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La qualità della vita e la fonte di energia di Giuseppe Quartieri

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La qualità della vita e la fonte di energia

Quality is life and life is quality, that’s all we know in the World and all we need to know.Giuseppe Quartieri, rephrasing John Keats

INTRODUZIONE

La qualità della vita è il risultato del progetto e sviluppo della ricerca della relazione di convoluzione (faltung) tra valore, qualità e costo del sistema  ∑v che si ottiene impiegando la teoria dell’informazione con l’Integrale di convoluzione. Tra i vari modelli potenziali il primo e più semplice è il modello esponenziale prodotto per riflessione  sulo sviluppo evoluzionistico  degli aspetti umani:

(1)                                                   QL = QMAX (1 – e-QL t)

IN questa semplcie formulazione, ogni variabile di qualità  deve essere considerata normalizzata, i.e. qi =   in modo tale che la regola della combinazione lineare sia applicabile:

(2)                                   QL =

So the quality formula is: 

(3)                                         Q (t) = QMAX (1 –

Questo (mio) approccio (1980) di convoluzione è basicamente diverso dall’approccio classico statistico impiegato per dedurre i parametri della qualità della vita. Come ben noto ai matematici e ai fisici, la conoscenza statistica e i relativi parametri ottenuti consentono di valutare ed ottenere il cosiddetto livello di confidenza. La qualità della vita è funzione del tempo e delle informazioni strettamente legate alla qualità dell’energia, alla sua potenza e al relativo lavoro. Tuttavia, il tempo t gioca un ruolo essenziale nella definizione e evoluzione della qualità della vita QoL (Quality of Life).

La variabile tempo è fondamentale e può assumere anche forma bidimensionale (una componente reale e una immaginaria in modo da formare una variabile complessa). Con il variare del tempo la QoL può variare fortemente ma il degrado della qualità della vita non può essere identificato e confuso con gli effetti dei fenomeni di cambiamento climatico. Nella fase di transizione dal tempo caratterizzato dal petrolio che governa il mondo alla nuova era delle energie rinnovabili, il cambiamento climatico è diventato la chiave di tutto

In sintesi, l’approccio per sistemi è mostrato nella figura prossima Fig. N. 0.

Eppure la qualità della vita va al di là del cambiamento climatico (CC) e del riscaldamento globale (RG). La definizione della Qualità della Vita  QoL non è semplice ma richiede qualche conoscenza di matematica fondamentale (Vedi libro: Theory of Quality of Life di Giuseppe Quartieri). La qualità della vita è direttamente connessa alla teoria dell’informazione e del valore dei sistemi e quindi richiede la conoscenza e la applicazione della Teoria dei Sistemi in senso generale e della complessità. Gli elementi fondamentali della definizione della QoL si collegano intrinsecamente e profondamente con il processo di digitalizzazione e la rapida evoluzione complessiva dell’informatica.

Esigenze di distribuzione dell’energia anche la rapida distribuzione dei processi di informazione. Il tempo e le informazioni sono parte integrante della qualità della vita che qui si comincia ad analizzare in profondità. Tuttavia, la fonte di energia ideale influenza fortemente anche la qualità della vita. In realtà, tra ricercatori, manager e politici ci sono divergenze di opinioni e definizioni sui termini del significato di una fonte energetica ideale. Anche in quest’ultimo governo italiano, la quantità di uomini di scienza vera inclusa è veramente poca: Un solo elemento! 

Cercando di mediare approcci diversi, si ritiene molto interessante riportare la classica definizione di “ideale intrinseco” basata sul puro pensiero ma riducendo il potere degli interessi economici e il senso del “potere politico, economico e finanziario”.

Di fatto, le fonti energetiche intermittenti ideali (sole, vento, biomasse e così via) condizionano la qualità della vita e necessitano  una semplicissima digressione all’interno della cornice della loro influenza. I tipi di energie hanno le seguenti caratteristiche:

  1. Alta densità di energia e relativo flusso energetico.
  2. Abbondanza in natura.
  3. Non inquinamento ambientale.
  4. Nessun rischio per l’umanità (sicuro per gli uomini).
  5. La scalabilità, ossia piccoli apparati portatili e/o sistemi fissi a seconda delle esigenze.

