Ernesto Cattaneo | L’intervista

Ernesto Cattaneo

Per Ernesto Cattaneo la scrittura è l’arma di difesa per la vita

Ernesto Cattaneo oltre a scrivere romanzi fantasy è un ingegnere meccanico, un cantante, chitarrista e autore di musica (non solo) hard/progressive-rock. Lettore accanito di diversi generi, ama sporcare i suoi lavori con eccessi Bukowskiani e citazioni di Bertrand Russell mentre, con un approccio hard-fantasy, descrive la magia con preciso rigore scientifico e la musica con adorante passione. I suoi riferimenti letterari fantasy sono G.R.R. Martin, P. Rothfuss e J. Abercrombie.


Ernesto Cattaneo lei parla di un mago che viene inviato per una missione delicata e porta con sé un guerriero, un bardo, e un ladro. Se fosse lei questo mago a quale missione vorrebbe partecipare e chi porterebbe con sé per vincerla?


Ne la ballata di Herman il bardo descrivo la magia a stregua di una scienza e i maghi come rigorosi ricercatori; dal momento che è proprio questo il mio mestiere primario, la domanda mi porta a immaginarmi impegnato a sfidare il temibile Balrog contro il quale combatto quotidianamente: i gas serra e il surriscaldamento globale. In mancanza di un’opportuna Durlindana, posso sfoderare il mio www.lifesugarproject.com, nel quale sono impegnato con molti valorosi ricercatori.

Caso vuole che ben due di loro siano stati fonte di ispirazione per altrettanti personaggi del romanzo. Quindi direi che la squadra è fatta, mi arrogo solo Greta Thunberg come mandante della missione, possiamo facilmente assimilarla a una principessa elfica norrena.      


All’inizio del libro ha disegnato la mappa del regno e dei luoghi limitrofi. Se dovesse disegnare una mappa in cui l’essere umano potesse vivere serenamente come sarebbe, dove porterebbe l’uomo, e da cosa sarebbe circondata?


Ritengo che niente come la cultura e la libertà di pensiero porti serenità sociale. Nel romanzo e nella mappa ho inserito l’Arcipelago del Trossoxi, che descrivo come una specie di Utopia dove lo studio è un’attività primaria, le diversità sono celebrate e le religioni sono accettate ma, di fatto, obsolete.

Nella parte opposta della mappa troviamo invece lo sconfinato impero Kana, dove il temibile despota Malakhis non garantisce certo ai suoi sudditi la pace e il buonumore che regnano nell’Arcipelago. Va da sé che preferirei vivere a Trossoxi.


Sono sempre stato dell’idea che non è lo scrittore che sceglie il genere letterario ma il genere letterario che sceglie lo scrittore. Ernesto Cattaneo perché crede che il fantasy l’abbia scelta per esprimere la sua creatività?


In primo luogo sono sedotto dall’ambientazione, con i suoi paesaggi boschivi, i suoi gruppi di avventurieri, le bestie mitologiche. Mi piace la libertà di espressione infinita che il genere consente, posso inventare qualsiasi cosa e tralasciare ogni concetto e tecnologia realmente esistente.

Questa è un’arma a doppio taglio, perché aumenta il rischio di introdurre incoerenze che, dal mio punto di vista, comprometterebbero il risultato dell’intero romanzo. Poi adoro l’epicità delle avventure fantasy, l’idea che uno sparuto e raffazzonato gruppo di girovaghi possa davvero capovolgere la disastrosa sorte di un reame.


Oltre ad essere un appassionato lettore e scrittore di fantasy, quali sono i suoi generi letterari preferiti?


A vent’anni leggevo soprattutto classici e filosofia, i miei preferiti erano Hesse, Marquez e Russell. Crescendo, mi sono spostato più verso thriller, con una buona struttura scientifica alle spalle, e azione; i miei autori preferiti sono Crichton, King, Deaver e Schätzing. Come si vede, tre su quattro degli autori che ho citato strizzano già l’occhio al mio passaggio verso fantascienza prima, romanzi storici e fantasy a seguire.

Fra gli autori di fantascienza adoro Herbert, Asimov e Simmons, fra gli storici Gillou e Wu Ming. Altri autori che esulano da questi generi ma che amo, sono Bukowski, Palahniuk, Roth, Poe e Kafka. Ultimamente, quando non leggo fantasy, mi dedico ai classici russi, che comunque spesso hanno importanti componenti fantasy.


