Il citizen journalism e i nuovi sistemi di Informazione

giornali accavallati

Citizen Journalism

Negli ultimi anni si è registrata la crisi dell’informazione tramite carta stampata e la crescita esponenziale delle utenze mobili e digitali. Si è verificata, in altri termini, una digitalizzazione dell’informazione.

Dalla digitalizzazione dell’informazione è scaturito il Citizen Journalism, ovvero una forma partecipativa di giornalismo che annulla la demarcazione tra informatore ed informato, permettendo a chiunque di partecipare alla formazione della notizia.

Il modo di fare giornalismo è dunque cambiato.

Fermo restando il ruolo centrale del giornalista “tradizionale” nel vagliare le fonti, ricostruire gli eventi e i nessi logici, ponderare diversi punti di vista e scrivere in maniera fruibile, è mutato il rapporto tra autore e lettore alla luce della possibilità di più strette forme di interazione.

I lettori, da parte loro, non svolgono più una funzione esclusivamente passiva di ricezione della notizia e, interagendo in prima persona, hanno modo di assimilare meglio i contenuti. Attraverso video, immagini o contributi scritti, chiunque può partecipare alla formazione di una notizia.

Un esercizio di piena libertà di espressione, da una parte, che nasconde tuttavia delle insidie, dall’altra.

Condividere una notizia è semplice, ma spesso non si presta adeguata attenzione al vaglio delle fonti. Fonti che, nel Citizen Journalism, possono essere molteplici e generare una sovrabbondanza di informazioni che pregiudica la comprensione degli aspetti centrali della notizia. Fonti che, soprattutto, possono non essere attendibili e favorire la diffusione di Fake News.


di cosa tratta il Citizen Journalism


Comprendendo le caratteristiche del Citizen Journalism si potrebbero distinguere meglio le notizie provenienti da fonti autorevoli, da quelle generate in maniera partecipativa con il contributo di fonti la cui attendibilità non è comprovata.

In altri termini, dal Citizen Journalism potrebbe scaturire una maggior demarcazione tra notizia autorevole e notizia senza reputazione.

Tuttavia, la velocità di circolazione delle notizie, la sinteticità dei contenuti e il crescente consumismo dell’informazione rendono difficile demarcare il confine tra notizie provenienti da fonti autorevoli e non.


Il Citizen Journalism: aspetti positivi e negativi


In primo luogo, si ha un minor controllo delle notizie dall’alto, favorendo il superamento delle barriere della censura. D’altra parte, però, cresce esponenzialmente il fenomeno delle Fake News a causa del ridotto margine di controllo delle fonti.

In secondo luogo, il Citizen Journalism permette una semplificazione dei messaggi, incrementando conseguentemente la fruibilità dei contenuti. Di contro, la semplificazione porta ad una pericolosa diseducazione dei lettori alla complessità e all’analisi delle notizie.

Nella semplificazione dei messaggi e, più in generale, nella crescita esponenziale del Citizen Journalism e nella approssimativa opera di vaglio delle fonti possono dunque essere rinvenute le radici del fenomeno delle Fake News, che attualmente rappresenta uno dei principali temi di scontro politico e non solo.

FAKE NEWS

Le Fake News sono sempre esistite, ma il problema si impone attualmente con maggior peso rispetto al passato; in ragione della crescita esponenziale del fenomeno dovuta alla risonanza garantita dai social media e al carattere consumistico che le notizie hanno assunto negli ultimi anni.


Le Fake newz e il Citizen Journalism


 Il lettore può diventare autore a sua volta. La digitalizzazione dell’informazione e la crescita esponenziale di blog e spazi nei quali esprimere la propria opinione hanno creato nuovi spazi per la libera espressione. A volte, però, tali spazi vengono utilizzati in maniera scomoda, come avviene nel caso dei cosiddetti cyber dissidenti.

Spesso, nei Paesi in cui la censura governativa argina la libertà di espressione, gli strumenti messi a disposizione dal progresso tecnologico hanno permesso a voci dissidenti di esprimere la propria opinione.

È avvenuto in Egitto, a danno del Presidente Mubarak; in Russia, nei confronti del Presidente Putin; in Iran, in Cina e in altri Paesi dove è difficile esprimere opinioni avverse al regime politico.

Al netto dei filtri della censura, internet fornisce pertanto uno spazio di dissidenza nel quale vige piena libertà di espressione. L’uso che ne viene fatto, tuttavia, non è sempre ortodosso.

Soprattutto nei Paesi nei quali non vige regime censorio, la libertà di espressione permette di pubblicare contenuti offensivi o lesivi della persona senza adeguato controllo. Si vedano i casi di persone spinte al suicidio da atti di cyberbullismo o di pubblica umiliazione sui social network. 

È indubbio che la censura o il controllo statale dei contenuti di internet non sia la risposta più adeguata contro l’uso non ortodosso dei social media.

Ma è altrettanto indubbio che la piena libertà di espressione porti con sé delle criticità arginabili solo mediante forme di vigilanza più marcate; che vadano a rimuovere potenziali minacce, sempre nel rispetto del pluralismo e della libertà d’espressione.

Leggi anche: La Cina alla Conquista del Cyberspazio

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