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Programmazione mostre e attività di Triennale Milano per il 2024

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Programmazione mostre e attività di Triennale Milano per il 2024 – Centro ricerca e archivi: Fine gennaio.

Triennale Milano inaugura un nuovo spazio dedicato alla ricerca, alla memoria e all’innovazione. Lo spazio si configura come un luogo dove sarà possibile consultare i materiali degli archivi – migliaia di disegni, progetti, foto, lettere, testi, tutti digitalizzati – ma anche fare ricerca e sviluppare idee per il futuro grazie al Centro studi di Triennale, che dopo oltre trent’anni viene riattivato e che si collocherà proprio in questo spazio. Un progetto di valorizzazione, condivisione e interazione che riguarda un vasto patrimonio, fino a oggi archiviato e conservato all’interno del Palazzo dell’Arte.

Uno spazio dove incontrarsi e confrontarsi, ammirare o fermarsi a lungo per approfondire e fare ricerca, interagire in modo diretto con gli archivi e le collezioni di Triennale, ma anche per costruire un nuovo polo attrattivo di discussione e di scambio per la valorizzazione di tutti gli archivi del progetto.

Museo del Design Italiano

Diretto da: Marco Sammicheli
Allestimento di: Paolo Giacomazzi Design Studio

Museo del Design Italiano.

Il Museo del Design Italiano presenta un percorso espositivo che parte dalla fondazione dell’istituzione nel 1923 e arriva allo sviluppo delle ricerche tecnologiche, materiche e sociali che hanno trasformato l’identità, l’estetica e i tratti principali del design italiano. Il percorso espositivo presenta oltre 300 oggetti della Collezione permanente che, messi in relazione con la storia dell’istituzione, raccontano il design italiano attraverso la ricostruzione di alcuni interni domestici. Un viaggio che culmina nella Design Platform, spazio che ospita mostre temporanee di giovani designer e nuove forme.

Tailoring school. A journey into education

In collaborazione con: Kiton
A cura di: Luca Stoppini
12 – 16 gennaio
Salone d’Onore

Triennale Milano e Kiton collaborano a un progetto dedicato alla formazione che prende le mosse dall’esperienza della Scuola di Alta Sartoria che il marchio napoletano ha fondato nel 2000 e che da ventitré anni rappresenta un progetto formativo d’eccellenza, necessario per custodire le tradizioni e garantire la continuità dell’arte sartoriale nel mondo. La collaborazione si struttura in una mostra coprodotta da Triennale e Kiton, presentata durante la Milano Fashion Week, e da una serie di appuntamenti che intendono valorizzare l’esperienza formativa e far conoscere un modello virtuoso e replicabile in altri contesti.

La mostra si propone di raccontare l’eredità culturale e la tradizione sartoriale napoletana che la scuola porta con sé; inoltre, nel periodo di apertura si svolgeranno incontri e attività in cui saranno coinvolte diverse scuole di formazione del territorio.

Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri – Giulia Mangione. The Fall 

In collaborazione con: Comune di Reggio Emilia
A cura di: Ilaria Campioli e Daniele De Luigi
17 gennaio – 18 febbraio
Impluvium

Premio Ghirri Mangione Giulia The Fall.

Giulia Mangione è la vincitrice di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri 2023. Con il progetto The Fall presenta in Triennale una serie di fotografie che guardano ai miti popolari attorno al tema dell’Apocalisse e le teorie del complotto a essa associate. Il progetto riflette su come l’appartenenza a una comunità o a un culto religioso possa far sentire le persone più sicure e protette da ciò che temono possa accadere.

Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri è un progetto promosso dal Comune di Reggio Emilia, di cui Triennale Milano è partner dal 2022, dedicato alla scoperta e valorizzazione di talenti emergenti della fotografia in Italia. 

Juergen Teller, i need to live

A cura di: Thomas Weski
In collaborazione con: Juergen Teller e Dovile Drizyte
Progetto di allestimento: 6a architects, Londra
27 gennaio – 1 aprile
Galleria

Jurgen Teller Self Portrait with pink shorts and balloons, Paris 2017.

La mostra presenta un corpus di opere del fotografo tedesco Juergen Teller, una delle figure più importanti della fotografia internazionale, attivo dalla prima metà degli anni Novanta. Nella sua pratica, Teller ha abbracciato una vasta gamma di generi che spaziano dai paesaggi alle nature morte, dai ritratti e autoritratti alla moda, includendo anche l’integrazione di testi all’interno delle sue narrazioni fotografiche.

L’esposizione presenta circa 400 fotografie, corredate da una selezione di immagini, video e installazioni provenienti dall’archivio del fotografo. La mostra, la più grande rassegna del lavoro dell’artista mai realizzata, sarà presentata al Grand Palais Éphémère a Parigi da dicembre 2023 a gennaio 2024. 

I 25 anni del SaloneSatellite

In collaborazione con: Salone del Mobile. Milano
A cura di: Marva Griffin Wilshire
16 – 28 aprile
Galleria

Salone Satellite foto Ludovica Mangini.

