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L’approccio per sistemi ai cambiamenti climatici

L’approccio per sistemi ai cambiamenti climatici
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Schema del sistema terra con biosfera
Radiazione di non equilibrio della radiazione E/M con la materia
Tabella sulla severità di una catastrofe mondiale

L’approccio per sistemi ai cambiamenti climatici: introduzione

L’esperienza insegna che il clima è sistema complesso composto di fattori naturali e antropici sempre assoggettato a rispettare le regole dei sistemi complessi, sia naturali che antropici. In quanto sistema complesso, il clima può essere analizzato con i metodi matematici dei sistemi complessi di cui nel campo della fisica applicata a sistemi artefatti concreti quali aerei, navi, treni, satelliti, missili ecc. si parla almeno dagli anni ’60-’70 del secolo scorso.

Nel 1970, 1971, all’Accademia dei Lincei, Roma, si tennero diversi Congressi dedicati a “La Scienza dei Sistemi” i cui atti furono pubblicati nel 1975. Già nel 1967, il sottoscritto aveva studiato questo tipo di problema come tesi finale diretta dal Prof. Antonio Ruberti, al Corso biennale per fisici ed ingegneri di Elettronica Superiore del CNR, presso l’Istituto Superiore PPTT sotto gli auspici del Ministero della Difesa.

Nei decenni i vari lavori elaborati in campo dell’approccio per sistemi, ad esempio in relazione alla biosfera e ai suoi cambiamenti climatici, sono iniziati con uno o tutti e due gli schemi fondamentali qui di seguito presentati:

Radiazione di non equilibrio della radiazione E/M con la materia
Radiazione di non equilibrio della radiazione E/M con la materia

Un sistema come la biosfera e i suoi cambiamenti climatici globali, non può non essere un sistema complesso che, come tale, va trattato con la metodologia dei sistemi complessi o della “complessità” che ha ormai conquistato i livelli superiori della scienza.

Infatti, in queste due decadi del 21-simo secolo, il problema della complessità è stato affrontato dal fisico teorico Giorgio Parisi (premio Nobel per la Fisica) con lo sviluppo di modelli matematici di sistemi complessi naturali (vetri di spin ecc.). Invece, l’influenza sul clima dei fattori ambientali artefatti generati dall’uomo è aumentato fortemente negli ultimi due secoli di rivoluzione industriale.

Per l’analisi dei cambiamenti climatici bisogna impiegare anche le procedure investigative dei sistemi complessi artefatti (aziende complesse, satelliti, aerei, missili, reti di telecomunicazioni ecc.) che, in quanto tali, hanno normalmente componenti deterministici e componenti aleatori e sono stati sviluppati da oltre 50 anni da grandi ricercatori come Ilya Prigogine (ontologia del divenire), Edgar Morin (filosofo della complessità), Niklas Luhmann (Teoria dei sistemi sociali), Ludwig Von Bertalanffy (Teoria Generale dei Sistemi), Arnold Chestnut (System Engineering Method and Tools), Antonio Ruberti (Teoria dei Sistemi) e tanti altri (a riferimento).

Ad esempio, i sistemi complessi artefatti (del tipo grande azienda multinazionale ecc.) hanno bisogno di una grande organizzazione di persone preparate non iper-specializzate e con “management” fatto da figure ibride dotate di visione sistemica e multidisciplinare. 

Schema del sistema terra con biosfera
Schema del sistema terra con biosfera

La dimostrazione matematica è stata fornita da Giuseppe Quartieri in un lavoro pubblicato nel 1980 all’Undicesimo Congresso AICQ: La sfida della qualità negli anni ottanta, Vol. 1, Milano- 14/15 maggio 1980. Il processo di dimostrazione matematica per dedurre il valore di qualità di un sistema Σ risulta nella seguente formula:

(1) VΣ (t) = ∫ 〖q(τ)c(t-τ) 〗dτ

Così, per il Sistema (Terra), la qualità q(t) e il costo c(t) relativo alla qualità (sostanzialmente il costo ambientale, finanziato dai Potenti della Terra) costruita all’istante t è condizionata dall’evoluzione dei costi precedenti avvenuta nell’intervallo di tempo precedente determinato da un diverso istante “т” (tau).

