Elisabetta Diamanti | La forza della leggerezza

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Elisabetta Diamanti
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“Io sono un incisore quindi scegliendo di essere un incisore utilizzo una tecnica che non è come la pittura dove il colore lo aggiungi sulla superficie, l’incisione va a scalfire sulla matrice, sul metallo e quindi c’è un gioco di forza, e poi il tutto si stampa sulla carta e la carta è qualcosa di effimero, è qualcosa di impalpabile, di fragile e mi restituisce in realtà l’anima, io restituisco l’anima”. Elisabetta Diamanti.

Nel segno inciso s’appresta il gesto istintuale, irruente, deciso, perentorio, foss’anche violento in cui l’inconscio affiora con la primitiva natura, scevro di sofismi, e annulla le distanze primigenie. Esso resiste nel tempo ed è l’unica possibilità filologica e antropologica di ri-costruire il nostro vissuto remoto. Mappando quel hic et nunc in equilibrio o bilico tra scienza e trascendenza.

Se la premessa squisitamente concettuale dell’incisore Elisabetta Diamanti è quella di porre il segno al centro della sua indagine esplorativa, nel ciclo evolutivo e analitico delle sue sperimentazioni, esso assurge ad energia/presenza in cui l’interiorità, il non visibile, il non materiale, l’alchimia si concretizza nel gesto che diviene altro: Arte!

L’artista di colta matrice accademica – allieva di uno tra i maggiori incisori italiani Guido Strazza – per le sue incisioni coglie l’ispirazione dalla Natura floreale e animale, e si lascia sedurre dalla bellezza di un attimo colto o irrimediabilmente smarrito per sempre. Nascono così i cicli: Semi, Piante, Bozzoli, Insetti. In natura esiste un tempo di gestazione, di incubazione, di attesa importante per dare alla vita; prima che il seme germogli si attendono mesi, anche anni.


La ricerca filosofica di Elisabetta Diamanti


La ricerca filosofica di Elisabetta Diamanti s’incentra sulla memoria stratificata del tempo in continuo mutare, e per cogliere quelle mutazioni, quelle nascite, quello sbocciare, quei germogli bisogna fissare quell’istante, in cui elemento necessitante è la contemplazione, la meditation, per poterne restituire la spiritualità, il lirismo.

Le trasformazioni dilatate dall’esigere del tempo non tornano indietro e l’artista s’insinua nelle nature della natura, si sofferma sull’incontenibile sciabordio delle emozioni, e nasce  così l’irruenza di un colpo di vento che strapazza e agita le piante, il fruscio di una foglia che scivola fra le altre, il fiore esile ma forte, e nella raffinata espressività accade che il gesto si compia deciso, sferrato, inferto, ma in certi punti calibrato, dominato, sofisticato, in quanto non affidato alla casualità.

Nella profondità della lastra incisa o nell’agire sulla stampa, a volte umida, succede che l’artista trovi soluzioni altre e individui l’unione non solo nel vuoto delle cavità ma nell’intervento in divenire. E dall’inchiostrata carta Hanemuhle dà vita ad eloquenti e  raffinatissimi motivi vegetali su cui apporta ulteriori interventi con la grafite diluibile o matite bianche o acquarelli che le consentono maggiore possibilità di creare effetti sulla stessa.

E nella monocromia delle velature dilatate che si estendono delicatissime ad ombrare la carta, mai bianca, si scorgono isolate scie d’altro colore, sono lampi di luce come appigli visivi in cui inciampa l’attenzione, dove viene evocato l’imponderabile, l’imprevisto e perciò connaturato.

Ciò rende unica ogni sua opera e mai ve ne sarà una uguale all’altra.

Quando si è di fronte alle sue stampe ci si sente avvolti da un’atmosfera soave, leggera, e la respiriamo intensamente come brezza di mare, come aria pura di montagna, e la vista si fa vissuto, diviene esperienza, partecipazione intensa e suggestiva.

Dunque, sia che si tratti di segno deciso o di segno dominato ciò che resta è quella sottile sensazione luminosa capace di quietare gli animi; e s’individua nel figurativo l’origine delle forme, mai convenzionali per sua fattura, perché osservate sempre con occhi nuovi nelle diverse fasi della vita anzi, nei diversi attimi di vita.

