Chi ha ucciso la politica: di Emanuele Cristelli
“Chi ha ucciso la politica: quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?” di Emanuele Cristelli: analisi di una morte e di una possibile resurrezione. “Chi ha ucciso la politica: quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?” di Emanuele Cristelli invita il lettore a partecipare a un’indagine collettiva, che riguarda tutti perché […]
“Chi ha ucciso la politica: quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?” di Emanuele Cristelli: analisi di una morte e di una possibile resurrezione.
“Chi ha ucciso la politica: quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?” di Emanuele Cristelli invita il lettore a partecipare a un’indagine collettiva, che riguarda tutti perché ognuno di noi vive dentro le conseguenze, o ne è in parte causa, di quella morte annunciata. Mai come oggi, purtroppo, la politica sembra onnipresente ma allo stesso tempo irrilevante: siamo sommersi da dibattiti, dichiarazioni, polemiche, eppure cresce la sensazione che nulla incida davvero sulla vita reale. La distanza tra cittadini e istituzioni è ormai quasi incolmabile, e nel saggio si prova a spiegare come ciò sia accaduto nel corso degli ultimi decenni.
Il racconto dell’autore procede come un percorso a tappe, in cui ogni capitolo è dedicato a un equivoco, una scorciatoia o una decisione presa per rispondere alla rabbia del momento e rivelatasi, nel tempo, un boomerang per la democrazia. Gli argomenti trattati riguardano il finanziamento pubblico alla politica, la regolamentazione delle lobby e la trasparenza del processo decisionale, la commistione tra mondo mediatico e giudiziario, la cultura dell’odio e le fake news, la comunicazione disintermediata, la dimensione sovranazionale dei problemi e il loro governo e il ritorno a un primato della politica.

Emanuele Cristelli smonta alcune convinzioni diventate quasi dei dogmi: l’idea che una politica impoverita sia automaticamente più onesta, che l’eliminazione delle mediazioni renda il potere più vicino alle persone, che la semplificazione del linguaggio produca maggiore partecipazione. L’autore mostra come, spesso, questi rimedi abbiano finito per aggravare la malattia, indebolendo i luoghi del confronto, rendendo la politica più dipendente da interessi esterni e trasformando il dibattito pubblico in una competizione svolta sui social, tra slogan superficiali e una disperata caccia ai like.
Il saggio si rivolge a un lettore curioso ma non per forza specialista della materia; grazie ad esempi concreti e immagini efficaci, infatti, la politica viene restituita come una pratica umana fatta di scelte, paure, rinunce e compromessi. L’autore ci domanda quindi: cosa chiediamo davvero alla politica? Rappresentazione? Identificazione emotiva? Emanuele Cristelli ci suggerisce che una parte della crisi nasca proprio dal fatto di averle chiesto di essere ciò che non può essere, rinunciando invece a difenderne la funzione più importante: assumersi la responsabilità di decidere, anche quando ciò significa diventare impopolare.
“Chi ha ucciso la politica: quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?” propone quesiti, spunti di riflessione, direzioni e possibilità concrete affinché si possa avere l’ardire di riconsiderare una rivitalizzazione della politica, dopo questo lungo e desolante periodo di morte apparente.
Genere: Saggistica
Pagine: 72
Prezzo: 10,80 €
Codice ISBN: 979-8285647911
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