Sono quindi sistemi misti. La “complessità” naturale analizzata dal Premio Nobel Giorgio Parisi è sostanzialmente creata da sistemi complessi aleatori. In questo momento storico pandemico-bellico, lo stesso Giorgio Parisi associa priorità assoluta al problema climatico e del riscaldamento globale e, a tal fine ha presentato una petizione ambientale al Presidente della Repubblica Mattarella. In questa visione, e quasi in contemporanea, opera anche l’Ente: SNPA, Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

La questione climatica – in questo periodo – è legata a doppio filo al problema energetico prodotto dalla limitazione di fornitura di gas da parte della Russia all’Europa. Purtroppo non sembra si tenga in giusta considerazione la situazione energetica italiana prodotta dall’Inquisizione Nucleare e in modo aprioristico, si scaglia contro il nucleare. Così, il dibattito sul clima è diventato sempre più complesso e dirompente a causa di altri due fenomeni contemporanei: pandemia e guerra in Ucraina che hanno amentato enormemente le difficoltà di gestione e discussione su tutti gli aspetti europei.

Tabella sulla severità di una catastrofe mondiale
Tabella sulla severità di una catastrofe mondiale

Questi due fenomeni possono indurre a catastrofi generalizzate difficili da affrontare e superare ma sono bastati per suggerire – a noi – di elaborare un nuovo libro che li inserisca nell’ambito del quadro di complessità tipica delle molteplici interazioni fra cambiamenti climatici, pandemia e guerra. I cambiamenti climatici sono stati analizzati storicamente con metodi fisico-archeologici per determinare l’andamento della temperatura superficiale terrestre nelle ere geologiche.

L’approccio per sistemi ai cambiamenti climatici: le misurazioni

Sin dai tempi di Galilei e Torricelli, in Italia, si eseguivano le misure fisiche delle grandezze fondamentali quali temperatura T, pressione P, ecc. con gli strumenti inventati da questi due giganti della scienza. Nel seicento, dalla sequenza di applicazioni di procedure di misure nacque il servizio meteorologico in Toscana.

Successivamente sono nati i modelli matematici per la trattazione delle previsioni meteorologiche, delle previsioni stagionali come del funzionamento di El Niṅo. In altre parole, sorgono i modelli di circolazione generale accoppiati a modelli di rappresentazione delle superfici terrestri, del ghiaccio marino, delle vegetazioni e foreste, i modelli d’inquinamento dell’aria (chimica atmosferica), il ciclo del carbonio, gli aerosol e l’effetto serra.

Recentemente, i modelli globali atmosferici sono riusciti a presentare una risoluzione dell’ordine di 30-80 Km. Le previsioni climatiche si diversificano completamente dalle previsioni metereologiche. In ambedue i casi, la “predicibilità” di un dato fenomeno dipende prima di tutto dalla quantizzazione dell’errore di previsione.

L’accuratezza della previsione dipende sia dalla conoscenza dei valori iniziali del fenomeno che dagli errori intrinseci degli strumenti impiegati nelle misure e quindi dal livello di confidenza del risultato raggiunto. Lorenz E. N. definisce due tipi di problemi climatici: il primo tipo riguarda i valori delle condizioni iniziali, il secondo tipo invece riguarda i problemi dei parametri con forzanti naturali e artificiali.

