Un mondo che odia gli uomini
Giulia Crippa presenta l’agghiacciante distopia “Un mondo che odia gli uomini”. Nel romanzo distopico “Un mondo che odia gli uomini”, Giulia Crippa immagina una realtà speculare alla nostra per mettere in discussione il rapporto tra violenza, potere e percezione collettiva. La premessa narrativa è volutamente estrema: un decreto governativo introduce il diritto, per le donne, […]
Giulia Crippa presenta l’agghiacciante distopia “Un mondo che odia gli uomini”.
Nel romanzo distopico “Un mondo che odia gli uomini”, Giulia Crippa immagina una realtà speculare alla nostra per mettere in discussione il rapporto tra violenza, potere e percezione collettiva. La premessa narrativa è volutamente estrema: un decreto governativo introduce il diritto, per le donne, di compiere un omicidio mensile, nel caso in cui percepissero un pericolo proveniente esclusivamente da un uomo. Una situazione aberrante e paradossale, che però è funzionale ad illuminare delle contraddizioni già esistenti nella società contemporanea.
Il romanzo si muove su un terreno ibrido tra distopia sociale e satira culturale; il mondo raccontato è una versione leggermente alterata del presente, e neanche troppo lontana da noi nel tempo. La mancanza di una distanza temporale sufficiente riesce così a turbare il lettore, che più di una volta si chiederà se questo scenario possa essere verosimile e attuabile nel futuro.
La protagonista dell’opera, Red, diventa l’osservatorio privilegiato di questa trasformazione sociale in cui l’omicidio è istituzionalizzato; attraverso il suo sguardo, infatti, si assiste alla normalizzazione progressiva della violenza: procedure burocratiche ad hoc, assistenza alle future assassine e nuovi linguaggi e abitudini si adattano rapidamente a questo contesto disturbante.

Giulia Crippa, al suo romanzo d’esordio, affronta la questione della paura come forza politica e culturale: essa diventa un elemento regolatore dei rapporti sociali, ridefinendo i confini tra difesa, vendetta e giustizia. Sia chiaro: la violenza sugli uomini non è presentata come un male necessario, ma è piuttosto un espediente per far riflettere il lettore sulle derive della nostra società e sulle sue stesse responsabilità – «Questo libro non è un invito alla violenza. Non è una chiamata al conflitto. È un’esortazione a guardare meglio, a parlare, a trovare nuovi alleati, a non voltarsi più dall’altra parte. Se ti innervosisci leggendo queste pagine, se provi disagio, se ti senti colpito o colpevole: è il segno che qualcosa si è mosso. Allora, vale la pena continuare a scavare».
“Un mondo che odia gli uomini” mette in scena una rappresentazione dell’assuefazione collettiva; la società descritta nel romanzo si adatta con sorprendente rapidità al nuovo ordine: media, cultura pop, relazioni lavorative e vita quotidiana si riorganizzano intorno alla nuova norma, interiorizzandola, accettandola ed evitando di esercitare il diritto al dissenso. E, alla fine, resta una domanda spinosa che continuerà a tormentarci: la legittimazione del ribaltamento dei ruoli nella violenza di genere – atta a dare un freno alla piaga sociale dei femminicidi – potrebbe produrre davvero giustizia, o rischierebbe solo di replicare nuove forme di abuso?
Casa editrice: bookabook
Genere: Narrativa distopica
Pagine: 120
Prezzo: 15,00 €
Codice ISBN: 979-1255993704
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