Sfortunatamente, per alcune persone questi concetti sono un po’ simili a qualche approccio religioso. Tutto il dogma delle energie rinnovabili limitate a sole, vento, biomasse e pochissime altre si infrangono di fronte alle nuove forme di reattori nucleari a bassa energia, piccoli reattori e futuri reattori a fusione. Sembra che la fusione termonucleare controllata (progetto Iter, Stellarator, e tanti altri) siano la chiave di volta in cui credono alcuni “Top Manager” delle grandi aziende Italiane (ENI, ENEL,  ecc.). Alla maggior parte dei fisici (me incluso), questi progetti sono molto lontani da riuscire ad ottenere energia controllata in periodi di tempo sufficienti a creare energie da distribuire al popolo. Comunque, non disperiamo: può darsi che qualcuno ci riesca!

LE ASPETTATIVE

I risvegli delle aspirazioni e delle attese non vanno prese alla lettera e gli stessi  concetti e progetti accennati presentano tutti gli aspetti positivi e negativi delle religioni. Per ora, possono influenzare poco le condizioni e i parametri della qualità della vita in senso generale.

Altri fisici ed ingegneri credono in una altra forma do creazione di energia pulita ossia alla futura applicazione dell’energia pulita come, quella chiamata, energia di fusione fredda, cioè processo di trasmutazione di energia debole. Recentemente, Reazione Nucleare a Bassa Energia (LENR) o Trasmutazione Nucleare a Bassa Energia (LENT) ha sostituito il termine Fusione Fredda. Il primo tentativo di costruzione di questo genere di apparecchiature è stato fatto da Fleishmann e Ponz nel lontano 1989. Da allora, molte persone hanno continuato questa ricerca anche se la vera produzione di energia è ancora lontana da risultati concreti. Questo è un lungo argomento fuori dal filo conduttore di questo articolo che rimane, però, uno dei candidati più probabili per soddisfare le richieste ideali di energia dopo sicurezza e/o sicurezza.

Assumendo nessuna guerra, nessuna pandemia e nessuna carestia, i suddetti tipi di fonti energetiche ideali e relative centrali/impianti implicano in pratica, come minimo, la applicazione dei seguenti aspetti:

  • In primo luogo, la sicurezza dell’approvvigionamento e la necessità di garantire la crescita economica nel contesto di una crescente domanda di energia;
  • In secondo luogo, la tutela dell’ambiente, compresa la lotta al cambiamento climatico e la mitigazione delle emissioni di CO2
  • In terzo luogo, la  garanzia dell’accesso all’energia per le persone più povere.

Nel tentativo di attuare le definizioni energetiche ideali nell’ambito della qualità della vita,  ognuno può rendersi conto che sono necessarie tutte le fonti di energia, l’efficienza energetica e la moderazione, oltre a tutte le tecnologie accessibili e prima di tutto le tecnologie “CO2 free” (senza combustione), comprese le energie rinnovabili (sole, vento , biomassa, geotermico e così via) combustibili fossili più puliti e CCS. Chiaramente, in questa prospettiva, il nucleare sicuro (micro e mini NPP) è una delle – nostre – soluzioni energetiche proposte come già dimostrano le politiche energetiche di molti Paesi.

Recentemente la Germania, per voce del suo Presidente ha dichiarato ed ha proceduto a spegnere – per certi aspetti giustamente – le ultime tre centrali nucleari superate e da dismettere in ogni caso per raggiunti limiti di età. L’aumento del costo dell’elettricità si è subito è propagato in tutta l’Europa ed anche in Italia. Sembra che la Germania voglia sostituire la energia prodotta dalle sue classiche NPP con la produzione da carbone e petrolio. Alla faccia delle soluzioni e dei provvedimenti ai cambiamenti climatici e alla riduzione del riscaldamento globale! 

