Gabriele Muccino | RomaFF16

Gabriele Muccino | RomaFF16

Il regista di ‘L’ultimo Bacio’ è stato presente con una sua serie alla Festa del Cinema di Roma

Gabriele Muccino alla 16esima edizione della Festa del Cinema di Roma ha portato fuori concorso come evento speciale A Casa Tutti Bene – La Serie. Un reboot del suo omonimo film del 2018. La serie è prodotta da Sky e Marco Belardi per Lotus Production e uscirà nel mese di dicembre. A Casa Tutti Bene – La Serie è formata da otto episodi. Li ha diretti Gabriele Muccino e scritti lo stesso regista, Camilla Buizza, Gabriele Galli, Andrea Nobile e Barbara Petronio.

Il progetto seriale di Gabriele Muccino racconta la storia della famiglia Ristuccia, proprietaria del ristorante San Pietro a Roma da 40 anni. I genitori sono Pietro (Francesco Acquaroli) e Alba (Laura Morante) e nella gestione dell’attività ricevono l’aiuto dei figli Sara (Silvia D’Amico) e Carlo (Francesco Scianna). Hanno anche un altro figlio, Paolo (Simone Liberati) che non vive a Roma e fa lo scrittore. La famiglia Ristuccia è allargata. Sono presenti, infatti, Ginevra, la nuova compagna di Carlo e della figlia Luna avuta con la ex moglie Elettra.

Poi Sara ha un figlio con il marito Diego. Ci sono anche i parenti Mariani, che sono alla ricerca di un posto dentro l’attività di ristorazione. Sono anche pericolosi per i Ristuccia, perché potrebbero far riaffiorare un segreto tenuto nascosto da moltissimo tempo. A capitanare la famiglia Mariani c’è Maria (Paola Sotgiu) sorella di Pietro e madre di Riccardo (Alessio Moneta) e Sandro (Valerio Aprea). E poi ci sono Beatrice (Milena Mancini) compagna di Sandro e Luana (Emma Marrone) compagna di Riccardo.

“La famiglia è un ring nel quale non si può stare in piedi”

Un giorno, infatti, succede qualcosa di molto grave che può dissestare la stabilità familiare. In conferenza stampa alla Festa del Cinema di Roma, Gabriele Muccino ha spiegato il proprio significato di famiglia. “È un ring nel quale è difficile restare in piedi a lungo senza arrivare prima o poi a qualche forma di insofferenza. Di scontro, di provocazione, di tradimento lieve o grave che sia. Destinata inesorabilmente a navigare tra fluttui vorticosi. 

Ho sempre messo al centro del mio cinema le relazioni umane, la bellicosità, le ambiguità dei comportamenti dell’essere umano. È l’incapacità di essere felici tutti insieme”. A Casa Tutti Bene – La Serie è, quindi, un dramma familiare, con tutti i componenti tipici del cinema di Gabriele Muccino. Gli attori, infatti, hanno parlato dell’uomo Mucciniano. L’essere umano che esplode nelle proprie emozioni, con urla e corse in giro per la Capitale.

Alla Festa del Cinema di Roma è stato possibile vedere in anteprima il primo episodio della serie. Gabriele Muccino è stato capace di non creare personaggi fotocopia con quelli della sua pellicola omonima. Tutti i protagonisti, infatti, sono stati scritti pensando a come hanno continuato a vivere a Roma, dopo gli avvenimenti accaduti in quell’isola. Gabriele Muccino, infatti, ha spiegato bene il suo processo di scrittura. “L’idea di fare una serie che partisse dal film originario nacque mentre ancora giravo il film sull’isola di Ischia. 

“È stato facile scrivere i personaggi lontani dall’isola”

Dal punto di vista logistico era impossibile impegnare il cast tutto insieme per un lungo periodo di tempo. Così ho scelto un altro cast, senza però, paragonarlo con l’altro. Ma con la scommessa di creare una storia, e molti avevano anche il timore. Questo perché sentivo fortissima la capacità di riconoscerci in ognuno dei personaggi. Che sono in fondo, a loro volta, tipologie che risuonano come archetipi degli uomini e delle donne e ubbidiscono ai motori comportamentali e primari. Che appartengono a tutti e per questo sono di facile identificazione ed empatia

Le relazioni umane alla base della società si ritrovano tutte quante nelle dinamiche della famiglia. La famiglia allargata è l’amplificatore a volte assordante di tutte le disfunzioni che nella famiglia si generano e a volte arrivano a tramandarsi per decenni, di generazioni in generazioni, senza che le persone coinvolte sappiano veramente il motivo per cui ubbidiscano a certe logiche comportamentali. Il film finiva in un modo molto pessimistico, quasi una fuga dall’isola in cui nessuno voleva stare.

Era molto crudo, severo, invece sapere come sarebbe stata la vita dei personaggi, ritornati a casa loro, a Roma, era molto stimolante. Scrivere il percorso dei personaggi fuori dall’isola è stata molto veloce per me”. Il regista, poi, ha anche parlato del suo approccio con il prodotto televisivo a lui sconosciuto.” Non volevo un linguaggio televisivo convenzionale e non vedevo un regista che mi assomigliasse, a ne avrei bisogno, ho un linguaggio così elaborato e personale come i miei film, che non potevo affidarlo ad altri.”

“Se nelle famiglie ci fosse armonia non ci sarebbero guerre”

L’attore Francesco Scianna ha dato la propria opinione sul lavoro che ha fatto insieme a Gabriele Muccino. “Io ho visto il film due volte, poi ho rimosso il lavoro degli altri attoria livello emotivo-esistenziale, la figura paterna èil punto di riferimento del mio personaggio, che agisce come padre padrone e segna il colore della mia storia e tutto quello che cercherò di fare”. La maggior parte dei film di Muccino hanno avuto quasi sempre come base la famiglia, questo perché il cineasta l’ha sempre ritenuta la base della società. “Se l’armonia fosse il minimo comun denominatore della famiglia, la regola, vivremo in un mondo senza guerre, sopraffazione, avidità, senza il cannibalismo di uomini tra uomini.

La regola del villaggio è dove le donne tessevano la strategia, gli uomini cacciavano e procreavano, ma le dinamiche strutturali che tengono le famiglie insieme, dell’uomo di farsi considerare dalla società, consenso e ricchezza, sono le stesse. L’uomo non impara nulla dai propri errori, ha una smemoratezza cronica, che lo riportano a ripetere gli errori e la famiglia ne subisce le sorti”. Nei titoli di coda di A Casa Tutti Bene – La Serie è tornata la musica di Jovanotti. Dopo aver composto la canzone più importante di L’Estate Addosso (2016) e Baciami Ancora (2010).

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Renata Candioto

Roma

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro. Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina. È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni. La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

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