La concentrazione dell’uomo o almeno quella di alcune menti eccelse, astratte e riflessive, non sempre riesce ad essere compatibile con il caos antropico soprattutto se generalizzato. Soprattutto la mente rigorosa e astratta non riesce ad adattarsi alla concretezza reale della pratica della vita di tutti i giorni poiché non riesce a vedere nel caos ordinario, l’armonia del pensiero e della visione metamatematica della vita, ossia di una visione superiore a quella fornita dalla normale matematica che è sempre incompleta secondo Gödel, anche se Hilbert ha definito i famosi 23 problemi irrisolti di cui solo 9 (o meno) sono ancora irrisolti.

Quando Hilbert pose la visione globale della matematica facendo presente i suddetti 23 problemi irrisolti, intendeva presentare alla Umanità la visione globale della Matematica come supporto valido alla vita umana e alla ascesa alla Singolarità.

L’altro esempio di importanza della concentrazione scientifica che non si può dimenticare è l’insieme dei 12-14 tipi di catastrofi antropiche e/o naturali riportate in Tab. N° 1 mentre i primi tre tipi (militare, climatico e pandemico) sono riportati nella Fig. 3 successiva. 

Tab. 1 SEVERITÀ DI CATASTROFE MONDIALE
EVENTO CATASTROFICO(N= Naturale; A =Antropico)ImmaginePROBABILITÀ(Valori approssimativi)
1Guerra/Guerra Nucleare (A)Probabilità Minima di Sopravvivenza (≈0)
2Catastrofe Ecologia/Climatica Globale(N/A)Probabilità Minima di Sopravvivenza (10-10)
3Epidemia globale (Pandemia Covid-19, Omicron ecc.) (N/A)Consistente e reale (molto più del minimo  (>0)
4Impatto Asteroide (N)Buona Probabilità di Sopravvivenza  (>50%)
5Lava (N)Migliore Probabilità di sopravvivenza (>60%)
6Intelligenza Artificiale (A)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>90%)
7Nanotecnologia (A)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>85)
8Biologia Sintetica (A)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>78)
9Catastrofe Ecologica  (N/A)Alta Probabilità di Sopravvivenza  (>80)
10Catastrofe Globale del Sistema Politico(A)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>85).Bisogna  ricostruire  una nuova società. 
11Bancarotta Globale di Governo (A)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>87).Bisogna  ricostruire  una nuova società.
12Eruzione di Super Vulcano (N)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>90)
13Cause Sconosciute (?)Alta Probabilità di Sopravvivenza (>90)
14Nessun Evento Catastrofico————-Qualità di Vita Massima (100%)

Questi eventi hanno possibili implicazioni di effetti catastrofici che non sempre  possono essere compresi e catalogati semplicemente da una mente comune mentre la mente astratta può essere in grado di comprendere e definire la “singolarità” dell’Universo e della Vita.

Gli argomenti quali i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale, la pandemia e la guerra nucleare possono, al limite, condurre l’Umanità alla estinzione. La “Singolarità” che ha creato l’Universo è ben cosciente di questo possibile evento. Appare probabile che la “Singolarità” emetta segnali e messaggi che avvisano l’Umanità dei rischi e pericoli che sta correndo. Non sempre l’Umanità è in grado di recepire ed interpretare bene tali messaggi, quali ad esempio l’avvento forte della Intelligenza (IA) e delle sue conseguenze non ultima, l’enorme capacità dei computer quantistici supportati dalla IA.  

Nelle figure presentate nei capitoli prossimi si riporteranno gli andamenti classici delle temperature in diversi luoghi presi contemporaneamente.

In questo campo della conoscenza si è inserita la nostra storia professionale che è parzialmente descritta nei nostri articoli pubblicati nella rivista “Ricerca Aerospaziale”. Questa rivista tecnico-scientifica copre tutti gli aspetti di ricerca concernenti i corpi spaziali (galassie, sistemi solari, buchi neri, stelle doppie, pianeti ecc.). Tra i “pianeti” candidati alla ricerche aerospaziali c’è sicuramente la Terra, che è un “sistema spaziale ruotante attorno al Sole, abitato dalla specie umana e da molte altre specie animali”.