Frattanto, la Polonia ha stretto grandi contratti con la Westinghouse per installare un numero cospicuo di centrali nucleari di nuovissima generazione. Così accade che, in questo periodo della storia mondiale, sono quasi 50 i Paesi che stanno operando, costruendo o semplicemente considerando la generazione nucleare come una soluzione praticabile per la produzione di elettricità. La metà di questi Paesi sono “nuovi arrivati” che mirano a sviluppare centrali nucleari per far fronte meglio alle sfide di una produzione di energia a prezzi accessibili e senza CO2.

Nel recente passato, 432 centrali nucleari sono rimaste in funzione nel mondo e ora più di 60 centrali nucleari sono in costruzione in Cina, India, Russia, Corea, Francia, Finlandia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Regno Unito e altri ancora. Nel frattempo l’Italia resta con i suoi paraocchi a rispecchiarsi nella vecchia paura atavica della centrale nucleare. Paesi peculiari non europei stanno forzando l’inclusione delle centrali nucleari nei loro piani energetici. Ormai le NPP proposte sono solo impianti micro e mini, ossia impianti al massimo della sicurezza e con bassissima emissione di radiazioni in caso di un eventuale guasto del settimo livello.  

I famosi tre principali fallimenti delle centrali nucleari sono stati: Three Miles Island, Chernobyl e Fukushima che hanno prodotto un’enorme quantità di paura nella popolazione mondiale m sempre molto di meno della paura e degli effetti negativi prodotti dall’emergenza Covid-19. Al momento, rispetto agli ultimi due tipi di catastrofi, il numero dei morti nel mondo è ancora in crescita per ragioni completamente diverse dai fallimenti e dalle influenze nucleari. Le attuali esperienze di guerra in Ucraina stanno preoccupando chiunque in tutto il mondo. Tutto il mondo teme la possibilità di una guerra nucleare a causa di qualche importante diplomatico russo: i test di guerra standard attorno alle principali centrali nucleari ucraine sono davvero un pessimo indice della volontà di pace.

Va sempre ricordato che se si adopera l’uranio o atro combustibile nucleare per creare energia elettrica a scopo pacifico e per il bene della popolazione, questo stesso combustibile non può essere impiegato in campo militare. Inoltre alcuni fisici e fra questi l’amico e collega Ruggero Maria Santilli si stanno adoperando negli USA per bombardare con laser combustibili nucleari radioattivi com l’uranio e il plutonio per dividerli e romperli in  sotto prodotti  – elementi – non più radioattivi. La distruzione di materiali radioattivi per trasformali in non radioattivi è veramente un grande progetto tecnologico e scientifico!

SISTEMA EUROPEO DI SCAMBIO DI QUOTE DI EMISSIONE

In questa nuova visione energetica-climatica s’inserisce l’approccio dello Schema Europeo al “emissione trading” (scambio delle quote di emissioni). Gli aspetti di business della decarbonizzazione hanno oscurato e stanno oscurando, in una certa misura, tutti i veri problemi energetici e d’inquinamento. Nel tentativo di ridurre le emissioni globali di CO2 (Fig. N° 3 e 4), lo schema di  “Emission Trading Scheme” (ETS) dell’UE, entrato nella sua terza fase nel 2013, è di gran lunga il più grande sistema di scambio di emissioni di gas a effetto serra al mondo, rappresentando più di 80 % del mercato globale del carbonio. Per controllare la CO2 per raggiungere la sua riduzione e l’ETS, sono incluse tutte le regole chiare e prevedibili del business as usual (come soluzione rapida, flessibilità nella quota di fornitura, prezzo minimo, nuova legislazione sui prezzi: prezzo basso delle quote di carbonio e così via) anche per promuovere il passaggio a distanza del combustibile dal carbone al gas e ridurre l’ETS.

Molte aziende energetiche sono coinvolte in questo tipo di analisi e processo. L’industria energetica si è spesso lamentata della sovrapposizione dell’ETS con le rinnovabili e con gli obiettivi di efficienza energetica da raggiungere nel 2020 (progetto 2020). Molti lamentano che tutto ciò implicherebbe la priorità della “coerenza politica” europea rispetto ad altri aspetti molto più di quanto non sia accaduto in passato. In realtà, l’interazione tra l’ETS e le altre politiche è una questione “molto complicata”.

