Dal videogame alla pellicola: il percorso creativo degli adattamenti
Dal videogame alla pellicola. Nel panorama dell’intrattenimento contemporaneo, i confini tra media si fanno sempre più sfumati. Spesso i videogame diventano il caso emblematico di questo abbattimento di confini, con videogiochi che diventano film con percorsi di adattamento creativi. Quello che un tempo era considerato un azzardo commerciale oggi è diventato un vero e proprio […]
Dal videogame alla pellicola.
Nel panorama dell’intrattenimento contemporaneo, i confini tra media si fanno sempre più sfumati. Spesso i videogame diventano il caso emblematico di questo abbattimento di confini, con videogiochi che diventano film con percorsi di adattamento creativi.
Quello che un tempo era considerato un azzardo commerciale oggi è diventato un vero e proprio sotto genere e sono tantissimi i videogiochi che hanno dato vita a film molto apprezzati dal pubblico. In questo articolo esploreremo il rapporto tra videogame e film, analizzando anche qualche caso emblematico di successo.
Il percorso di adattamento di videogiochi in film: non sempre un rapporto facile.
Agli esordi di questa pratica commerciale, i prodotti che subivano una trasposizione da film a videogame o viceversa, da videogame a film, non sempre erano apprezzati dal pubblico. Come anche ci spiega Betway, sito di slot online, quando tratta la correlazione tra mondo cinematogafico e quello dell’iGaming in questo approfondimento, sono stati diversi i flop totali che hanno scoraggiato per qualche tempo gli adattamenti. Ad esempio, il primo tentativo di trasformare il mitico “Super Mario” in un film non è stato troppo gradito ai fan.
In effetti si tratta di un’impresa non sempre semplice, poiché un adattamento deve conquistare un pubblico già fidelizzato e affezionato ad un altro tipo di prodotto commerciale.
Spesso quindi, si tratta di una vera e propria sfida per i registi o per gli sviluppatori, se parliamo del processo inverso.

In linea generale oggigiorno, per moltissimi film viene fatto un videogame, ma non per tutti i videogame viene fatto un film.
Soltanto con l’avvento dei giochi moderni, ricchi di dettagli, narrazione ed effetti speciali, che dunque dimostrano già di possedere un asset cinematografico, è possibile creare adattamenti epici e di successo. Negli ultimi anni serie tv e film hanno dimostrato che è possibile creare adattamenti apprezzati dal grande pubblico, che a volte tendono a eguagliare o addirittura superare la soglia di gradimento del videogame.
Vi sono alcuni casi emblematici, come il recente “The Last of Us” (2023), o il più vecchio “Resident Evil” (2002).
Questo mutamento rispetto gli inizi, non è casuale, ma il frutto di un’evoluzione culturale e industriale. Sicuramente, come abbiamo detto, il fatto che i videogame moderni presentino già molte caratteristiche dei prodotti cinematografici, facilita il compito di chi vuole tuffarsi in questo tipo di impresa, ma anche le collaborazioni, più frequenti rispetto il passato, tra sviluppatori e registi è sicuramente un passo in avanti. Proprio nel caso del già citato “The Last of Us” la regia di Craig Mazin ha incontrato la direzione di Neil Druckmann, co-creatore del gioco.
La complessità di adattare un videogioco in un film, deriva soprattutto dall’elemento dell’interattività, tipica del videogame. Interagire con i personaggi all’interno di una narrazione, crea un legame affettivo ed emotivo e aiuta a “fidelizzare” l’utente. Il film, dal canto suo, è ovviamente un prodotto che va fruito passivamente, lasciandosi guidare in tutto e per tutto da una storia già scritta.
Il compito degli sceneggiatori, dunque, è quello di “distillare” l’essenza della storia, il suo tono, i suoi temi, i personaggi principali, e trasformarla in una narrazione lineare e coerente che possa essere apprezzata dagli utenti. Non si tratta quindi semplicemente di “rifare” il gioco, ma di interpretarlo, restituendone l’anima in un nuovo linguaggio, adatto ad un altro tipo di media.
Fedeltà o libertà creativa?
Proprio su questi temi chiave ci si interroga quando si decide di creare un adattamento cinematografico di un videogame. Mantenere un’estrema fedeltà al gioco senza rischiare di deludere i fan, o azzardare con reinterpretazioni più profonde, spesso che cambino anche in parte trame e personaggi?
La chiave sta in un equilibrio dinamico: rimanere fedeli allo spirito del gioco, ma avere il coraggio di reinventare laddove necessario. In questo senso, Arcane (serie Netflix animata del 2021) è stata ispirata all’universo di “League of Legends” ed è stato un successo. Questa ha saputo espandere la mitologia del gioco e sviluppare trame autonome che ne arricchiscono l’universo narrativo, creando un universo espanso e attirando anche un pubblico estraneo al mondo videoludico.
Le aspettative del grande pubblico e i rumors mediatici: un elemento chiave.
Non solo i registi e gli sceneggiatori svolgono un ruolo cruciale nell’uscita di un nuovo film, ma anche il pubblico stesso. Questo è spesso in trepidante attesa per l’uscita di un nuovo film, specialmente quando questo è ispirato al proprio videogame preferito. Ecco che blog e community svolgono un ruolo chiave nel creare un’aspettativa generale collettiva.
I fan dei videogiochi sono quasi sempre molto appassionati e attenti ai dettagli, ma non sempre corrispondono al target tipico di un film mainstream, per questo una pellicola deve trovare il modo di “dialogare” con l’intera community.
Anche i media svolgono un ruolo centrale: anticipazioni e rumors non fanno altro che creare una certa tensione e una certa aspettativa per l’uscita di un film, ma nonostante tutto, sembrerebbe però che di questi tempi, il mondo cinematografico abbia imparato a mettere d’accordo tutti.
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