ALKEMICA – Martirio e Rinascita
Michelangelo Galliani Cris Contini Contemporary Art Gallery – London a cura di Lorenzo Fiorucci Biblioteca Casanatense di Roma 05 giugno/26 ottobre 2025 Testo Critico a cura di Mariaimma Gozzi Si è inaugurata il 4 giugno la Mostra, Alkemica – Martirio e Rinascita, dello scultore Michelangelo Galliani, il quale non ha disatteso le aspettative degli invitati […]
Michelangelo Galliani
Cris Contini Contemporary Art Gallery – London a cura di Lorenzo Fiorucci Biblioteca Casanatense di Roma05 giugno/26 ottobre 2025
Testo Critico a cura di Mariaimma Gozzi
Si è inaugurata il 4 giugno la Mostra, Alkemica – Martirio e Rinascita, dello scultore Michelangelo Galliani, il quale non ha disatteso le aspettative degli invitati anzi, ci ha stupiti col suo intrigante simbolismo che si fa sempre più raffinato ed esigente. L’estenuante leitmotiv è la ricerca del senso estetico e spirituale in cui la forma, di colta matrice classica, compete a restituire lo spirituale coi suoi frammenti anatomici che sapientemente accosta ad oggetti evocativi, come remind persuasivo. Alkemica, ha l’intento di farci riflettere tra l’essere materia e anima, e su come «il dolore e la trasformazione siano essenziali per raggiungere la luce e l’illuminazione». E assume carattere anche laico e filosofico poiché capace di andare oltre il visibile per narrarci l’estrema esistenza: la nigredo, ossia la disgregazione, e l’albedo, ovvero la purificazione. Una scelta ad hoc della CrisContini Contemporary, quella di insinuarsi in una Roma concentrata nell’Anno Giubilare; E l’artista si prodiga in questo nuovo allestimento con esuberante eleganza e pone l’attenzione sui diversi aspetti della spiritualità, non solo quella cristiana, cosicché expreme la forza identitaria dell’essere uomo/materia e poi essenza/anima. E lo fa attraverso frammenti di ossa, teschi e altri oggetti simbolici sparsi su cartigli ora d’oro ora d’argento, srotolati come pergamene, dentro 18 teche in legno e vetro della preziosa Biblioteca Casanatense di Roma.
In Alkemica le sculture di Michelangelo Galliani, ci trasmettono la caducità, l’estrema labilità dell’uomo, ma suscitano altresì la speranza, quella che dopo tanta tribolazione o dopo il martirio si giunga alla rinascita o alla illuminazione. Concetto che domina possente la scena con l’installazione, San Sebastiano, al centro della monumentale biblioteca. L’artista pone il tronco del corpo del martire cristiano giacente su di un sottilissimo lenzuolo di bronzo, quasi fosse un sudario, dove egli appare ferito, amputato, sopraffatto. Ma se volessimo osservarlo semplicemente come un uomo, col distacco religioso, allora egli incarna il gesto eroico, la fierezza, il non sottrarsi all’infausto destino. Lungo l’intera installazione si ergono lance acuminate di metallo dorato che rendono ancor più movimentata la scena, offrendo scorci visivi sempre nuovi e cruenti, in cui Galliani s’impossessa dello spazio nel processo alchemico tra materia e spirito. Un dualismo armonico, un incipit che non genera dubbi poiché se dall’Alfa nasce la materia, giunti all’Omega avviene la morte. Sarà per questo che di fronte alle opere di Michelangelo Galliani prevale in noi un’estenuante flusso di pensieri intenti a decodificare certi messaggi onirici e trascendentali. E quegli oggetti, parte integrante delle sculture, s’insinuano e s’innestano nello spazio così come nei nostri pensieri. Di certo ogni dettaglio e un’evidente antidoto alla banalità, estremamente armonizzante e significante.
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