L’approccio dell’auto elettrica è il più interessante e ha la maggiore probabilità di implementazione anche con l’aumento dei materiali di scarto a causa della necessità di implicazioni di elementi rari come lantanio (La), cerio (Ce), praseodimio (Pr), neodimio (Nd), promezio (Pm), samario (Sm), europio (Eu), gadolinio (Gd), terbio (Tb), disprosio (Dy), olmio (Ho), erbio (Er), tulio (Tm), itterbio (Yb), lutezio (Lu) e altro. Una nuova caccia alle miniere di elementi di terre rare è iniziata in tutto il mondo. I rifiuti delle auto elettriche sono un problema nuovo di zecca per il suo aumento dell’inquinamento globale. In alcuni Paesi Europei lo “Emission Trading System” (ETS) è lo strumento sbagliato per raggiungere la “crescita verde”, mentre alcuni Stati Membri sembrano affrontare il problema con una “carbon tax” e un aumento della produzione di energia rinnovabile.

Questo sembra perfettamente progettato per aumentare il prezzo della CO2. Tuttavia, lo svantaggio di una carbon tax è che non garantisce una riduzione della quantità di emissioni. Le aziende possono continuare a emettere CO2, se sono disposte a pagarne il prezzo. L’obiettivo primario delle società è quello di stimolare gli investimenti “verdi”, in modo che la carbon tax abbia molto più senso di uno schema “cap-and-trade”.

In tutto questo quadro, gli Stati membri dell’UE hanno perseguito numerose politiche energetiche e climatiche che interferiscono con il funzionamento dell’ETS, principalmente le seguenti:

  1. I sussidi per le energie rinnovabili tendono a deprimere il prezzo del carbonio poiché una maggiore produzione di energia rinnovabile porta a minori emissioni di CO2.
  1. Stimolare l’efficienza energetica, le tecnologie a basse emissioni di carbonio che migliorano le fonti di energia pulite. 
  2. Creare “lavori verdi” per i giovani e stimolare la “green economy” (ma, secondo molti analisti, l’ETS non è lo strumento adatto per raggiungere questi nuovi traguardi).
  3. Eliminare la “discriminazione” tra i settori soggetti all’ETS e altri settori, come i trasporti, l’agricoltura e l’edilizia abitativa.
  4. Stimolare l’energia pulita e le innovazioni delle auto elettriche.
  5. Stimolare norme e regolamenti nei settori del carbonio e delle energie rinnovabili mentre il settore dell’elettricità è eccessivamente regolamentato.

Dal punto di vista della qualità, per quanto riguarda la politica europea per la gestione dell’energia, l’efficienza energetica occupa la massima priorità anche se non c’è ancora un accordo sulle questioni legali e sulle procedure dell’UE per raggiungere questo obiettivo. Questa politica energetica economica globale si occupa del potere delle forme fossili di energia. Inoltre, il caso italiano rimane quello eccezionale a causa di due referendum negativi rispetto alla produzione di energia elettrica nucleare. L’Italia resta comunque un Paese nucleare rimanendo nel quadro nucleare europeo.

In realtà, l’Italia è parzialmente Nazione Nucleare. A tutti gli effetti, le presenze di quattro vecchie centrali nucleari chiuse e non ancora dismesse, garantiscono la relativa presenza di combustibili esauriti, oltre alla presenza distribuita di scorie radioattive nella maggior parte degli Ospedali e Cliniche italiane, e la presenza delle sorgenti radioattive nel Centro Ricerche Nucleari (INFN, ENEA, CNR, ecc.).

