La persona peggiore del mondo | Candidato agli Oscar 2022

“La persona peggiore del mondo” parla di quattro anni della vita di una donna che vengono narrati in modo autentico e coinvolgente

La persona peggiore del mondo è il nuovo film di Joachim Trier, disponibile su Sky e Now dal 14 marzo. La pellicola è candidata come miglior film straniero agli Oscar 2022. L’azione della pellicola si svolge in una contemporanea Oslo. La protagonista è Julie (Renate Reinsve), una trentenne con le idee confuse sul proprio percorso formativo e sentimentale. Il regista norvegese racconta quattro anni di questa giovane donna, alle prese con la propria vita in continua evoluzione. Julie, infatti, è in costante ricerca di una linea da percorrere, mentre, tutte le regole sociali le impediscono ogni libertà di movimento. E così, in attesa di trovare il momento giusto per sganciarsi da tutto ciò, deve fare i conti con una realtà che non la fanno respirare.

Julie, quindi, si trova ad affrontare l’amore, il dolore, la felicità, l’insuccesso, il sesso e la procreazione. Tutto questo è rappresentato attraverso dodici capitoli, più prologo ed epilogo. Già dalle prime scene de La persona peggiore del mondo, quindi, si può notare che si ha davanti una trentenne insicura come un’adolescente. Julie, infatti, affronta la propria esistenza senza fare programmi, vive un giorno dopo l’altro senza pensare a qualche obiettivo da raggiungere. È volubile, si stanca presto nel fare qualcosa e si annoia nell’avere una relazione sempre con lo stesso uomo. Quindi, non si fa troppi scrupoli a lasciare il proprio compagno all’improvviso.

La protagonista indiscussa è la bravissima Renate Reinsve, premiata a Cannes come miglior attrice

Non ha paura, inoltre, di affrontare i propri sbagli, perché non riesce a sopportare l’incoerenza delle persone intorno a sé. Quindi, a modo suo, cerca di farsi spazio in una realtà in cui non si riconosce mai. Trier, inoltre, è molto bravo a concentrarsi esclusivamente su Julie per raccontare cosa stanno attraverso i millennials oggi. E poi, Renate Reinsve è perfetta nell’interpretare questo ruolo. Tanto da essere stata premiata al 74° Festival di Cannes come miglior attrice. La persona peggiore del mondo evita, inoltre, con intelligenza e acutezza ogni tipo di cliché riguardanti i sentimenti e la società. Questo grazie a dialoghi scritti con molta cura e numerose scene di seduzione e confronto, originali e appassionanti. 

Lo spettatore, guardando questo buon film, quindi, riesce con onestà a ridere, riflettere e commuoversi. Questo, perché, tutto ciò che esprime Julie è autentico, non si nasconde dietro a niente e nessuno. Si lascia andare, infatti, ai propri pensieri, alle proprie sensazioni e al proprio umore variabile come il meteo. Il regista, attraverso gli occhi di Julie, allora, vuole farci scoprire come vede la vita di una giovane donna in balia di sé stessa. Immersa in una società che la respinge e non l’abbraccia. La persona peggiore del mondo, quindi, è una pellicola affascinante, mai scontata e coraggiosa. Ci sono scene, infatti, per cui, i benpensanti potrebbero storcere il naso. Sequenze che rendono questo film un’opera attraente. 

Alla base della pellicola c’è la società contemporanea vista attraverso gli occhi di una donna mai banale e mai scontata

È interessante, inoltre, osservare come questa trentenne affronta il #MeToo, la questione della libertà artistica, il non volere essere madre e la censura. Julie, quindi, è in fase di crescita e lo fa attraverso le proprie relazioni e le proprie scelte fatte seguendo la propria emotività. Quest’ultima, inoltre, è raccontata attraverso i sogni e gli incubi di Julie, di certo, le parti migliori de La persona peggiore del mondo. In esse, infatti, si vedono le sue paure, i suoi desideri, le sue delusioni e le sue contraddizioni. Tutto ciò che onirico, quindi, è affascinante, fa divertire e, soprattutto, pensare. Perché, anche se per alcuni spettatori, Julie ha una personalità difficile da capire, chi sa guardare nel profondo, non può non empatizzare con lei. 

Trier, quindi, non si fa problemi a rappresentare i temi più delicati di una donna e lo fa con coraggio e leggerezza. Senza voler insegnare, ma limitandosi a raccontare tramite bellissime immagini e dialoghi brillanti. Riesce, anche, a mettere il pubblico nelle condizioni di osservare una donna che appare come una eroina sui generis, fuori dal comune. Julie, infatti, non emette giudizi e non vuole essere mai giudicata. La donna, inoltre, vuole trovare la propria strada senza forzature altrui, ma con i propri tempi, sbagliando e soffrendo. Anche se questo significa abbandonare persone a lei vicine e far sussultare le persone che, con i paraocchi, seguono le norme non scritte della società. 

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Renata Candioto

rcandioto

Sono diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma. Amo il cinema e il teatro. Mi piace definirmi scrittrice, forse perché adoro la letteratura e scrivo da quando sono ragazzina. Sono curiosa del mondo che mi circonda e mi lascio guidare dalle mie emozioni. La mia filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”.

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