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American Beauty: la mostra sui lati oscuri dell’America a Padova

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Al Centro Altinate San Gaetano la mostra “American Beauty”.

American Beauty è il titolo di una mostra che dal 13 settembre 2023 al 21 gennaio 2024 sta arricchendo il Centro Culturale Altinate San Gaetano di Padova. La mostra presenta ben 130 opere fra le quali spiccano Bansky e Keith Haring.

Il titolo prende il nome, come leggiamo sul sito di presentazione da una rosa rossa creata in Francia, che, esportata negli Stati Uniti, è diventata la più diffusa del continente nordamericano. Li ricorderemo perché nel film American Beauty li troviamo avvolgere in una celeberrima scena l’attrice Mena Suvari, quando Kevin Spacey fantastica su di lei.

La caratteristica di questa rosa è che mantiene i colori dei propri petali per molto tempo prima di appassire.

American Beauty non è un elogio vuoto dell’America.

Quando si sente parlare di una mostra sull’America, il fruitore medio può pensare a qualcosa di encomiastico o celebrativo. In fondo abbiamo toccato con mano in diversi articoli e servizi la presenza di varie propagande, non solo filoamericane ma di qualsiasi tipo. Chiaro è che una mostra possa prendere posizione, ma l’aspirazione quando si va a vedere American Beauty potrebbe essere diversa.

E in quel caso viene accolta. Non c’è una posizione netta, ma un quadro – per usare un termine artistico – ben preciso di luci e ombre. L’America ha una storia complessa, per quanto molto contemporanea e non antica. Per questo, American Beauty la ricostruisce partendo da un paio di quadri di artisti molto famosi, che sono stati anche molto critici a riguardo, fino a parlare di Black Lives Matter.

C’è anche una sezione dedicata all’11 Settembre, dove si può sentire la tremenda risonanza che questo evento ha avuto sull’America, ma anche sul mondo.

Bandiere, storie, razzismo e molto ancora.

Le questioni e i problemi più preponderanti della società americana sono evidenziati attraverso la mostra in modo molto puntuale. Non solo lato oscuro, ovviamente, in quanto emerge con grande prepotenza anche un altro tratto distintivo americano: il patriottismo. Esso si disgrega attraverso l’esposizione di varie bandiere, in diverse salse.

C’è chi la dipinge, chi la brucia e ne conserva le ceneri, chi scrive qualcosa sopra. Le stelle e strisce americane rappresentano non il conflitto, bensì la contraddizione in questo caso.

Il popolo americano è fiero, ma risulta anche combattivo. Le didascalie sono funzionali a comprendere un pezzo di storia, che è una storia del mondo, un american beauty, una bellezza fragile e contraddittoria.

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Silvia Argento

Nata ad Agrigento nel 1997, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne, una magistrale in Filologia Moderna e Italianistica e una seconda magistrale in Editoria e scrittura, un master in giornalismo. È docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice per giornali, riviste e siti di divulgazione culturale e critica musicale. È autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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