Quindi una prima priorità italiana rimane mantenere in funzione l’Autorità Nazionale per la Sicurezza Nucleare che dovrebbe essere in grado di seguire ed eseguire le linee guida e le indicazioni per la protezione degli effetti delle radiazioni ionizzanti e della radioattività provenienti da qualsiasi fonte come ospedali, piccole e grandi reattori nucleari, ecc. Inoltre, l’Italia continua a mantenere e rispettare le partecipazioni a organizzazioni europee come EURATOM e così via. Pertanto, seguendo le regole e le linee guida della Comunità Europea, le risorse umane esistenti e le prestazioni tecniche industriali e locali italiane devono essere valorizzate

Pertanto, seguendo le regole e le linee guida della Comunità Europea, le risorse umane esistenti e le performance industriali e locali italiane necessitano di valorizzazione e miglioramento per continuare ad essere universalmente considerate risorse italiane “eccellenti”. In ogni caso, il popolo veramente europeo resta fedele all’opinione generale sulla necessità di costruire il vero Stato Unito d’Europa. In questo quadro si assiste a una rinascita dell’applicazione dell’Energia Nucleare in Italia con il nuovo Governo a partire dall’inizio del 2023. 

IMF 
      ISM                                                      ECB 

COMMISSIONE TRILATERALE
Fig. N° 1  Gli attori del potere economico: La potenza del quadrilatero

Nel frattempo, l’attuale nuova politica economica europea rimane all’interno della piazza finanziaria (tabella successiva di Fig. N °2):

  1. N. Lato 1: Fondo Monetario Internazionale (FMI) e Principali Banche USA.
  2. N. Lato 2 Banca Centrale Europea (BCE).
  3. N. Lato 3 Borsa Internazionale (ISM.
  4. N. Lato 4 Trilaterale (Bilderberg, il 30, e così via), FMI

La qualità della vita dipende dalle 3E (energia, economia ed ecologia) che danno forza alla vita. La crisi energetica, economica ed ecologica (virologica) consente e sostiene le regole economiche e finanziarie standard ma solo in termini di approccio completamente nuovo che non darebbe troppo potere alle banche e sostituirebbe il concetto e l’uso del “denaro” con qualcosa altro. In ogni caso le Potenze Internazionali stanno accarezzando l’idea di un Nuovo Ordine Mondiale (NOM) in cui però alcune basi del potere rimarranno inalterate.

Alcuni commenti sono d’obbligo. In primo luogo, riduciamo il numero delle banche e non le finanziamo con i soldi delle persone mentre prendono in prestito il denaro, in seguito, a un numero selezionato di società a tassi molto più alti. Le banche dovrebbero fallire come qualsiasi altra società e non dovrebbero avere azioni della Banca dello Stato (es. Banca d’Italia, BCE ecc.).

Nel campo della gestione del petrolio e del gas, quale espressione del mondo finanziario internazionale (precisamente europeo), il quadrilatero ha assegnato al Paese italiano un ruolo di supporto logistico per la sua collocazione geografica al centro del Mediterraneo. In sostanza, l’Italia diventa il Paese di transito (una sorta di “hub”) di gas, petrolio e materie prime provenienti dall’Africa ed altri Paesi asiatici verso l’Europa per la congiunzione dei due principali corridoi del nord e del sud. Le attuali partizioni del gas [corridoio Nabucco, corridoio sud nelle trattative con la rivale ITGI-TAP (Trans Adriatic Pipeline)] del gas di transito verso l’Europa si ridurranno molto se non saranno terminate molto presto. I partiti per l’ecologia estrema con sede locale in Italia pongono e gestiscono molte difficoltà anche se appartengono al governo. A questo proposito sembra che ci sia un grande sforzo e interesse da parte del nuovo governo italiano per costruire  – anche –  un nuovo “hub” energetico del Mediterraneo.

L’industria italiana deve costruire una rete distribuita di siti di stoccaggio di gas e petrolio e la relativa rete per il trasporto in Europa. In questo modo l’Italia ospiterà un insieme di basi logistiche operative (includenti anche il Molise, ultima Regione d’Italia) e fonti di assicurazione e sicurezza per l’approvvigionamento di gas, petrolio, materie prime e fonti energetiche di altro genere per tutta l’Europa. Da qualche anno l’Italia ha già costruito il sottosistema della distribuzione logistica delle merci europee per il trasporto di merci e prodotti verso i luoghi di consumo. In questo quadro economico, il quadrilatero leader della potenza economica non può che programmare e perseguire lo sviluppo del nucleare in tutta Europa tranne che in Italia. Rimangono in piedi tre punti per gestire una pianificazione energetica flessibile e pratica in grado di adattarsi alle diverse situazioni che potrebbero via via crescere:

