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Zoey 102: il film revival della serie

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Zoey 102 riporta sullo schermo la sorella di Britney Spears.

Su Paramount+ è uscito il film Revival di Zoey 101, dal titolo Zoey 102. La serie che tantissimi giovani cresciuti negli anni 2000 hanno amato vede con un film fare ritornare i protagonisti che per anni hanno tenuto loro compagnia. Prima fra tutti la protagonista Zoey, interpretata da Jamie Lynn Spears che è nota oltre alla serie per essere la sorella di Britney Spears.

Vediamo in questo film una Zoey ormai trentaduenne che si è distaccata da tutti i suoi amici, tranne Quinn Pensky, interpretata da Erin Sanders. Subito scopriamo che la vita di Zoey a differenza di quella dei suoi amici non è andata benissimo. Hanno tutti sfondato lavorativamente o sentimentalmente, mentre lei vive da sola mangiando schifezze ed è messa in secondo piano costantemente sul posto di lavoro.

Quando Quinn le annuncia che si sposerà con Logan, Matthew Underwood, con cui si mette insieme alla fine di Zoey 101, per la protagonista è un duro colpo. Zoey 102 si propone subito di decostruire un’eroina dal suo status di perfezione attraverso espedienti tutto sommato banali.

Zoey 102 come Rory: le protagoniste che smarriscono la via.

In Zoey 102 è successo, anche se con un epilogo diverso, quello che ha accaduto con il revival di Gilmore Girls, Una mamma per amica. Lì abbiamo visto la protagonista Rory completamente diversa da come la ricordavamo. Prima studentessa modello, che teneva tantissimo all’università e alla sua carriera, poi ha come perso la bussola. Anche qui Zoey è totalmente diversa da come la ricordavamo. Cresciuta certo, ma in peggio.

Poco determinata, arresa a una vita ad attendere il vero amore Chase (Sean Flynn), che si separa da tutti gli amici. Zoey non era così: combattiva, competitiva, decisa, sicura di sé e molto orgogliosa. Non è la sfigata che affitta un finto fidanzato per andare al matrimonio della migliore amica, non la ricordavamo così, eppure lo diventa.

Per tutto il film ci chiediamo: ma dov’è Zoey? Zoey 102 non dovrebbe essere il sequel? Qui si torna solamente indietro. E quando si va avanti, non se ne capisce il motivo. Alla fine ottiene quello che vuole, ma senza un reale merito.

A chi è rivolto un revival di Zoey 101?

A questo punto è lecito chiedersi a chi sia effettivamente rivolto il film. In teoria a coloro che quando è uscito Zoey 101 erano adolescenti o bambini, che quindi essendo cresciuti con lei adesso hanno circa trent’anni. Ma il mood del film sembra invece che sia riferito agli adolescenti di oggi, probabilmente perché la speranza di Paramount è indirizzare i ragazzi a guardare la serie.

Ma su di loro non è facile dire quanto possa essere positiva l’impressione. Il confine tra fantascienza e demenzialità in questo film è veramente troppo labile, e si regge unicamente sull’entusiasmo di rivedere certi attori e personaggi che i trentenni di oggi non vedevano da 15 anni.

Tolto questo entusiasmo, il film non sa reggersi da solo. Al netto del simpatico colpo di scena finale, non risponde a una marea di domande e lo fa in maniera frettolosa. Chase si rimette con Zoey praticamente immediatamente e a caso, la sua fidanzata sparisce senza un reale motivo, non c’è una vera redenzione o evoluzione dei personaggi, tranne di uno.

Infatti, è Logan che stupisce per l’enorme cambiamento che ho fatto. Lo abbiamo conosciuto egocentrico e borioso, è quello che è davvero diventato adulto nel modo che tutti avremmo voluto vedere. In fondo film come questi e serie come queste dovrebbero insegnare qualcosa. E da Zoey purtroppo impariamo in Zoey 102 tutt’altro rispetto a quanto ci aveva insegnato Zoey 101: se non fai nulla per anni, ottieni lo stesso ciò che vuoi. Non certo la morale che avremmo voluto.

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Silvia Argento

Nata ad Agrigento nel 1997, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne, una magistrale in Filologia Moderna e Italianistica e una seconda magistrale in Editoria e scrittura, un master in giornalismo. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice per giornali, riviste e siti di divulgazione culturale e critica musicale. È autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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