Nelle opere dell’incisore E. Diamanti s’impone l’eleganza e s’affina l’equilibrio compositivo di tradizione – da A. Dürer a M. Finiguerra, da G. Rousselet a H. Rembrandt, da A. Carracci a G. B. Piranesi –  e nella ricercata declinazione e sintesi, in cui il mondo naturale viene rimesso al centro dell’esistenza, accade di soffermarsi allo struggimento di gusto romantico perché anch’esso annodato alle coscienze e le simboleggia.

E il segno/gesto attualizzato, contemporaneo, armonizzante s’affida alla narrazione, in un tempo costituito da frammenti o dilatato, determinato o infinito, fascino ingenito dell’arte e dell’estetica.

Le opere di Elisabetta Diamanti, nella photo gallery de Il Progresso, sono state create con la tecnica dell’Incisione calcografica, e stampa su carta Hanemuhle e inchiostro Charbonnel. Completano la peculiare indagine alcuni Book d’artista, estroversi ed unici, essi rappresentano il fascino intramontabile dello storico Taccuino d’Artista, oggetto  cult per autentici amanti della rarità. 

Elisabetta Diamanti nasce e vive a Roma. La sua formazione incisoria avviene nell’Accademia di Belle Arti di Roma con Guido Strazza, e presso Istituto Nazionale per la Grafica sempre a Roma con Jean-Pierre Velly. Insegna Incisione e Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti Lorenzo da Viterbo. Incisione e Grafica d’Arte presso la Scuola d’Arti Ornamentali del Comune Roma.

Espone regolarmente in mostre personali e collettive; Partecipa assiduamente alle più importanti esposizioni internazionali di incisione: Polonia, Spagna, Finlandia, Norvegia, USA, Corea, Belgio, Francia, Svizzera, Danimarca, Bulgaria, Serbia, Germania, Lussemburgo e Ungheria. Riceve riconoscimenti e premi Europei ed Extraeuropei e le sue opere si trovano in molte collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. L’artista fa parte dell’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei.


Leggi anche: DINO VALLS e la pittura iconica dell’inconscio

Mariaimma Gozzi
Mariaimma Gozzi

Mariaimma Gozzi è un critico d'arte di raffinato senso estetico. Elegante ed estroverso il linguaggio che la contraddistingue nell'indagine concentrata sul mondo dell'Arte Contemporanea. Eclettica e sensibile vive a stretto contatto con gli artisti nei loro studi in modo da conoscere sin dalla fase embrionale il processo creativo che risiede nell'opera d'arte. Autrice di numerosi articoli, testi critici e interviste a personaggi di spicco dell'arte, della cultura e della politica per la Rivisita d'Arte, Cultura e Scienza EQUIPèCO e per Il PROGRESSO. Inizialmente intraprende una carriera votata all’architettura, in cui determinate è la vicinanza allo zio - l' ingegnere Barnaba Gozzi - edificante modello di professionalità, già Cavaliere del Lavoro. La personalità ecclettica la conduce a viaggiare per lavoro e a frequentare l'ambiente culturale europeo del teatro, della letteratura, della musica e dell'arte sviluppando proprio verso quest'ultima una passione esclusiva. Preziosa è la formazione all’Accademia Belle Arti di Roma; allieva di docenti protagonisti dell’arte del ‘900: Maria Teresa Benedetti, Giovanna Dalla Chiesa, Armando Nobili, Francesco Cosentino. E più avanti nel tempo emerge irruente la passione in particolare per la Storia dell’Arte, approfondisce gli studi frequentando la facoltà di Storia dell’Arte all’Ateneo di Tor Vergata, conseguendo la Laurea Magistrale. Allieva di docenti protagonisti dell’arte del XXI sec.: Barbara Agosti, Maria Beltramini, Simonetta Prosperi Valenti, Franco Gallo; Attualmente vive a Roma, cura mostre per gallerie in Italia e all’Estero; È docente di Storia dell’Arte; Scrive per la Rivisita d'Arte, Cultura e Scienza EQUIPèCO di cui cura la rubrica delle interviste e per Il Magazine Il PROGRESSO. Formazione : Università Tor Vergata, Roma - Laurea Magistrale di Storia dell’Arte Accademia Belle Arti di Roma - Laurea di Scenografia Liceo Artistico - Roma Contatti : e-mail : gozzimariaimma@libero.it Sito Uff. : www.mariaimmagozzi.it

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