Il SaloneSatellite, Manifestazione che si è affermata quale trampolino di lancio di giovani designer under 35, celebrerà i suoi 25 anni con una grande mostra che si terrà in concomitanza della prossima edizione del Salone del Mobile.Milano. L’esposizione racconterà l’universo e i protagonisti del SaloneSatellite, il suo essere vivaio internazionale di talento e avamposto della creatività, le relazioni e la magia a cui dà vita ogni anno e le tante sorprese di cui è stato foriero.

E ancora, una mostra che ben espliciterà l’obiettivo per cui è nato il SaloneSatellite, ossia quello di creare un ponte concreto fra il mondo della creatività e il mondo dell’imprenditoria, nell’incontro reciproco fra il pensare e il fare.

Io sono un Drago – La vera storia di Alessandro Mendini

Una produzione di: Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain 
In collaborazione con: Archivio Alessandro Mendini
A cura di: Fulvio Irace
Progetto di allestimento di: Pierre Charpin
13 aprile – 13 ottobre
Cubo

Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain presentano, nell’ambito del loro partenariato culturale, un’ampia retrospettiva sull’opera di Alessandro Mendini, architetto, designer, artista e teorico che ha segnato le rivoluzioni del pensiero e del costume del vecchio secolo e del nuovo millennio. Il titolo dell’esposizione Io sono un Drago prende spunto da uno dei suoi più emblematici autoritratti per enfatizzare l’unicità della sua figura nel mondo del progetto.

La mostra – realizzata in collaborazione con Archivio Alessandro Mendini e curata da Fulvio Irace – si articola in diversi nuclei tematici e riunisce lavori di formati, materiali e soggetti differenti, opere provenienti da numerose collezioni pubbliche e private e coinvolge voci da tutto il mondo. 

Alessandro Mendini

Una produzione di: Triennale Milano e Fondation Cartier pour l’art contemporain
In collaborazione con: Archivio Alessandro Mendini
Art Direction: Philippe Starck
13 aprile – 13 ottobre 2024
Impluvium

Alessandro Mendini davanti all’architettura sussurrante, 16a Triennale, 1979, Triennale Milano – Archivi.

Un originale omaggio ad Alessandro Mendini concepito, disegnato e diretto da Philippe Starck, tra i più brillanti creatori e pensatori del nostro tempo, che con Alessandro Mendini ha condiviso diverse esperienze creative. All’interno dello spazio Impluvium un’installazione immersiva porterà i visitatori nell’universo di Mendini visto attraverso gli occhi visionari di Starck.

Inga Sempé. La casa imperfetta

A cura di: Marco Sammicheli
Progetto di allestimento: Studio A/C
Aprile – settembre
Design Platform

Inga Sempé vitrail.

La designer francese Inga Sempé intrattiene con l’Italia rapporti professionali e di ricerca da lungo tempo. Imprese, frequentazioni nonché l’eccellente conoscenza della lingua italiana hanno formato la sua estetica applicata al design. La mostra presenta al pubblico l’opera recente di Sempé e mette in scena progetti, oggetti, disegni in uno scenario domestico disegnato dallo Studio A/C insieme a Inga Sempé. Una casa in scala che ha l’obiettivo di trasmettere al visitatore la curiosa meccanica e la colorata funzionalità del design di Sempé.

Gae Aulenti 

In collaborazione con: Archivio Gae Aulenti
A cura di: Giovanni Agosti
Con: Nina Artioli e Nina Bassoli
Progetto di allestimento di: Tspoon 
Maggio – ottobre
Galleria

Gae Aulenti.

La mostra è la prima vera retrospettiva dedicata a Gae Aulenti (Palazzolo dello Stella, Udine 1927 – Milano 2012), una delle figure più rappresentative dell’architettura e del design contemporanei. In oltre sessant’anni di carriera la poliedrica progettista ha toccato numerosi ambiti: dal disegno a scala urbana all’exhibition design, dall’architettura del paesaggio alla progettazione degli interni, dal furniture design alla grafica, alla scenografia teatrale.

A seguito di un primo affondo di ricerca, la vicenda di Gae Aulenti sarà presentata in forme insieme analitiche e spettacolari, per raccontare un modo personale di vedere, immaginare e progettare la realtà, che ha segnato più contesti, italiani e stranieri, del secondo Novecento. Il percorso espositivo vuole essere una sorta di saggio d’interpretazione, costituito da una sequenza di ambienti o frammenti di ambienti, restituiti in grandezza 1:1, grazie ai materiali originali conservati nell’archivio milanese dell’architetto (disegni, fotografie, maquette), di cui una sceltissima campionatura sarà presente anche nell’esposizione.

Roberto Sambonet 

A cura di: Enrico Morteo
Progetto di allestimento: Daniele Ledda, XyComm
Maggio – settembre
Curva

Roberto Sambonet Cernia cristallo prod.

