The Mandalorian | L’essenza di Star Wars

La prima stagione di The Mandalorian

I fan di Star Wars aspettano ogni settimana sul canale Disney Plus un nuovo episodio della seconda stagione di The Mandalorian, la serie tv di Jon Favreau prodotta da Lucasfilm.

L’ultima trilogia di film non ha convinto gli appassionati del noto universo fantascientifico, che sembra sopravvivere meccanicamente attraverso i vecchi personaggi, senza riuscire a offrire qualcosa di davvero inedito. 

Al contrario, The Mandalorian ha entusiasmato immediatamente il pubblico proprio grazie alla coerenza che ha saputo adottare rispetto al mondo di Star Wars, centrando l’obiettivo grazie a una story-line del tutto nuova e lontana dalle tradizionali vicende di Jedi e Sith. La serie, infatti, presenta tutti gli aspetti neo-western che caratterizzano i mondi di Guerre stellari, in un mélange perfettamente riuscito tra il genere fantasy e gli spaghetti western in stile Sergio Leone.

La trama

Mando (Pedro Pascal), mandaloriano senza volto, è un cacciatore di taglie che vive nel periodo del ritorno alla Repubblica, quando ancora le forze filoimperiali dettano ancora legge nei pianeti più remoti della Galassia. Il pistolero silenzioso entra in contatto con un cucciolo della stessa misteriosa specie di Yoda, che i fan hanno da subito soprannominato Baby-Yoda.

Le esistenze dei due protagonisti, apparentemente tanto diversi l’uno dall’altro, si intrecciano inevitabilmente. Sin dai primi episodi, lo spettatore comprende come le avventure di Mando e Baby-Yoda siano destinate a cambiare la grande storia della Galassia. Il cucciolo è dotato di una Forza straordinaria, che attira l’interesse di persone crudeli e desiderose di salvare quel poco che è rimasto dell’Impero.

Tra questi, il vero nemico da affrontare è il temibile Moff Gideon, interpretato da Giancarlo Esposito, attore che in Breaking Bad prestava il volto a uno dei villains più riusciti nella storia della televisione: Gus Fring. 

Una storia avvincente

La scrittura essenziale e la narrazione limpida convincono i fan, che finalmente possono godere di una serie capace di intrattenere con brillanti scene di combattimento che non tralasciano l’ambientazione tipica di Star Wars.

La parte centrale, in particolare gli episodi cinque e sei, sono sicuramente i più deboli nella struttura del racconto. Infatti, la story-line viene momentaneamente bloccata allo scopo di seguire alcune vicende e personaggi secondari. Non a caso, la critica ha paragonato The Mandalorian a un videogioco ricco di imprese minori, tutte da superare per arrivare al grande scontro finale.

La battaglia epica contro Moff Guideon ripaga sicuramente dell’attesa. Qui, anche grazie alla bravura del regista Taika Waititi (Jojo Rabbit), molte questioni aperte vengono finalmente chiarite.

Non tutte però: tra le mani del nemico si scorge la Darksaber, mitica spada laser nera dei mandaloriani, che gli appassionati di Rebels conoscono molto bene. In effetti, la serie animata Star Wars Rebels vede come regista il geniale Dave Filoni, il cui contributo a The Mandalorian è da considerare fondamentale per il successo raggiunto.

Tematiche affascinanti

The Mandalorian si caratterizza per la mancanza di dialoghi. Il cucciolo Yoda non parla a causa della sua giovane età, mentre Mando possiede un carattere particolarmente schivo. In questo silenzio, sono molte le tematiche che fanno breccia nel cuore dello spettatore: il viaggio tra mondi come metafora del viaggio dentro se stessi, la ricerca delle proprie radici e la lotta tra bene e male. Tutti concetti, questi, che appartengono di fatto alla narrazione tradizionale di Guerre stellari. 

Finalmente, gli anni tra Il ritorno dello Jedi e Il risveglio della forza vengono raccontati nel dettaglio, facendo luce su un periodo affascinante e controverso.  I sostenitori della Repubblica troveranno diversi spunti di riflessione da considerare con attenzione.

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Sara Signorini

Classe 1994, si è laureata in Filologia Moderna presso l'Università degli studi di Padova e oggi si aggira tra letteratura e giornalismo alla ricerca di idee e percorsi creativi. Scrive di cinema, che considera non solo una grande passione, ma anche un metodo infallibile per osservare la società attuale con spirito critico e ironia.

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