Storia

Cutty Sark

Cutty Sark: la nave inglese.

Dalla letteratura aperta si sa che Cutty Sark è stata ed è una nave inglese – un clipper – molto bello progettato e costruito in Scozia nei Cantieri Navali Scott & Linton a Dumbarton. In lingua scozzese “Cutty Sark” significa “camiciola, sottoveste” e il nome proviene dalla «polena» che ne adorna la prua e che raffigura la strega semi-svestita Nannie, personaggio del componimento “Tam O’Shanter” del poeta scozzese Robert Burns

Dopo tante vicissitudini e viaggi nei mari di tutta la Terra il veliero Cutty Sark invecchiò, rimase quasi distrutto ma, dopo qualche tempo, fu restaurato e tornò una imbarcazione completa e fu donato all’Incorporated Thames Nautical Training College che lo adoperò come nave-scuola. Dal 1954 il Cutty Sark è esposto al pubblico (circa quindici milioni di visitatori) a Greenwich, nel “Cutty Sark Clipper Ship Museum” situato nel Maritime Greenwich World Heritage, presso Londra, fino al 21 maggio 2007. 

Durante la primavera del 1970 fui comandato a fare una serie di lavori e riunioni a Londra dal giovedì al martedì successivo. Così passai il mio primo fine settimana a Londra. Il sabato mattina decisi di prendere il traghetto ed andare a Greenwich per visitare il famoso Osservatorio Reale Astronomico di Greenwich. A quei tempi come ora, l’amore per l’astronomia era molto grande!  Sceso dal traghetto, mi avviai a piedi lungo la salita per andare all’Osservatorio dell’ora legale mondiale, ma subito mi accorsi che di lato era attraccato un veliero antico. 

Osservo e noto che si tratta del Cutty Sark; decido di andare a visitarlo velocemente. Salgo a bordo del Cutty Sark e mi diletto a visitare tutti i ponti, gli abitacoli e fermarmi sotto le vele: insieme a me due belle ragazze bionde canadesi. Finita la visita del Cutty Sark mi inerpico per l’ingresso all’Osservatorio reale. Comincio a visitare tutti gli uffici e i laboratori, cercando di dare uno sguardo ai telescopi ancora disponibili. 

Dopo le osservazioni di rito mi metto a pensare ad un raffronto con i laboratori dell’Osservatorio Astronomico di Monte Mario a Roma e a mesi passati nella torre solare. Mentre sono così sovrappensiero mi avvicino ad un balcone e spontaneamente esco fuori: osservo per terra una striscia bianca larga una quindicina di centimetri. Domando che cosa è, l’addetto mi risponde che è la linea di demarcazione fra il primo e l’ultimo meridiano. Così, per prima cosa mi metto a cavalcioni con un piede a destra ed uno a sinistra della striscia bianca: metà corpo nel primo spicchio di meridiano terrestre e metà su l’ultimo spicchio. Soddisfatto torno contento in albergo. 

Da quel giorno, oltre all’Osservatorio, la Cutty Sark è sempre presente nei miei sogni e visioni! Imbarcato per il ritorno a Milano, al “duty free shop” mi accordo che è in vendita il whisky “Cutty Sark”; subito ne acquisto una bottiglia. Diventa un’abitudine, tornando da Londra, l’acquisto al “duty free shop” dell’aeroporto di Heathrow. Così, un fenomeno analogo accade il 17 giugno 1970, arrivo all’aeroporto di Linate dopo avere comperato, questa volta all’aeroporto di Monaco, la solita bottiglia di “Cutty Sark” per gli amici. Arrivo a Casa a Via Caracciolo, 89 a Milano, alle 21 circa. 

Avevano appena segnato il primo goal della partita del secolo: Italia-Germania allo stadio Azteca di Città del Messico. È d’obbligo, dicono, i miei quattro amici coaffittuari, bere un bicchierino di “Cutty Sark”. Ormai la regola è fissata: ad ogni goal un giro di bicchierino di whisky. Alla fine della partita il numero di goal furono sette (quattro a tre). Noi eravamo cinque e, a fine partita, la bottiglia di whisky scozzese Cutty Sark era finita ma l’Italia aveva vinto!

Leggi anche: I am Zlatan Ibrahimović: omaggio al Dio del calcio

Commenti ( 1 )
Commenta