Casa Trullo in Colombia | Esempio di eco-sostenibilità

casa trullo in Colombia

Casa trullo

Potrebbe sembrare un tipico paesaggio della valle d’Itria, con i suoi trulli circondati da una rigogliosa campagna, invece parliamo di una “Casa trullo in Colombia” e siamo nel cuore della Cordigliera Orientale delle Ande, nell’altopiano di Cundinamarca, a 30 km da Bogotà.

Una abitazione stile trullo attira la mia e l’attenzione di molti. Con i trulli essa condivide la lontananza dal centro cittadino, l’aspetto estetico ed uno sguardo attento verso l’architettura eco-sostenibile.

La casa trullo si compone di una aggregazione di stanze per lo più dotate di pianta circolare e tetto conico, spesso concluso da un lucernario a sostituire la classica chiave di volta scolpita.

Pietre, chianche e chianchiarelle sono rimpiazzate da materiali naturali e/o riciclabili (terra e bottiglie di plastica fra tutti).


Tecniche costruttive che integrano la tradizionale earthern construction con le moderne richieste di sicurezza


Superadobe, ovvero lunghe sacche di materiali degradabili riempite di terra umida presa in situ, modellate in forma circolare e sovrapposte l’una all’altra con del filo spinato a fungere da malta e rinforzo.

Riciclaggio delle bottiglie in PET: bottiglie riempite di terra e mattoni, unite fra loro con della corda e compattate con del getto di terra semi-umida.

BTC: blocchi di terra compressa, stabilizzata attraverso l’uso di una pressa che lavora il composto in stampi, prendono il posto della più tradizionale muratura a secco.

A chiudere il quadro della sostenibilità, tetti giardino e pannelli solari a sovrastare le poche stanze con copertura piana.

A rendere questa complessa abitazione un gioiello di architettura non è il paesaggio mozzafiato che la fa da contorno ma le tecniche costruttive all’avanguardia nel campo dell’architettura bio-compatibile, la complessa pianta strutturata cosicché ogni stanza si immetta in un’altra creando una sorta di open space: il tutto fatto però non di grandi spazi aperti bensì di tanti spazi correlati l’un l’altro, non solo le ricercate finiture dell’interno (che creano un piacevole contrasto con l’aspetto rustico a tratti grezzo dell’esterno), bensì le modalità in cui essa è venuta alla luce.

Questa casa è il frutto di un lavoro di sperimentazione intrapreso dall’architetto Ana Maria Gutiérrez, proprietaria e fondatrice del centro di ricerca Organizmo.

Nessun carpentiere, muratore o professionista del settore ha contribuito alla sua costruzione, solo volontari con una grande voglia di apprendere le sopracitate tecniche costruttive.

Per la sua realizzazione ci sono voluti ben sei anni, ed il risultato finale è stato il frutto di un lavoro di aggiunte periodiche.

La pianta che oggi vediamo non è stata pensata sin dal principio ma è il risultato di molteplici workshops, e delle menti di tutti coloro che hanno contribuito alla sua costruzione. Questa casa dovrebbe essere presa ad esempio da molti dei leader del partito del cemento.

Leggi anche: Casa | Possibilità Espressiva o Trappola alla Moda?

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