Follia profonda | di Wulf Dorn

Follia profonda, un thriller psicologico inquietante e incalzante

Follia Profonda è un romanzo di un autore considerato un maestro del thriller psicologico contemporaneo: il tedesco Wulf Dorn. Uscito nel 2012 per Corbaccio, a prescindere dai gusti soggettivi, va detto che questo signore senza dubbio conosce la materia di cui tratta, in quanto i suoi romanzi (primo tra tutti La psichiatra) sono incentrati sul tema molto complesso dei disturbi psicologici e Dorn ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Quindi, il lato oscuro della mente umana questo autore lo conosce sicuramente meglio di una persona comune.

La suspense di un thriller

Forse anche per questo Dorn con “Follia profonda” non sfocia mai nella banalità dell’horror spicciolo o proprio per questo, poiché non sfocia mai nell’inverosimile, sa coinvolgere il lettore che non si sente mai veramente in un romanzo, in un qualcosa che non potrebbe accadere, ma dentro ad una situazione che può sicuramente avvenire, poiché se c’è una cosa che possiamo apprendere da libri come questo è che la mente umana è imperfetta e spesso inquietante.

Questo, in effetti, costituisce un “difetto” per quanto riguarda la suspense: non è difficile per un lettore esperto nel genere ipotizzare le cose più assurde. Classici del thriller psicologico che incontriamo in film e libri del genere e quindi anche in “Follia profonda”. Ad esempio, potrebbe succedere che quando un personaggio parla con qualcun altro in realtà stia parlando con un’altra sua personalità e quindi con se stesso, oppure che il colpevole di un delitto sia lo stesso protagonista, e molto altro ancora.

La follia profonda dentro la mente umana

La sentì sospirare. “Sai una cosa? L’essere umano è l’unica creatura in grado di odiare se stesso”.
“Tu adesso ti odi?”
“Si”.
“Perché?”
“Perché sono quella che sono”, bisbigliò lei, “Mi piacerebbe tanto essere diversa. Come tutti gli altri. Allora non sarei più costretta a nascondermi. Potrei condurre una vita normale”.

“Follia profonda” ha un inizio piuttosto lento, ma un ritmo incalzante nella parte centrale fino ad arrivare al finale che, come sempre nei thriller, è l’aspetto più importante. Lo psichiatra Jan Forstner è il protagonista – gli psichiatri sono spesso i protagonisti dei romanzi di Dorn – che subisce delle attenzioni inquietanti da quella che crede essere semplicemente una paziente, finché non rimane sconvolto da un omicidio e quindi capisce che potrebbe essere in pericolo.

Il libro ha sicuramente un punto di forza: alcuni passi, specie quelli finali, come in un thriller che si rispetti sanno tenere incollato alla pagina, farti dimenticare tutto quello che hai intorno e sanno inorridirti o incuriosirti. Il finale ti confonde volutamente, ti lascia sospeso e inquieto, come ogni buon thriller dovrebbe fare.

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Silvia Argento

Nata ad Agrigento nel 1997, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne e una magistrale in Filologia Moderna e Italianistica. È una tuttofare nell'ambito della letteratura e scrittura: docente di letteratura italiana e latina, scrittrice e redattrice per giornali, riviste e siti di divulgazione culturale e critica musicale. È autrice di un saggio su Oscar Wilde e della raccolta di racconti «Dipinti, brevi storie di fragilità».

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