Da decenni, la ricerca internazionale in campo ambientale e cambiamenti climatici è diretta dall’IPCC che è una organizzazione emanata dall’ONU. I grandi Enti di ricerca aerospaziali quali NASA, ESA, ASI (o ESRIN), JAXA (giapponese), CSA (canadese), Roscosmos (Russo), CNSA (China National Space Administration) ecc. hanno deciso di ricercare, valutare, osservare e misurare e quindi investire nel campo dei Cambiamenti Climatici e del Riscaldamento Globale sulla Terra e nella Biosfera.

A tal fine impiegano e sfruttano i sistemi aerospaziali (satelliti, basi geo-spaziali ecc.) e tutti i relativi apparati, unità, dispositivi e componenti elementari, disponibili nello Spazio attorno alla Terra e installati a bordo dei suddetti sistemi spaziali, quali satelliti ecc.

L’approccio al problema climatico – come mostrato in Fig. N° 1 è fondamentale per la vita sul Pianeta Terra. Si tratta di un sistema complesso che non può non includere gli aspetti aerospaziali, che, purtroppo solo recentemente sono entrati nella borsa e nel bilancio finanziario degli Enti Aerospaziali su richiamati. Nella fattispecie è interessante il libro di Carlo Di Leo: “Quando la Terra morirà: i primi passi verso l’esodo interstellare e il futuro dell’Umanità nel Cosmo”.  

I NUOVI ILLUMINATI

Sia la Comunità Scientifica che quella Tecnologica (ingegneria, tecnologia, industria ecc.) si aspettano molti risultati illuminanti, concreti e avanzati dalle osservazioni, dalle misure impostate e determinate dai suddetti Enti Aerospaziali, al fine di migliorare la conoscenza dei Cambiamenti Climatici e del Riscaldamento Globale del Pianeta Terra.

Negli anni ’70 del secolo scorso si poteva leggere (come fece il sottoscritto) sull’argomento del cambiamento climatico uno dei libri più importanti per quei tempi: “Uomo, Natura, Società”, Istituto Gramsci, Editori Riuniti, 1971. Quasi contemporaneamente nasceva “il Club di Roma”, associazione no-profit il cui presidente Italiano era Aurelio Peccei. Come ricorda l’attuale Presidente Pereira del Club, i vari scienziati addetti elaborarono tutta una serie di libri sulle Previsioni Climatiche e Catastrofi Ambientali (Riferimenti vari) che avrebbero condotto alla fine dell’Umanità entro il 2035 e quindi il 2050. Un libro interessante in materia è il libro di Giorgio Nebbia (sui racconti storici). 

Poi l’interesse per l’argomento climatico si è spostato e polarizzato negli ambienti culturali, scientifici e tecnologici rappresentati successivamente dall’IPCC, e tanti altri Enti come EMCWF, la CMCC, ecc. Si è imposto quindi il fenomeno della giovane Greta Thunberg che recentemente (estate 2022) ha avuto proseliti negli ambientalisti italiani che, per contestare, hanno più volte fermato in traffico ad es. lungo i GRA di Roma. Poi hanno attuato la contestazione in Musei cercando anche di toccare grandi opere d’arte antica.

Entro questi limiti, la nostra cultura ambientale si può definire classica poiché si impiegano solo alcuni se non pochissimi risultati di osservazione e misure precipuamente spaziali. Eppure, seguiamo i risultati dei Congressi dell’Associazione Galilei 2001, dell’Accademia dei Lincei, di “Cosmos and Biosphere” dal 2010 e oltre e quindi i vari COP dell’IPCC. 

Per rispondere e cercare di chiarire alcune obiezioni e commenti ricevuti, in questo panorama, si reputa essenziale fare riferimento a quanto afferma il filosofo, matematico, Premio Nobel per la Pace, il grande Bertrand Russell:

“Lo specialista è quello uomo che sa tutto su un argomento che diventa sempre più sottile sino a sapere tutto su nulla”.

