A due passi dal Tibet: di Salvatore Liggeri
“A due passi dal Tibet: 30 giorni con i monaci tibetani”, il nuovo romanzo di Salvatore Liggeri. “A due passi dal Tibet: 30 giorni con i monaci tibetani” di Salvatore Liggeri è un’emozionante opera che intreccia l’introspezione con la dimensione del viaggio. Il romanzo prende forma nella quiete della campagna toscana: una giovane coppia decide […]
“A due passi dal Tibet: 30 giorni con i monaci tibetani”, il nuovo romanzo di Salvatore Liggeri.
“A due passi dal Tibet: 30 giorni con i monaci tibetani” di Salvatore Liggeri è un’emozionante opera che intreccia l’introspezione con la dimensione del viaggio. Il romanzo prende forma nella quiete della campagna toscana: una giovane coppia decide di trascorrere trenta giorni all’interno di un monastero tibetano immerso tra le colline; ciò che potrebbe apparire come un semplice periodo di ritiro si rivela presto un’esperienza trasformativa, dove ogni giorno è un varco da attraversare e ogni incontro diventa una possibilità di profonda consapevolezza.
L’autore imbastisce una trama che si muove su due piani: da una parte l’osservazione del mondo esterno – i rituali, le conversazioni con i monaci, il ritmo lento che scandisce le giornate – e dall’altra un continuo movimento interiore, un’indagine che riguarda l’identità, la memoria e le ferite emotive che ciascuno porta con sé. La scrittura è limpida ed essenziale al punto giusto, sostenuta da una sensibilità che sa sostare sulle pause, sui silenzi, sulle sfumature impercettibili dei rapporti umani.

L’ambiente monastico non è presentato come esotico né come lontano dal mondo reale; al contrario, è un luogo vivo, quotidiano, dove la spiritualità si manifesta attraverso gesti semplici: la condivisione dei pasti, la meditazione mattutina, l’ascolto di ciò che accade dentro e fuori di sé. Ciò che la coppia protagonista si trova a fronteggiare non è un cammino mistico astratto, ma un lento e spesso faticoso confronto con le proprie fragilità.
Uno degli aspetti più significativi del romanzo è il modo in cui viene raccontato il rapporto affettivo tra i due protagonisti: l’autore mostra con finezza come l’amore, quando è sottoposto a silenzio e ascolto, possa rivelare tensioni, domande non espresse, bisogni che il vivere quotidiano tende a occultare. La convivenza in uno spazio dove la parola perde la sua funzione abituale e si riduce all’essenziale, costringe la coppia a riconoscersi nuovamente, a guardarsi con occhi diversi e a comprendere le proprie mancanze e i propri timori.
“A due passi dal Tibet: 30 giorni con i monaci tibetani” affronta inoltre la questione della ricerca di sé non come fuga ma come ritorno: non si tratta di inseguire un altrove idealizzato ma di imparare a sostare, a respirare, a riconoscere la possibilità di cambiamento dentro la propria storia personale; il viaggio, in tal senso, non è un movimento nello spazio ma una trasformazione dello sguardo. Il romanzo è stato d’ispirazione per il docufilm “Viandante” (2025) per la regia di Fabrizio Baroni, di cui l’autore è anche protagonista; la pellicola celebra la filosofia del viandante come stile di vita: l’arte di rallentare, di valorizzare gli incontri e di vivere ogni istante con consapevolezza.
Genere: Narrativa/Spiritualità
Pagine: 272
Prezzo: 14,90 €
Codice ISBN: 979-8770357332
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