Motoseghe per potatura: il brevetto e il cambiamento negli anni

Motoseghe-per-potatura-il-progresso-magazine

Le motoseghe da potatura sono degli strumenti indispensabili per prendersi cura del verde. Come si intuisce dal nome, permettono di tagliare le siepi, di effettuare la pota di alberi, sia ornamentali che da frutto, e di recidere rami e arbusti resistenti. 

Le motoseghe sono degli attrezzi che richiedono, però, un po’ di esperienza per essere utilizzate ed è necessario prestare attenzione a come maneggiarle per lavorare in sicurezza e per effettuare dei tagli che non vadano a rovinare gli alberi.

Rispetto ai primi modelli, oggi le motoseghe professionali da potatura si sono evolute e sono diventate più pratiche e sicure da usare, tuttavia, secondo l’ordinamento italiano, è prevista la formazione obbligatoria per ottenere il brevetto per l’utilizzo di questo strumento.

Motoseghe potatura, nascita ed evoluzione nel tempo

Le motoseghe da potatura hanno apportato una rivoluzione nel mondo del giardinaggio e della cura delle piante. Infatti, hanno reso possibile eseguire tanti lavori riducendo la fatica dell’operatore.

La nascita e l’evoluzione della motosega è legata all’azienda Stihl, un’impresa familiare che è ancora oggi considerata un punto di riferimento in tutto il mondo e che si caratterizza anche per un approccio sempre orientato all’innovazione. Tuttavia, oggi sono molti i marchi specializzati nella progettazione di motoseghe da potatura.

La prima motosega è nata da un’invenzione di Andreas Stihl: era il 1926 e il modello realizzato in quel periodo era molto pesante, aveva un motore da 2,2 kw, ma richiedeva l’azione di due operatori ed era destinato a lavorare tronchi già abbattuti.  Solo qualche anno dopo, l’azienda realizzò le prime motoseghe con motore a scoppio, decisamente più performanti e indicate anche per l’abbattimento degli alberi.

Negli anni ’40, poi, Stihl brevetta la prima catena a doppio tagliente con dente di sgombero per motoseghe e pian piano vengono integrati anche sistemi di lubrificazione automatica e viene adottata la frizione centrifuga, che avvia la catena solo quando il motore sale di giri.

Mentre le motoseghe da potatura vengono realizzate negli anni successivi puntando sulla maggiore maneggevolezza, solo negli anni ’70 si arriva a progettare il blocco di sicurezza sul comando del gas, il paramano e il freno catena QuickStop.

Infatti, le motoseghe da potatura diventano sempre più potenti e performanti, ma è necessario pensare anche a proteggere la salute degli operatori e negli anni ’90 viene integrato anche l’avviamento ammortizzato, il tendicatena rapido e i tappi serbatoio apribili senza utilizzare attrezzi.

Oggi, le moderne motoseghe da potatura sono molto efficienti, più sicure e maneggevoli, ma bisogna comunque prestare attenzione ad alcune accortezze per evitare pericolosi infortuni.

Come utilizzare le motoseghe da potatura in sicurezza

La motosega da potatura deve essere utilizzata da chi ha esperienza e prestando sempre cautela. Poiché si tratta di un attrezzo abbastanza rumoroso è bene utilizzare una cuffia che protegge dal rumore oppure dei tappi per le orecchie. 

Anche se i manici della motosega sono realizzati per offrire una presa salda è bene utilizzare dei guanti protettivi, indossare scarpe antinfortunio e utilizzare una visiera di sicurezza per evitare che eventuali residui o altri elementi possano coprire il volto.

Poiché le motoseghe per potatura hanno un taglio molto potente, bisogna indossare dei pantaloni antistrappo che non si lacerano in caso di distrazione. Se si eseguono lavori in altezza, come ad esempio per potare rami sugli alberi, bisogna proteggere la testa con un casco. 

A livello normativo, poi, è obbligatorio acquisire un brevetto per l’utilizzo della motosega. Questo è stato stabilito dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 che va a specificare quali sono le attrezzature che richiedono l’abilitazione da parte degli operatori. Anche se non viene direttamente citata la motosega, l’articolo 71 (comma 7) del D.Lgs. 81/08 prevede attività d’informazione, formazione e addestramento adeguati all’utilizzo di attrezzi potenzialmente pericolosi, come la motosega.

Secondo l’articolo 73, è il datore di lavoro che deve provvedere a formare gli operatori che utilizzano questo tipo di attrezzatura. Quindi, anche se le motoseghe da potatura non sono citate in modo esplicito tra le attrezzature dell’Accordo Stato-Regioni, chi utilizza questi attrezzi deve seguire un corso di formazione specifico per ottenere il brevetto.

Leggi anche: Valutazione immobiliare: che cos’è e a che cosa serve

1 Comment

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Il Progresso Magazine Online Logo

 

Associazione culturale “THE PROGRESS 2.0”
Direzione-Redazione-Amministrazione
Via teatro Mercadante, 7
70022 Altamura (Ba)
mail: [email protected]

SEGUICI SU