  1. La necessità della decarbonizzazione dell’Europa.
  2. La continua lontananza recentemente sottolineata dal raggiungimento del picco di produzione di combustibili fossili (petrolio, gas e metano).
  3. L’Inserimento della fonte energetica nucleare (micro, mini) nel conteggio energetico italiano e, revisionando l’approccio europeo, anche nel conteggio total europeo.

All’interno di questi tre contesti, va ricordato che l’energia nucleare proviene da almeno tre tipi: energia nucleare da fissione, fusione termonucleare (fusione nucleare calda) e, in terzo luogo, fusione nucleare fredda. È interessante ricordare che tutte le energie solari ed eoliche sono solo aspetti degli effetti della calda fusione nucleare di tipo energetico che brucia nel corpo del Sole.

Torniamo appena al quadrilatero del potere (Fig. N° 1). Si osserva che le decisioni assunte a suo tempo, dal popolo italiano con il referendum antinucleare, consentono – a causa di fatti e di avvenimenti – all’Italia di fare vivere – in campo energetico – solo alcune delle possibili seguenti azioni: 

  1. Il recupero della definizione di Autorità Nazionale per la Sicurezza Nucleare italiana secondo le linee guida europee. La storia italiana insegna che, dopo il grande Premio Nobel Enrico Fermi, l’Italia è il Paese dove è nato il nucleare. In Italia, non è possibile dimenticare la necessità di gestire scorie radioattive e detriti delle vecchie quattro centrali nucleari italiane chiuse. Di conseguenza, è necessario provvedere alle operazioni complete di smaltimento (decommissioning) di quattro vecchie centrali nucleari italiane dismesse da decenni, oltre a tutta la grande quantità di scorie radioattive ospedaliere. Quindi, il governo italiano ha assegnato a grandi organizzazioni italiane (SOGIN, Ispettorato per la Sicurezza Nucleare e la Radioattività ecc.) il compito di affrontare i problemi delle scorie nucleari da centrali nucleari, ospedali e così via. A causa di molte ragioni e troppe organizzazioni, questo rimane un problema senza fine.
  1. Nel nucleare italiano sono tuttora impiegate e operative giovani risorse e competenze qualificate per continuare a partecipare attivamente alle attività internazionali ed europee nel campo delle applicazioni e dello sfruttamento dell’energia nucleare. Questo sforzo è realmente orientato e dedicato a migliorare l’affidabilità, la sicurezza e la protezione della generazione nucleare delle NPP moderne ossia di generazione attuale e avanzata di futura generazione. 
  1. Sviluppo di un piano per la rapida identificazione del sito di stoccaggio nazionale delle scorie nucleari e quindi sviluppare il relativo Parco Tecnologico.
  1. Sostenere l’industria nucleare italiana che ha dimostrato di essere una vera e propria eccellente e grande realtà a livello europeo e internazionale per la fornitura di componenti, moduli, sottosistemi e servizi per la tecnologia avanzata nei nuovi e moderni programmi nucleari europei e internazionali.
  1. Stabilire e attuare programmi e piani nazionali con la loro attuazione per lo sviluppo di reattori nucleari di ricerca su reattori veloci di quarta generazione ecc. ma non solo di energie rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico, geotermico ecc.). 
  1. Partecipare ad una ricerca attiva e sostanziale sulla fusione calda (ITER, Ignitor, Stellarator e così via) rendendosi conto che la ricerca in questo campo dura da almeno 70 anni senza risultati concreti per il popolo italiano e per il mondo.
  1. Finanziare e abilitare una vera ricerca nel campo della fusione fredda (trasmutazione di energia debole) che è una vera e propria scienza basata sull’applicazione dei metodi sperimentali galileiani mentre le teorie si evolvono sempre più per spiegare in modo scientifico gli eventi della fusione nucleare fredda.
  1. Considerare e implementare ricerca, simultaneamente, i tre aspetti (fissione, fusione fredda e fusione calda) della ricerca e delle applicazioni delle questioni nucleari come compatibili e complementari tra loro.
  1. Analizzare tutti i possibili scenari di sviluppo della politica energetica in generale al fine di trovare la soluzione ottimale non basata solo sulla paura e sulla spinta emotiva di un popolo.
  1.  Affrontare e risolvere il tema dello sfruttamento delle risorse italiane di petrolio e gas almeno per il 20% del fabbisogno nazionale. Ad esempio finire di sfruttare le risorse lungo il mare Adriatico. Lo sversamento di petrolio e gas che provengono dal suolo italiano supererebbe, in una certa misura, l’antico concetto di mantenimento di riserve prudenziali di risorse naturali strategiche per il popolo italiano e la cura di utilizzare tali risorse solo e soltanto in caso di emergenze di concrete emergenze naturali guerra e non in caso di emergenze economico/contabili “diffuse”. 