Facciamo quindi in modo che i nostri interessi scientifici non diventino tanto assottigliati da riuscire solo a sapere un solo argomento sempre più sottile, fino a sapere tutto su nulla. 

La Ricerca Aerospaziale come ogni forma di scienza è specializzata in campo aerospaziale. Tuttavia la Terra e tutto quello che avviene (cambiamento climatico, riscaldamento globale, qualità della vita, previsioni meteorologiche e climatiche ecc.) su di essa ne è parte integrante.

Per quanto concerne lo ”specialista”, si esprime soltanto il semplice punto di vista acquisito durante i primi anni universitari che, però, è sempre rimasto attivo e vegeto nella nostra cultura. Con il passare degli anni la esperienza professionale e la esperienza di ricerca scientifica sono diventate sempre più variegate e complesse. Gli argomenti di interesse sono aumentati ed aumentano a dismisura, gli impegni condotti o da condurre a termine si attorcigliano e diventano sempre più complessi e articolati.

Si fa l’esempio di uno degli argomenti che fu assegnato al sottoscritto agli inizi degli anni ’70: “la affidabilità dei sistemi complessi” artefatti (aerei, apparati spaziali ecc.). Nella definizione di “affidabilità” di comportamento di un sistema complesso entra automaticamente il concetto di “probabilità (livello di confidenza, livello di sicurezza intrinseca ecc.) ma contemporaneamente entra anche il concetto di “ambiente, di condizioni e fattori ambientali” entro cui il sistema deve vivere, sopravvivere e funzionare.

Col passare dei decenni, il problema ambientale è diventato sempre più prioritario e catastrofico per la sopravvivenza dell’Umanità. Sono nate nuove facoltà universitarie, in particolare di fisica, chimica ed ingegneria ambientale ecc. Così, il concetto di “ambiente” si è fatto strada ed è diventato un campo scientifico a parte. Va comunque ricordato che, nell’ambito della “system science” l’approccio “affidabilistico” ossia uno dei “sottosistema” include, in essenza, i “fattori ambientali” che si esercitano sul sistema ∑.

I fattori ambientali sono “il secondo input” al “sistema ∑” dopo l’input dei fattori e le “performance” di ingresso ufficiali che servono a fare funzionare ed operare il “sistema stesso”. La teoria dei sistemi complessi artefatti o antropici appare diversa dalla teoria dei sistemi complessi, diciamo fisici, o meglio “naturali” sviluppata dal Premo Nobel Giorgio Parisi. Tuttavia si possono individuare diversi metodi matematici che potrebbero essere dedotti e/o generalizzati dalla teoria dei sistemi complessi naturali di Parisi. 

L’affidabilità – direttamente correlata alla sicurezza dei sistemi – però, era ed è sempre stata una degli elementi base della scienza dei sistemi di cui è parte integrante. Si vedano i libri di “Antonio Ruberti” sulla Scienza ed Ingegneria dei sistemi; si vedano le pubblicazione dell’Associazione della Ricerca dei Sistemi (AIRS, Gianfranco Minati et alter), alla quale abbiamo partecipato per decenni. Ovviamente, non si vuole – in questo contesto – sottolineare, banalmente, l’essenzialità della branca della Meteorologia, e delle scienze metereologiche nell’ambito dell’approccio per sistemi ai cambiamenti climatici.

Si intende solo dare qualche ricordo e sconto di conoscenza a tutta la pletora di grandi gruppi di Ricerca che sono nati attorno al “business” dell’ambiente: IPCC, COP, EMCWF, CMCC e centinaia (se non migliaia) di altri. L’argomento è diventato veramente grande: si pensi al Rapporto di COP 26 costituito da quasi 4000 pagine!.. e quelli che verranno nel 2017 ecc.

