Fintech | Tecnologia applicata alla finanza

Fintech

Negli ultimi anni l’avvento della tecnologia ha introdotto profondi cambiamenti nel settore finanziario, modificando le abitudini dei consumatori. Le competenze digitali di startup che operano nel settore in cui predominano le banche, oggi hanno reso possibile il pagamento di una baguette tramite uno smartphone.

Fintech” o “TecnoFinanza” è l’unione di due parole “finance” and “technology” con la quale si vuol sintetizzare una qualunque innovazione di carattere tecnologico utilizzata in ambito strettamente finanziario.

Nel recente passato gli istituti di credito si sono trovati a dover fronteggiare importanti sfide. L’indebolimento del contesto macroeconomico ed il conseguente impatto sulla qualità del credito hanno risvolti politico-strategici, di riorganizzazione dei competitor e delle normali operations. Per cui, la comunicazione fra le fintech e i grandi player bancari è sempre più necessaria.

Vi è una vera e propria invasione nel mondo banking e insurance di start up e companies digitali. Le implicazioni economiche e legislative hanno obbligato gli organi di controllo internazionali, europei e nazionali a riordinarne l’assetto giuridico alla base dell’attuale settore.

Trend negli ultimi anni

Per KPMG il settore fintech ha catalizzato 115 miliardi di euro di investimenti nel solo 2019 con 2.693 operazioni di private equity, M&A e venture capital.

La crescità del settore finanziario è considerevole. Ad oggi si contano oltre 5 mila aziende in tutto il mondo che registrano un fatturato di oltre 10 milardi di euro.

Fra le più importanti innovazioni introdotte dalle fintech vi sono nuove tecnologie per la gestione di pagamento di denaro, di lending, di trading e di customer portfolio optimazition. Si possono  pagare  piccolissime somme con lo smarphone e senza ricorrere ai classici bonifici, l’accesso al credito è burocraticamente più snello e con un coverage più ampio. Le attività di trading e la gestione di incassi e pagamenti sono automatizzati, spesso coadiuvate da boot artificiali che ne supportano l’operatività.

Alcuni esempi di fintech

In un mercato digitale in cui 1 persona su 3 acquista online, l’introduzione di soluzioni smart da parte degli istituti finanziari o di fintech con la quale facilitare i pagamenti o gli incassi ha subito una forte accelerazione.

Come abbiamo già anticipato, l’industria si occupa in generale di infrastrutture tecnologiche di intermediazione finanziaria, di investimento, di ritiro o di prestito di denaro. Fra gli esempi più noti abbiamo tecnologie di Crowfounding, pagamenti tramite smartphone, piattaforme di moneytrasfer con canalizzazione diversa da quella bancaria.

Satispay

Nel 2013 nasce Satispay, fintech che gestisce l’omonimo servizio di trasferimento di denaro fra numeri registrati in rubrica attraverso il solo uso di internet. Si possono scambiare somme fra amici, pagare in negozi convenzionati, pagare bollette, bollettini auto, creare un piccolo salvadanaio ed utilizzare il cashback.

Quest’ultima si tratta di una proposta commerciale che prevede la restituzione di una % pre stabilita della somma pagata. Proposta recentemente ripresa nel cosidetto piano Cashless del governo italiano per incentivare l’utilizzo dei pagamenti in digitale.

Fra i benefici per le imprese, vi è il miglioramento del portafoglio clienti per la gestione degli incassi. Infatti esistono fintech che gestiscono piattaforme che mettono in contatto Cliente e fornitore. Gestiscono l’incasso e i pagamenti dei crediti e dei debiti commerciali garantendo sicurezza, affidabilità e accuratezza della transazione.

Una sorta di Win – Win tra banche e aziende. I primi, beneficiano di prodotti ad alto valore aggiunto monitorandone il rischio, e i secondi, ottimizzano il ciclo finanziario e snelliscono l’amministrazione.

Soluzioni alternative per le banche

Il consolidamento fra banche e fintech finanziare è un trend inevitabile. In uno scenario economico in cui i margini del lending sono ridotti per via della diminuzione dei tassi, la tecnologia può aiutare la banca ad aumentare i magini da servizi.

Ad esempio, se si volesse offrire un nuovo servizio, come l’anticipo fatture, una banca potrebbe:

  • Gestire l’operazione con una società di Factor però affrontando la tematica della selezione avversa dei rischi;
  • Potrebbe internamente sviluppare tecnologie innovative. Deve sostenerne costi, sviluppo e rischi legati al malfunzionamento. Oltre al fatto che renderebbe la struttura bancaria meno flessibile;
  • Potrebbe rivolgersi ad una fintech. Infatti potrebbe concederle il parco clienti, il knowladge finanziario, e usufruire poi del valore aggiunto senza dover sostenere costi di sviluppo ma riconoscendo esculsivamente una fee.

Per concludere, la crescita esponenziale delle fintech, emblema di un connubio fra tecnologia e finanza ormai consolidato, fanno presagire un futuro in cui il digitale sarà l’oggetto di scambio per l’acquisto di beni e di servizi, accantonando definitivamente l’uso del contante.

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Giampiero D'Arconso

Giampiero è nato a Noci, in provincia di Bari. Trasferitosi a Torino è diventato dottore magistrale in Ingegneria Gestionale al Politecnico. Attualmente Relationship Manager in una multinazionale del settore bancario. Appassionato al tema dell'innovazione. Fra i suoi interessi la fotografia, il calcio ed il food.

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