Quentin Tarantino | RomaFF

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Il regista amato dagli appassionati di pulp è stato a Roma per parlare di cinema

Quentin Tarantino alla 16esima edizione della Festa del Cinema di Roma è stato protagonista di un Incontro Ravvicinato con il pubblico. È salito sul palco allegro e con una gran voglia di chiacchierare di cinema. Il regista, infatti, è stato bravissimo a creare intrattenimento attraverso ogni sua affermazione. Non solo, ha anche inondato di amore per il cinema ogni suo gesto e ogni sua espressione. Il direttore artistico della Festa del Cinema di Roma, Antonio Monda, ha moderato l’incontro con Quentin Tarantino facendo vedere sette scene tratte dai suoi film.

Il cineasta, riferendosi al ballo di John Travolta e Uma Thurman in Pulp Fiction ha detto: “La coreografia principale l’ha creata John. Per Uma, però, l’ho fatto io. L’idea che fosse un twist per perfetta, peraltro Travolta aveva vinto una gara di twist a 12 anni. Fu lui, però, a dirmi che ballare solo quello era noioso, dovevamo integrare la scena con altre mosse divertenti. Così è stato: John decideva le mosse e io davo un segnale quando queste dovevamo cambiare”. Tarantino ha confermato che il suo film preferito è Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone.

Ha detto anche che ha nominato i primissimi piani “Sergio”. Il regista ha aggiunto che ha amato subito da ragazzino il cinema italiano di genere degli anni ’60 e ’70. Infatti, ha detto: “Gli italiani di genere avevano una marcia in più degli americani. I loro film hanno un sapore operistico, sono grandiosi in ogni aspetto, vuoi si tratti di musica, di sangue, di passioni e di perversioni”. Tarantino ha anche annunciato che vorrebbe tanto girare una sua pellicola a Roma. “Mi piacerebbe da pazzi e anche a mia moglie.

Tarantino ha espresso la propria voglia di girare un film a Cinecittà

Devo solo trovare la storia giusta. Sarebbe una benedizione, specialmente girare a Cinecittà. Non sarebbe il prossimo film, infatti, per ora, è solo un’idea. Questa cosa, però, da girare in Italia potrebbe essere nello stile dello spaghetti western, con tutti i personaggi che parlano lingue diverse”. Il cineasta, inoltre, ha ricordato anche la collaborazione con Ennio Morricone in occasione della colonna sonora per The Eightful Eight. Ha dichiarato che “era un sogno lavorare con Ennio. Il mio compositore preferito, non solo di cinema, preferito in assoluto.

Gliel’avevo chiesto da anni se potevamo lavorare insieme, facendo The Eightful Eight, infatti, ho capito che volevo una colonna musicale originale. Se me l’avesse negata, non l’avrei fatta scrivere da nessun altro. Lavorare con un vero gigante, un gigante autentico.” Quentin Tarantino ha anche parlato un po’ della sua esperienza come scrittore di un libro. Si tratta del testo C’era una volta a Hollywood, tratto dall’omonimo film da lui scritto e diretto. “Alla fine ne ho fatto uno anche io, perché volevo che i miei personaggi continuassero a vivere.

Del resto, quanto ho studiato per creare Rick Dalton (Leonardo Di Caprio) e il suo stunt-man Cliff (Brad Pitt)!” Il regista ha parlato anche della sua voglia di cambiare la storia. Proprio come ha fatto nell’ultimo film, che è una fiaba. E il concetto stesso di favola si trova già nel titolo, C’era una volta a Hollywood. Ha anche spiegato qual è il suo approccio alla scrittura cinematografica e alla scelta degli attori. “A volte scrivo un ruolo pensando a un attore in particolare, perché è facile in fondo.

Il regista di Kill Bill ha ricevuto il Premio alla Carriera

Poi, però, mi rendo conto che crearlo senza il volto di chi conosco già, mi offre più libertà. Così, ad esempio, è stato quando ho scritto il personaggio di Hans Landa per Bastardi senza gloria. Io non sapevo chi l’avrebbe interpretato, sapevo doveva parlare molte lingue e, quindi, è arrivato Christoph Waltz, l’uomo giusto, il poliglotta. Per Django Unchained, invece, ho l’inverso in riferimento a Christoph che conoscevo già, ovvero, l’ho scritto proprio per lui il dr Schultz. E ha funzionato perfettamente, perché, ormai, conoscevo il suo valore.

Quindi, in realtà, vanno bene entrambi i metodi.” Il cineasta ha confessato una cosa riguardo al suo inizio nel mondo del cinema. Si sa che la sua carriera è cominciata facendo l’attore: “inizialmente ho fatto la scuola di recitazione. Poi, però, mi sono accorto che amavo troppo il cinema da farsi che non da recitarsi. E poi sapevo molto di più di film rispetto ai miei compagni. Ho anche inventato mie comparsate in film di Godard e Romero solo per fare curriculum. Poi, però, ho detto a me stesso: la prossima volta che reciterò veramente, sarà solo in un film girato da me”.

L’incontro con il pubblico alla Festa del Cinema di Roma è concluso con la salita sul palco da parte di Dario Argento che ha premiato il collega con Lifetime Achievement Award esclamando “Viva Quentin Tarantino!” Il regista de “Le Iene” ha ricevuto anche dei video pieni di complimenti e affetto da parte di tre suoi attori: Christoph Waltz, John Travolta e Samuel L. Jackson

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Renata Candioto

Roma

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro. Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina. È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni. La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

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