al funk; dal rock alla musica surf. È l’occasione giusta per riscoprire Al Green, Dick Dale e Kool & the Gang. L’insieme delle canzoni sottolineano il mood del film. You Never Can Tell di Chuck Berry e Let’s Stay Together di Al Green rappresentano degli esempi.

Tarantino ha steso lo stesso metodo della cronologia frammentata anche a Pulp Fiction, dici Le Iene. Il cineasta ha voluto introdurre nel copione allusioni al cinema d’exploitation degli anni Settanta e Ottanta. Tarantino, ancora, tempo fa aveva fatto un viaggio ad Amsterdam. Lì ha scritto i primi dialoghi iniziali tra Vincent e Jules. La sua ispirazione è stata la cultura olandese. Ecco perché i due personaggi nella pellicola discutono di alcune caratteristiche della città.

Riguardo a Pulp Fiction, ci sono state anche delle critiche negative. La pellicola, infatti, è stata considerata problematica, per le accuse di razzismo e le sequenze violente. Alcuni esempi sono l’esecuzione di chi aveva rubato la valigetta di Marsellus, Butch che investe Marsellus, Vincent che spara a Marvin e lo stupro al negozio di pegni. Conoscendo il cinema di Tarantino, lo spettatore non si poteva aspettare un’opera moderata e garbata. Pulp Fiction, quindi, si può considerare come uno dei migliori film della storia del cinema, un vero e proprio cult.

Leggi anche: Sirene | Film pieno di vita e verità

cinemacultEzechielefestival di cannesfilmHollywoodle ienepulp fictionQuentin tarantinoviolenza
Commenti ( 2 )
Commenta