Recentemente (estate 2022) il problema del Riscaldamento Globale, così come impostato dall’PCC, ha subito un forte attacco da parte della NASA a causa della sua valutazione del 90% delle cause da addebitare solo al Sole ed ai sui effetti. A seguito di una petizione mediante lettera aperta al Governo da parte di un gruppo di scienziati sulla questione dell’inquinamento ambientale si è avuta una reazione da parte del gruppo opposto che ha richiesto un discussione aperta in materia. 

Nel mese di settembre 2022, forse ci sarà questa discussione aperta! In ogni caso, il problema del clima in Italia (ma dovunque!) è direttamente correlato al problema energetico nazionale espresso normalmente dal Programma Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) del 2019, tuttora in vigore.

Questo PNIEC escludendo “a priori” l’opzione nucleare, appare di fatto insostenibile sotto gli aspetti sia tecnici che economici, e soprattutto irrilevante ai fini della “carbon neutrality” al 2050.

Infatti, se anche fossero conseguiti tutti gli obiettivi ivi previsti, al 2040 l’Italia dipenderebbe dalle energie fossili ancora per oltre il 50%. Le implicazioni sono di fatto la prevista chiusura delle centrali a carbone, e l’enorme aumento previsto per le energie rinnovabili intermittenti e non programmabili: ciò dovrebbe costringere a costruire migliaia di MW e di nuove centrali a gas naturale e relativi metanodotti, investimenti destinati a durare ben oltre il 2050.

Frattanto, l’enorme e imprevisto rincaro del prezzo del gas naturale, la sostenibilità della politica energetica basata su impianti alimentati da gas naturale a tempo indeterminato, è divenuta di fatto inaccettabile, non solo sotto l’aspetto economico, ma soprattutto per gli evidenti rischi geopolitici relativi a molti dei lontani e problematici Paesi fornitori.

Bisogna quindi liberarsi del TTF (prezzo del gas nella borsa di Amsterdam) introducendo 1) trasparenza sul costo di acquisto del gas importato e 2) tetto massimo basato sul valore di Henry Hub. Prima che il nuovo Governo (2022-2023) si renda conto della necessità e la priorità del problema energetico e quindi dell’aumento delle bollette di una percentuale (qualcuno dice di 5 volte superiore) veramente notevole, il popolo dovrà affrontare il problema con economia di stato di guerra.

Non ci si può che augurare che, in base a queste constatazioni, il Governo dovrebbe prendere in considerazione, al più presto possibile, l’opzione nucleare, in particolare quella basate su SMR (piccoli reattori nucleari) flessibili da dislocare nelle aree geografiche italiane più dipendenti dalle fonti intermittenti e non programmabili ossia dalle fonti meno affidabili oggi disponibili.

In questa visione panoramica, si può inserire il nuovo approccio per arrivare ad avere un Paese energeticamente indipendente. Qualche tempo fa, il Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi ha affermato in tv che:

1. Gli impianti eolici “sono orrori e violenza, come stuprare bambini”. 

2. Gli impianti fotovoltaici, a suo parere, andrebbe installati solo sugli edifici costruiti dal 1959 in poi.

Per quanto concerne il primo punto affermato dal critico d’arte e sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, si può aggiungere che la percentuale di funzionamento delle pale eoliche è solo del 30%. Questo è un dato di fatto appurato, per esempio, in Molise, laddove le vecchie Amministrazioni Regionali hanno concesso la installazione di circa 450 impianti eolici, con una percentuale di funzionamento forse anche leggermente più bassa.

Ma non basta, alcuni siti eolici sono estremamente vicini a case coloniche e/o masserie. Ad esempio. una pala eolica è stata installata sopra la masseria del nonno di uno di noi: Raffaele Mancini a San Giovanni in Galdo (CB), zona Fonte avellana. La masseria ormai è diventata invivibile!