Una mostra che rende omaggio, nell’anno del centenario dalla nascita, a Roberto Sambonet, designer, grafico e artista. L’esposizione sceglie come proprio filo conduttore l’ultimo progetto espositivo che lo stesso Sambonet aveva imbastito nell’intento di ripercorrere il proprio multiforme, incessante lavorio, sempre caratterizzato dal gusto della catalogazione, dell’accumulazione, e della collezione ininterrotta, delle raccolte: bastoni, sassi, cesti, oltre a luci, cangianti superfici marine, steli e foglie di piante esotiche e familiari.

Un racconto che presenta oggetti, disegni, dipinti e documenti spesso inediti provenienti in larga parte dall’archivio privato di Roberto Sambonet, oltre a alcuni particolari momenti del suo lavoro, tra cui il rapporto con La Rinascente, i ritratti della Pazzia, il lavoro di art director per Zodiac, i ritratti di milanesi illustri, l’esperienza brasiliana del MASP. 

Ettore Sottsass

A cura di: Marco Sammicheli
In collaborazione con: Barbara Radice e Iskra Grisogono di Studio Sottsass
Art direction: Christoph Radl
Maggio 2024 – gennaio 2025
Sala Sottsass

Il quinto appuntamento espositivo di Sala Sottsass continua ad approfondire la figura del grande architetto e designer attraverso affondi tematici che, a partire dall’installazione di Casa Lana, offrono spunti narrativi e occasioni di ricerca. Il nuovo progetto espositivo conferma la collaborazione scientifica con Studio Sottsass e la consulenza creativa di Christoph Radl.

Elio Fiorucci

A cura di: Judith Clark
Progetto di allestimento: Fabio Cherstich
ottobre 2024 – febbraio 2025
Curva

Elio Fiorucci Courtesy Archivio Fotografico Fondazione Massimo e Sonia Cirulli.

La mostra vuole restituire le differenti dimensioni creative e imprenditoriali di Elio Fiorucci (Milano, 1935-2015) designer, stilista, cool hunter, definito da Gillo Dorfles “Il Duchamp della moda italiana”. Il suo marchio, a partire dagli anni Sessanta, ha rivoluzionato il costume, la moda e la scena dell’arte contemporanea in Italia. 

I suoi concept store, a partire dalla prima boutique in Galleria Passarella aperta a Milano nel 1967, oltre a proporre per la prima volta al pubblico un mix eclettico di abbigliamento, dischi, pubblicazioni e oggetti inediti provenienti da tutto il mondo, sono stati – per oltre tre decenni- il punto di riferimento per happening e performance oltre che palcoscenici per la musica e l’arte contemporanea capaci di attrarre intellettuali, performer e artisti di diversa estrazione.

La retrospettiva affronta, con una prospettiva di respiro internazionale, il contesto culturale e i diversi ambiti esplorati dalla poliedrica attività di Fiorucci a partire dalla moda: l’architettura, il design, la musica, l’arte e l’intrattenimento.

Monica Bolzoni. Il modulo

A cura di: Marco Sammicheli
Ottobre 2024 – gennaio 2025 
Design Platform

Monica_Bolzoni_appunti flou per collezione.

Il profilo di Monica Bolzoni rappresenta un unicum nella storia recente della moda europea. Il suo approccio progettuale, il rapporto tra materiali e forme, lo sguardo con cui ha metabolizzato la cultura contemporanea traducendola in abiti appartengono alla tradizione del basic design e dell’architettura d’interni. Il corpo, l’abito e lo spazio risuonano nelle relazioni che Bolzoni ha determinato progettando una moda per la persona e costumi per il teatro, il cinema e l’arte. La mostra si inserisce nelle proposte della Design Platform, lo spazio espositivo collegato al Museo del Design Italiano e dedicato ad approfondimenti su temi e figure chiave del design contemporaneo. 

Mise en scène 

A cura di: Studio Sottsass con Micaela Sessa
Allestimento: Christoph Radl
Novembre 2024 – gennaio 2025
Galleria

Mise en scène raccoglie circa 2.000 fotografie in bianco e nero e a colori scattate tra il 1976 (l’anno dell’incontro tra Barbara Radice ed Ettore Sottsass) e il 2007 (l’anno della scomparsa dell’architetto). I soggetti sono tanti e diversi tra loro. Riguardano la vita dei “protagonisti”: dalle fotografie di atmosfera intima, a quelle con amici, a quelle di paesaggi e monumenti vicini e lontani scattate durante viaggi in tutto il mondo.

Davide Allieri

A cura di: Damiano Gullì
Novembre 2024 – gennaio 2025
Impluvium

Davide Allieri, Satellite System, vetroresina, acciaio, 2023, courtesy Galerie Hubert Winter.

La personale dedicata a Davide Allieri si inserisce nel percorso di promozione e valorizzazione della nuova scena artistica italiana che Triennale sta portando avanti da alcuni anni. In Triennale l’artista presenta un nuovo corpo di lavori appositamente pensati per l’Impluvium, in cui emergeranno diversi temi caratteristici della sua pratica: dalla sperimentazione sui materiali alla riflessione sullo spazio-tempo come habitat distopico in cui dispositivi-guscio abbandonati dialogheranno tra loro in uno scenario post-apocalittico.

Leggi anche: Triennale Milano presenta la programmazione 2024

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