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Spencer: recensione sul nuovo film che ha come protagonista Lady Diana

Dopo Neruda e Jackie, il regista cileno Pablo Larraìn sceglie di raccontare in un film uno dei periodi più significativi di un altro personaggio storico: Lady Diana

Spencer è il film del 2021 diretto da Pablo Larraìn e scritto da Steven Knight. La pellicola, prima di uscire nelle sale, è stata presentata alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. E ora è una delle opere più viste su Netflix. Il lungometraggio è un racconto immaginario del periodo in cui Lady Diana decide di divorziare dal Principe Carlo. La pellicola inizia nella Vigilia di Natale del 1991. Diana deve raggiungere Sandringham House, una delle residenze della famiglia Windsor, con la quale ha sempre di più un rapporto difficile.

Questa cosa si nota subito, perché quando la Principessa arriva al castello si lamenta del freddo. E del fatto che più di una volta ha chiesto che vengano accesi i termosifoni. Questa residenza, infatti, sembra un vero e proprio luogo horror, pieno di fantasmi. Questo castello sembra proprio una gabbia dorata per Diana. Le tende della propria camera, infatti, devono stare chiuse, perché i paparazzi potrebbero spiarla. La Principessa, però, soffre perché ha bisogno della luce del sole. Sarà difficile per lei trascorrere tre giorni con la famiglia del marito Carlo.

Spencer è una fiaba tratta da una tragedia vera

Gli unici momenti belli sono quelli trascorsi con i figli William ed Henry. Il copione scritto da Steven Knight è molto particolare. Perché funzionano solo le parti in cui Diana è protagonista. Quelle in cui si vede la famiglia reale abbassano la tensione e lo spettatore si accorge del ritmo calante. Sarebbe stato meglio non far vedere i familiari di Carlo, proprio come succede all’inizio del film. Dovevano essere degli spettri, che la spiano in silenzio e la fanno sentire sempre più inadeguata. E poi c’è la collana di perle che il marito ha regalato a lei e alla sua amante Camilla Parker-Bowles.

È anche questo oggetto a non farla respirare, a farle pensare costantemente che questo matrimonio non si sarebbe mai dovuto fare. Perché questa donna è stata presente nella loro storia e lo sarà per sempre. Diana trova qualche minuto di pace solo quando, di notte, di nascosto dai reali, entra nella propria casa. Sta per crollare, ma quelle vecchie mura le fanno venire in mente ricordi in cui era felice da ragazzina. Molto significative e bellissime le parti del film Spencer in cui la Principessa si paragona ad Anna Bolena. Una delle caratteristiche migliori della pellicola è la macchina da presa del regista Larraìn che segue senza sosta Diana.

In Spencer “c’è solo un tempo, il passato e il presente sono la stessa cosa e il futuro non esiste”

Facendo vedere al pubblico quanto stia soffrendo, quanto si senta soffocare in quel luogo e in quel matrimonio privo d’amore. Non mancano, infatti, le sequenze in cui sono presenti i suoi problemi di anoressia e bulimia, perché costretta ad apparire come non è veramente. Doveva anche sottostare a questo rito secondo cui chiunque entrasse al castello doveva essere pesato. Una volta appena arrivati e una volta prima di partire. Bisognava ingrassare di almeno un chilo e mezzo in tre giorni per far vedere che si è stati bene. E Lady D, in quel periodo, pesava 38 chili.

Molto brava Kristen Stewart, ha centrato in pieno il dolore, l’angoscia e l’inadeguatezza della Principessa Diana. Molto espressiva, a suo agio nei panni di questa donna che si trova in una situazione pesante. Una donna che sta per prendere una delle decisioni più importanti delle propria vita. Un’altra decisione che le cambierà l’esistenza per sempre. La colonna sonora di Spencer è stata composta da Jonny Greenwood. Il pianoforte e i violini si uniscono per creare synth e jazz. Di certo è straordinaria, ma, molto spesso è esagerata, invasiva, come se volesse togliere importanza alla scena, invece di accompagnarla.

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