A causa della Guerra in Ucraina e tutte le conseguenze energetiche ben note della chiusura delle forniture di gas russo, Italia non ancora riesce a realizzare un approccio scientifico razionale all’approvvigionamento e produzione di energia elettrica. L’insieme delle decisioni prese e perseguite verso l’abbraccio ai popoli africani con risorse energetiche classiche come gas e petrolio non dispiace ed è – momentaneamente – razionale. 

Tutti questi punti necessitano di essere approfonditi e analizzati per chiarire al meglio le loro ottimizzazioni, i loro potenziali miglioramenti intrinseci e le implicazioni sulla qualità della vita. Allo stato attuale, alcune persone ed Enti che operano nella progettazione e consulenza in campo energetico hanno sviluppato diversi scenari alternativi per il raggiungimento degli obiettivi del 20/20/20 e dei nuovi traguardi europei per l’anno 2050, pandemia di Covid-19 e guerre varie permettendolo.

In tutti i casi e in tutti gli scenari elaborati, rimane invariata la funzione di “hub” di supporto logistico per gas e petrolio affidata all’Italia. Questa posizione è abilitante e sgradevole per il popolo italiano. Gli italiani devono accettare di essere una nazione di produttori e fornitori di servizi logistici per la distribuzione di beni e prodotti e in particolare di prodotti petroliferi e gas in tutta Europa. Tuttavia, questo lavoro non è facile!

C’è una prova molto semplice di questo stupefacente atteggiamento antiscientifico del quadrilatero di potere nei confronti del popolo italiano. Negli ultimi decenni, la imposizione Inglese, tedesca e francese ma con il supporto degli americani, per l’equiparazione dei titoli accademici a livello europeo, imposti a tre livelli e con la degradazione dei livello standard italiano, è stata scioccante per i giovani italiani e per la antica cultura italiana. 

Sono cambiati i curricula di universitari, in tutti i settori. Sembra nulla ma anche questa variante ha avuto effetto sulla qualità di vita degli studenti. Infatti, in questa vicenda un aspetto italiano molto simpatico: ad ognuno dei tre livelli gli Italiani hanno associato, per tradizione, l’uso dell’appellativo e dizione di “dottore” mentre per gli inglesi, francesi, tedeschi ecc. la parola “dottore” si associa solo al terzo livello di titolo accademico. La improvvida offesa alla antica cultura italiana ma anche greca e spagnola – solo pr citarne alcune – rimane una sorta di “autogoal” dei popoli nordici che continuano a impiegare una enorme quantità di laureati italiani, spagnoli e greci.

CONCLUSIONI

Storicamente la qualità della vita è argomento trattato soprattutto da psicologi, medici cche ne hanno sempre colto gli aspetti specifici della loro professione. Gli specialisti della qualità – per esempio appartenenti alla AICQ –  hanno trattato lo stesso argomento solo dal punto statistico con la definizione di un numero anche abbastanza grande di parametri come è descritto anche nel (mio) modello di “Qualità dei sistemi” laddove la vita è “Sistema Complesso”. Tuttavia, l’approccio appena iniziato a descrivere in questa prima parte invece si basa sull’approccio per sistemi alla qualità della vita includente aspetti biologici, filosofici, matematici e di metamatematica.