Ernesto Cattaneo ho letto che è anche musicista. Ha mai pensato di scrivere la colonna sonora del suo libro? A quale cantante la farebbe interpretare? Non dica se stesso è troppo facile.


Il romanzo contiene i testi di diverse canzoni di Herman, ma non mi sono azzardato a musicarli perché Herman è decisamente più virtuoso di me. Servirebbe un’operazione simile alla resa cinematografica de “La leggenda del pianista sull’oceano”, dove era rappresentato un musicista che suonava da solo un pezzo realmente eseguito a quattro mani. Per rendere adeguatamente Herman, con la sua voce e il suo khitar, mi affiderei ad un trio:Robert Fripp, Tony Levin, Eddie Vedder.


Chi ritiene e perché il migliore scrittore di fantasy?


Il mio preferito è Patrick Rothfuss,dal quale sono abbastanza ossessionato. Di lui mi colpiscono in particolare lo stile di scrittura elegantissimo e l’orchestralità operistica dei romanzi, dove riesce a coccolare il lettore ripetendo variazioni su diversi temi, esaltando sia il viaggio che la permanenza e facendoci davvero vedere il mondo con gli occhi dei suoi personaggi. Più di tutto, amo il ritmo che riesce a creare.


Ernesto Cattaneo cos’è che le ha fatto capire che la scrittura è la sua forma d’arte?


Mi è sempre piaciuto scrivere, ma ho sempre scritto soprattutto canzoni, a parte qualche racconto e un romanzetto che non ho mai provato a pubblicare. Dai vent’anni ai trentacinque ho quasi sempre fatto parte di almeno un gruppo musicale, e ho sempre diretto la mia creatività in quella direzione.

Quando mia moglie è rimasta incinta la prima volta, e mi sono ritrovato per la prima volta senza una band, avevo appena concluso la trilogia “La prima legge” di Joe Abercrombie, mi sono detto che mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa anch’io, e ho subito cominciato. Me lo ricordo come fosse ieri: eravamo in uno splendido monolocale di pietra a Ios, in Grecia, e lei aveva un bel pancione.

Mi sono reso conto che sono più bravo a scrivere che a suonare, e non ho più smesso.


Le piacerebbe se un giorno il suo libro diventasse un film per il cinema? Ernesto Cattaneo lo farebbe interpretare ad attori italiani o stranieri?


Più che un film, mi piacerebbe diventasse una serie tv, perché preferisco qualcosa che duri di più e che abbia più contenuti. Oltretutto è davvero un momento d’oro per il fantasy in tv, a partire ovviamente dalle “Cronache del ghiaccio e del fuoco”, continuando con “Queste oscure materie” e “The Witcher”.

Non mi importa che possa essere realizzato in Italia o all’estero, mi importerebbe solo che la qualità del lavoro fosse alta. “La Casa di carta” e “Dark” hanno dimostrato che produzioni locali possono avere risonanza internazionale, se sono fatte veramente bene.


Ernesto Cattaneo che rapporto ha con la Signora scrittura nel quotidiano? Ritaglia uno spazio per la scrittura ogni giorno. Ci racconti un po’.


Scrivo per ore tutti i giorni, ma non sempre romanzi, poi, la sera, a periodi, sono concentratissimo sulla scrittura, in altri momenti vado più lento. Mi dà soddisfazione che, quando parto, vado come un treno, le parole mi escono dalle dita molto velocemente. Prima di iniziare a scrivere, mi impegno a creare un’inossidabile struttura sociale e a livello di trama, all’interno della quale collocare il romanzo.


Come difende il momento creativo dal frastuono del mondo esterno per far sì che la sua ispirazione non venga disturbata?


Per fortuna, non ho questo problema. Quando ho voglia di scrivere, ho una tale concentrazione che potrei trovarmi in un ring dell’MMA durante un combattimento, e mi accomoderei in uno degli otto angoli col cellulare o col portatile, a pigiare tasti tranquillamente. Magari sarei ispirato dall’ambiente e inscenerei uno scontro.


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Filippo Spatafora
Filippo Spatafora

Laurea triennale in lettere moderne, con tesi sull'Opera dei Pupi palermitana, in particolare sull'arte di Mimmo Cuticchio. Ho impostato la mia formazione professionale sull’editoria cartacea e digitale. Dalle bozze all'editing, dalla carta agli ebook.Scrivo interviste e articoli; compongo poesie, storie brevi e aforismi.

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