L’approccio per sistemi ai cambiamenti climatici: conclusione

Rimane il fatto positivo che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in sede di dibattito sulla fiducia al Governo aveva così dichiarato: “La nostra Nazione, in particolare il Mezzogiorno, è il paradiso delle rinnovabili. Con il suo sole, il vento, il calore della terra, le maree e i fiumi. Un patrimonio di energia verde troppo spesso bloccato da burocrazia e veti incomprensibili”. Si concorda perfettamente con il dire del Presidente del Consiglio ma, con modestia, mi si permette di aggiungere che nulla toglie alla capacità del Mezzogiorno d’Italia se si concede il lusso di aggiungere qualche impianto nucleare della quarta generazione anche piccolo, o mini o micro (MNR)!

Questa ultima soluzione è certamente formidabile soprattutto se riesce a ottenere la famosa agognata realizzazione di un Paese – l’Italia – energeticamente indipendente.

Nel frattempo il nuovo Convegno del COP27 a Sharm el Sheikh ha apportato nuove idee e nuove realizzazioni anche se l’ombra della guerra in Ucraina si è estesa e forse si estende ancora sopra di esso e sui suoi risultati.

Leggi anche: La rinascita del nucleare nel mondo

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Prof. Giuseppe Quartieri

Giuseppe Quartieri, laureato in fisica, indirizzo applicativo elettronica-nucleare, il 26 novembre 1965 all’Università di Roma con una tesi sull’iniettore dell’anello di accumulazione ADONE, all’INFN-LNF. Da dicembre 1965 a novembre 1967, ho avuto la “fellowship” per seguire il Corso di Specializzazione in Elettronica Superiore del CNR, sotto gli auspici del Ministero della Difesa, presso l’Istituto Superiore delle Poste e Telecomunicazioni: Dic.1965- Dic. 1967. Dopo sei mesi di ricerca astrofisica (Osservatorio Astronomico Monte Mario), nel 1968 sono stato assunto in CGE-FIAR a Milano per l’affidabilità dei Sistemi. Nel Novembre1969, sono stato traferito pe conto della CGE-FIAR alla società SIA (Società Italiana Avionica) nell’ambito del progetto MRCA-TORNADO Avionica. Da settembre 1972 a 1973 preso la EASAMS, a Camberley, in Inghilterra sempre con incarico di affidabilità e prestazioni funzionali avioniche. A maggio 1973, ritorno a Roma, presso l’ELETTRONICA S.p.A. fino al novembre 1983. Nel 1984, come libero professionista, ho creato, con alcuni soci, l’OMEGADATI S.r.l. e ho svolto attività in campo dei Sistemi Qualità, consulenze manageriali, affidabilità e attività di insegnamento. Infatti, a quei tempi, mi sono inserito in gruppi di ricerca libera in campo della biofisica (Ralstonia De Tusculanense), memoria dell’acqua, LENR, teoria dei sistemi applicata alla biofisica e altro. Contemporaneamente, dal 1 settembre 2016 al 19 aprile 2017, ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale presso l'Unisrita, Istituto Universitario Santa Rita, Via Severino Delogù, 6 00144 ROMA Italia e “Responsabile del Dipartimento di Fisica Applicata e Scienze dei Sistemi e Management” presso Unisrita fino a settembre 2017. Dal 1998 ad oggi Professore di Fisica presso l'IBR Institute for Basic Research, Palm Harbor, FL 34684 U.S.A; docente incaricato presso diverse Università: UNIPG (Perugia), UNISI (Siena), UNILUDES (Lugano), Consorzio (Enna-Kore, Catania- Ragusa/Ibla). Pubblicazioni: sette libri tra cui la “Teoria della qualità della vita”; più di 100 articoli tecnici e scientifici. “Premio Benveniste” dell'Associazione Benveniste a Koktebel Conference on Cosmos and Biosphere Crimea e appartenente a molte associazioni scientifiche (IBR, Galilei 2001, CACR, AMIS, ASTRI, AIRS, ANFeA, FUI).

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