Giuseppe Quartieri

(Prof. Presidente CTS di AMIS, CACR e FUI)

RIFERIMENTI

Avino P., Chavez Betancourt E, Quartieri G., Quercia Piero (2017), Inganno dei fossili, Aracne ed.

Bonati Maria, Quartieri Giuseppe (1999), Politica della Qualità Europea, Ed. De Qualitate.

Quartieri Giuseppe (1980), Elementi di teoria della qualità dei sistemi, Congresso AICQ Milano, 1980.

Quartieri Giuseppe (2022), Theory of Quality of Life, Academia.edu

Quartieri Giuseppe (2022), Theory of Quality of Life, Research.Gate

Quartieri Giuseppe (2023), Theory of Quality of Life, IBN in fase di pubblicazione

Quartieri Giuseppe, Quercia Piero, Chavez Betancourt Eric, Quartieri Laura (2023), Soluzioni ai Cambiamenti Climatici e Riscaldamento Globale, AMAZON internet.

Leggi anche: Effetti della possibilità di guerra nucleare

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Prof. Giuseppe Quartieri

Giuseppe Quartieri, laureato in fisica, indirizzo applicativo elettronica-nucleare, il 26 novembre 1965 all’Università di Roma con una tesi sull’iniettore dell’anello di accumulazione ADONE, all’INFN-LNF. Da dicembre 1965 a novembre 1967, ho avuto la “fellowship” per seguire il Corso di Specializzazione in Elettronica Superiore del CNR, sotto gli auspici del Ministero della Difesa, presso l’Istituto Superiore delle Poste e Telecomunicazioni: Dic.1965- Dic. 1967. Dopo sei mesi di ricerca astrofisica (Osservatorio Astronomico Monte Mario), nel 1968 sono stato assunto in CGE-FIAR a Milano per l’affidabilità dei Sistemi. Nel Novembre1969, sono stato traferito pe conto della CGE-FIAR alla società SIA (Società Italiana Avionica) nell’ambito del progetto MRCA-TORNADO Avionica. Da settembre 1972 a 1973 preso la EASAMS, a Camberley, in Inghilterra sempre con incarico di affidabilità e prestazioni funzionali avioniche. A maggio 1973, ritorno a Roma, presso l’ELETTRONICA S.p.A. fino al novembre 1983. Nel 1984, come libero professionista, ho creato, con alcuni soci, l’OMEGADATI S.r.l. e ho svolto attività in campo dei Sistemi Qualità, consulenze manageriali, affidabilità e attività di insegnamento. Infatti, a quei tempi, mi sono inserito in gruppi di ricerca libera in campo della biofisica (Ralstonia De Tusculanense), memoria dell’acqua, LENR, teoria dei sistemi applicata alla biofisica e altro. Contemporaneamente, dal 1 settembre 2016 al 19 aprile 2017, ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale presso l'Unisrita, Istituto Universitario Santa Rita, Via Severino Delogù, 6 00144 ROMA Italia e “Responsabile del Dipartimento di Fisica Applicata e Scienze dei Sistemi e Management” presso Unisrita fino a settembre 2017. Dal 1998 ad oggi Professore di Fisica presso l'IBR Institute for Basic Research, Palm Harbor, FL 34684 U.S.A; docente incaricato presso diverse Università: UNIPG (Perugia), UNISI (Siena), UNILUDES (Lugano), Consorzio (Enna-Kore, Catania- Ragusa/Ibla). Pubblicazioni: sette libri tra cui la “Teoria della qualità della vita”; più di 100 articoli tecnici e scientifici. “Premio Benveniste” dell'Associazione Benveniste a Koktebel Conference on Cosmos and Biosphere Crimea e appartenente a molte associazioni scientifiche (IBR, Galilei 2001, CACR, AMIS, ASTRI, AIRS, ANFeA, FUI).

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