Cosmesi green-friendly: tra trattamenti bizzarri e sostenibilità.

I social network, negli ultimi dieci anni, stanno svelando e promuovendo tendenze sempre più insolite in fatto di moda e trattamenti di bellezza; e sono proprio le star dello show-biz a svelare ciò che le rende belle, e, agli occhi dei più assennati, “ingenue” rispetto agli effetti di magici unguenti provenienti da tutto il mondo.

Tra le star che più stupiscono in tema di cosmesi ci sono: Demi Moore che, durante una puntata del David Letterman Show, si è sottoposta ad un trattamento con le sanguisughe; per Eva Longoria e Katie Holmes, invece, il comune rimedio è la Emk placenta cream; una crema che contiene proteine, vitamine e amminoacidi vegetali, in teoria simili a quelli contenuti nella placenta umana e che rigenererebbero i tessuti; Paris Hilton, allo stesso modo, si fa cospargere di vomito di balena; così come è molto noto il trattamento all’oro di Bar Refaeli.

Il fenomeno della cosmesi alternativa sta diventando mainstream, non solo per l’utilizzo di rimedi introvabili e costosissimi, bensì anche per i prodotti biologici ed ecocompatibili. Infatti, dinnanzi al costante bisogno di tornare al naturale e al genuino, le case farmaceutiche e di cosmesi hanno creato intere linee di prodotti green-friendly, non solo nel contenuto ma anche nel packaging. Quest’ultimo sta diventando sempre più essenziale e funzionale, costituito da materiale solidale con la natura.

Sull’atteggiamento degli italiani riguardo i prodotti eco-friendly, Eurisko ha intervistato 800 soggetti di età superiore ai 18 anni; chiedendo loro di esprimersi su alcuni aspetti generali e altri specifici. La maggioranza mostra una forte attenzione per l’ambiente e le ripercussioni dei propri acquisti; ma è tuttavia alta la percentuale (42%) di coloro che vedono nelle merci “green” dei beni dai costi troppo elevati.

Oggi giorno, in realtà, vi sono cosmetici biologici e naturali per ogni tipo di tasca.

L’unico rischio è rappresentato dall’etichetta “bio” o “green”; utilizzata, sovente, come appeal per il cliente ma senza alcun tipo di certificazione di ecosostenibilità da parte degli enti preposti. Per questo occorre leggere attentamente la confezione, per controllare gli ingredienti e la presenza di certificati da LAV, LEAL e PETA, affinché il prodotto sia cruelty-free.

La cosmesi ed il packaging ecosostenibili rappresentano, quindi, un’esigenza di rispetto verso il pianeta e la nostra salute più che una tendenza; appannaggio di pochi, come era sino a qualche anno fa.

 

Dalila Monachino
Dalila Monachino

Classe 92, laureata in Scienze dell'Informazione Editoriale Pubblica e Sociale curriculum Comunicazione d'Impresa, ha lavorato come esperta monitoraggio e analisi dati linguistici presso l'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Passioni collaterali: viaggi e animali.

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